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Sentenza

Sentenza n. 5838/2026 - Napoli, Sezione 8

Giustizia amministrativa202506023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania, Sez. VIIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego sull’istanza di accesso del 9 ottobre 2025 alla CILA n. 98736 del 1° ottobre 2025, presentata dalla proprietaria dell’appartamento sottostante

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, proprietario dell’appartamento sito al terzo piano, sovrastante quello della vicina, aveva chiesto al Comune di Caserta copia della CILA presentata per lavori nell’immobile sottostante. A fronte del silenzio dell’amministrazione, ha domandato l’annullamento del silenzio-diniego, l’accertamento del diritto di accesso e l’ostensione della documentazione. Ha fondato il proprio interesse sulla vicinitas e sulla necessità di tutelare il proprio immobile dai possibili danni derivanti dai lavori.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ordinato al Comune di consentire l’accesso alla documentazione richiesta entro trenta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. Ha ritenuto sufficiente, per l’accesso documentale in materia edilizia, l’interesse diretto, concreto e attuale derivante dalla vicinitas: la posizione di prossimità rispetto all’immobile interessato dai lavori determina un collegamento stabile con la zona e una posizione differenziata rispetto alla collettività, distinta dai requisiti richiesti per impugnare il titolo edilizio. Ha inoltre considerato rilevante la prospettata esigenza di proteggere l’immobile da possibili danni. Il Comune è stato condannato a rifondere le spese, liquidate in euro 2.000 oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato versato.

Norme richiamate

  • art. 22 l. 241/1990

    Ai fini dell’esercizio del diritto di accesso in materia edilizia e della configurabilità dell’interesse diretto, concreto ed attuale richiesto dall’art. 22 della legge n. 241 del 1990 per legittimare l’istanza di accesso agli atti (distinto dall’interesse richiesto per l’impugnazione dei titoli edilizi ai fini del relativo annullamento), è sufficiente il requisito della vicinitas, che sussiste in capo al confinante ma anche al frontista e a coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la zona in cui si trova l’edificio, che sono direttamente tutelati dai limiti imposti all’esercizio dello ius aedificandi, e che rivestono, pertanto, una posizione differenziata rispetto agli altri appartenenti alla collettività in ordine al rispetto di tali limiti (T.A.R. Salerno sez. II, n.220/20).

    Per ottenere l’accesso agli atti edilizi è sufficiente che il richiedente dimostri una vicinitas, intesa anche come stabile collegamento con la zona dell’edificio; tale requisito fonda un interesse differenziato all’accesso e non coincide con quello necessario per impugnare il titolo edilizio.

Massime di principio

  • In materia edilizia, il requisito dell’interesse diretto, concreto e attuale per l’accesso documentale può essere soddisfatto dalla vicinitas: è sufficiente la condizione di confinante o frontista, oppure un altro stabile collegamento con la zona in cui sorge l’edificio, che differenzi il richiedente dalla generalità dei consociati.
  • L’interesse richiesto per accedere agli atti edilizi è distinto da quello necessario per impugnare il titolo abilitativo: la legittimazione all’accesso non comporta di per sé la legittimazione all’impugnazione del titolo.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentale
RamiAccesso e trasparenza
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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