Cassazione Penale, Ordinanza n. 27253/2026 del 20/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
La vicenda riguarda un provvedimento della Corte d'appello di Milano che, su richiesta del Procuratore generale, ha aggravato nei confronti dell'imputato una misura cautelare personale, sostituendo l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con la custodia in carcere. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione dell'art. 276 c.p.p., sostenendo che, al momento del deposito dell'ordinanza di aggravamento, la precedente misura cautelare fosse già cessata perché la sentenza di condanna nei suoi confronti era divenuta irrevocabile il 14 aprile 2026, a seguito della declaratoria di inammissibilità del suo ricorso per cassazione nel processo di merito. In sostanza, il ricorso contestava la legittimità dell'aggravamento in un momento in cui la misura originaria sarebbe stata ormai estinta per effetto del giudicato.
La decisione
La Corte di cassazione non ha esaminato nel merito la doglianza sulla violazione dell'art. 276 c.p.p., ritenendo invece che il rimedio esperito non fosse corretto. Ha affermato che il provvedimento di aggravamento di una misura cautelare ex art. 276 c.p.p. non è immediatamente ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 311, comma 2, c.p.p., ma è impugnabile con appello ex art. 310 c.p.p. Pertanto il ricorso è stato convertito in appello e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Milano, competente ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.
Norme richiamate
art. 276 cod. proc. pen.
disciplina l'aggravamento della misura cautelare; il provvedimento adottato in base a tale norma non è direttamente ricorribile per cassazione nel caso esaminato.
art. 311, comma 2, cod. proc. pen.
non consente l'immediato ricorso per cassazione avverso il provvedimento di aggravamento della misura cautelare.
art. 310 cod. proc. pen.
individua il mezzo di impugnazione corretto contro il provvedimento di aggravamento della misura cautelare, ossia l'appello.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
è richiamato per la competenza del Tribunale di Milano quale giudice dell'appello in materia cautelare.
Massime di principio
- Il provvedimento che dispone l'aggravamento di una misura cautelare personale ex art. 276 c.p.p. non è immediatamente ricorribile per cassazione, poiché il rimedio esperibile è l'appello cautelare previsto dall'art. 310 c.p.p.
- Quando il ricorso per cassazione è proposto avverso un provvedimento cautelare per il quale l'ordinamento prevede l'appello, la Corte può convertire il ricorso nell'impugnazione corretta e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente.
- La qualificazione del mezzo di impugnazione dipende dalla natura del provvedimento cautelare impugnato e non dalle sole censure prospettate dalla parte.
- In materia cautelare, l'errore nell'individuazione del rimedio non impedisce necessariamente la tutela, se l'atto è convertibile nel mezzo previsto dall'ordinamento e il giudice adito può trasmettere gli atti al giudice competente.
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