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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14640/2023 del 06/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di partecipazione in associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.). Il ricorrente deduce un unico motivo: vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico, cioè la presunta insufficienza e incongruenza delle risultanze probatorie (intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori, ecc.) utilizzate per contestare la sua partecipazione al sodalizio 'ndranghetista.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione congrua e logica circa l'esistenza del sodalizio 'ndranghetista (anche alla luce di sentenze irrevocabili, dichiarazioni convergenti di collaboratori di giustizia e numerose intercettazioni) e che sussistessero gravi indizi di colpevolezza a carico di Avolio. L'ordinanza impugnata aveva indicato specifiche condotte attribuite al ricorrente: riscossione di somme connesse al traffico di stupefacenti, controllo sulle attività degli spacciatori, partecipazione a riunioni programmatiche della cosca con il boss Patitucci e trasmissione di messaggi dall'interno del carcere. La Corte ha richiamato i principi di diritto secondo cui la Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione delle risultanze fattuali, potendo sindacare solo la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti previsti dall'art. 94, comma-ter, disposizioni attuative cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 416 bis cod. pen.

    La norma disciplina l'associazione di tipo mafioso; la partecipazione si concreta quando l'indagato è stabilmente e organicamente inserito nel sodalizio, con un ruolo dinamico e funzionale che lo pone a disposizione dell'ente per il perseguimento dei fini criminosi.

  • art. 94, comma-ter, disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti della cancelleria a seguito della decisione (esecuzione delle formalità connesse alla declaratoria di inammissibilità e alla condanna alle spese e ammende).

  • Sez. 6, n. 11194 dell'8/3/2012 (Lupo)

    Sez.6, n.11194 dell'8/3/2012, Lupo, Rv. 252178

    Giurisprudenza che chiarisce i limiti dell'impugnazione in Cassazione delle misure cautelari personali: ammissibile solo per violazione di norme o per manifesta illogicità della motivazione, non per diversa ricostruzione dei fatti.

  • Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017 (Paviglianiti)

    Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017, Paviglianiti, Rv. 270628

    Richiamo consolidato sul divieto per la Cassazione di sindacare valutazioni probatorie di merito se non per vizi logico-giuridici della motivazione.

  • Sez. Un., n. 33748 del 12/07/2005 (Mannino) e Sez. Un., n. 36958 del 27/05/2021 (Modaffari)

    Sez. Un., n. 33748 del 12/07/2005, Mannino, Rv. 231670; Sez. Un., n. 36958 del 27/05/2021, Modaffari, Rv.281889

    Principi delle Sezioni Unite sull'individuazione della partecipazione all'associazione mafiosa: la partecipazione implica un rapporto di stabile e organica compenetrazione con l'organizzazione, con ruolo dinamico e funzionale, non solo uno status formale.

  • Sez. 2, n. 27866 del 17/06/2019 (Mazzelli)

    Sez. 2, n. 27866 del 17/06/2019, Mazzelli, Rv. 276976

    Ribadisce che nel giudizio sulle misure cautelari la Cassazione verifica l'adeguatezza delle ragioni addotte dal giudice di merito secondo canoni di logica e principi di diritto e non riconsidera la diversa valutazione di circostanze già esaminate.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione, in materia di misure cautelari personali, può censurare in via di legittimità solo la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione; non è competente a rinnovare la valutazione probatoria di merito o a ricostruire i fatti in modo diverso.
  • Per l'accertamento della sussistenza di un'associazione di tipo mafioso sono rilevanti elementi convergenti e diversificati: sentenze irrevocabili, dichiarazioni di collaboratori di giustizia sottoposte a vaglio critico e intercettazioni che evidenzino struttura, gerarchie e modalità operative del sodalizio.
  • La qualificazione della condotta come "partecipazione" all'associazione mafiosa richiede la dimostrazione di un rapporto stabile e organico con il sodalizio, con un ruolo dinamico e funzionale (es. riscossione di somme, controllo di attività illecite, partecipazione a riunioni, trasmissione di ordini/comunicazioni).
  • Nel giudizio cautelare il ricorrente che impugna per vizio di motivazione deve indicare specifici profili di illogicità o violazioni di legge nella motivazione del giudice di merito; censure meramente alternative o rivalutazioni dei fatti sono inammissibili.
  • La proposizione di un ricorso in Cassazione manifestamente infondato può comportare la condanna alle spese processuali e l'imposizione di una somma a titolo di ammenda (cassa delle ammende), salvo prova di assenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione.

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