Cassazione Penale, Sentenza n. 14576/2023 del 06/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Gela che aveva rigettato la loro richiesta di revoca dell'ordine di demolizione n. 30322/13 (20/10/2020), posto in esecuzione della sentenza penale n. 120/2012, divenuta irrevocabile il 3/1/2013, che ordinava la demolizione della sopraelevazione del secondo piano dell'immobile in via Recanati 41 a Gela. I motivi addotti erano: (1) violazione del principio di proporzionalita nella comparazione tra il loro diritto all'abitazione e l'interesse pubblico alla tutela del territorio; (2) impossibilita di eseguire la demolizione da parte loro in quanto l'immobile sarebbe stato acquisito gratuitamente al patrimonio comunale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondato il motivo di violazione del principio di proporzionalita, richiamando l'orientamento secondo cui il principio deve essere applicato rigorosamente ma non puo portare a una sostanziale abrogazione della normativa sulle demolizioni. I ricorrenti non hanno dimostrato le condizioni specifiche (es. rischio irreparabile per la salute, impossibilita reale di trovare soluzione abitativa, danno alla stabilita della parte sottostante) che avrebbero impedito l'esecuzione. Quanto all'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale, la Corte ha affermato che essa non ostacola l'esecuzione dell'ordine di demolizione e che, semmai, rende i ricorrenti privi di interesse a contestare l'esecuzione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
principio di proporzionalita (connesso alla giurisprudenza della Corte EDU)
Il principio deve essere applicato dal giudice dell'esecuzione nella comparazione tra diritto all'abitazione e interesse pubblico, ma in modo rigoroso e senza annullare la disciplina demolitoria prevista per gli abusi edilizi
Corte di cassazione, Sezione III, 18 febbraio 2022, n. 5822
Richiamata come orientamento recente che chiarisce i criteri di applicazione del principio di proporzionalita in materia di demolizioni di immobili adibiti ad abitazione
Corte di cassazione, Sezione III, 23 ottobre 2015, n. 42698
Principio secondo cui l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale non impedisce l'esecuzione dell'ordine di demolizione e serve unicamente a rendere possibile l'intervento dell'ente quando il destinatario non provveda
normativa in materia urbanistica ed edilizia (principi generali)
La disciplina mira a rimuovere le conseguenze permanenti delle violazioni urbanistico-edilizie attraverso la demolizione; i limiti al potere demolitorio vanno interpretati restrittivamente
art. 616 cod. proc. pen.
Norma utilizzata per la condanna alle spese processuali e per l'ammenda a carico dei ricorrenti
Massime di principio
- Il principio di proporzionalita e' applicabile nell'esecuzione delle demolizioni ma va interpretato in modo rigoroso: non elimina la regola generale della demolizione degli abusi edilizi
- E' onere del soggetto che chiede la sospensione o revoca dimostrare specifiche e gravi circostanze (rischio per la salute, danno irreparabile, impossibilita concreta a risolvere l'emergenza abitativa) e non bastano allegazioni generiche
- Un lungo lasso di tempo tra sentenza definitiva e messa in esecuzione non e' di per se sufficiente a impedire la demolizione; il tempo va valutato insieme agli altri elementi e all'attivita concretamente svolta dal destinatario
- L'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale non impedisce l'esecuzione dell'ordine di demolizione; semmai, se il bene e' divenuto comunale, gli originari titolari possono risultare privi di interesse a impugnare
- Se si contesta la demolizione invocando la stabilita della parte non abusiva sottostante, e' necessario fornire specifiche prove tecniche e non solo affermazioni generiche
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 6 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 14565/2023 del 06/04/2023
- Sentenza penale · 6 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 14568/2023 del 06/04/2023
- Sentenza penale · 6 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 14569/2023 del 06/04/2023
- Sentenza penale · 6 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 14571/2023 del 06/04/2023
- Sentenza penale · 6 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 14574/2023 del 06/04/2023
- Sentenza penale · 6 apr 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 14579/2023 del 06/04/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →