Cassazione Penale, Sentenza n. 18406/2024 del 10/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Lecce che, in parziale riforma del Tribunale, ha assolto Stamerra e De Leone da alcuni episodi e dichiarato estinto per prescrizione il reato a carico di Preite; ha tuttavia confermato le restanti responsabilita e rideterminato le pene. Le censure dedotte riguardano: a) la qualificazione dei fatti come tentata estorsione (artt. 629 e 649 c.p.) e la mancata prova del dolo e del concorso morale, in particolare per De Leone e Stamerra; b) la mancata riqualificazione in esercizio putativo delle proprie ragioni (ragion fattasi) ex art. 393 c.p.; c) vizio di motivazione e travisamento delle risultanze probatorie in relazione alla responsabilita e alla dinamica fattuale; d) la determinazione del trattamento sanzionatorio e il diniego delle sanzioni sostitutive (art. 20-bis c.p., art. 58 e 59 L. 689/1981, art. 133 c.p.), per difetto di adeguata motivazione o erronea applicazione dei limiti di pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le principali censure delle difese relative a merito e responsabilita per Stamerra e De Leone, ritenendo che la Corte d'appello avesse adeguatamente motivato la ricostruzione fattuale e la sussistenza del concorso morale e del dolo. Tuttavia ha accolto parzialmente i ricorsi di Preite Pasquale e De Leone Giordana DALILA nella parte relativa al diniego delle pene sostitutive: la sentenza impugnata è annullata limitatamente all'applicazione delle sanzioni sostitutive e la controversia è rinviata ad altra Sezione della Corte d'Appello di Lecce per nuovo esame su quel punto. Per il resto i ricorsi sono dichiarati inammissibili e l'affermazione di responsabilità è resa irrevocabile. Il ricorso di Stamerra Ines è dichiarato integralmente inammissibile e la stessa è condannata alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020
norma procedurale che consente la trattazione con contraddittorio cartolare; citata per motivare la modalità di trattazione del ricorso
artt. 629 e 649 cod. pen.
riferite alla fattispecie dell'estorsione e al tentativo: la Corte ha ritenuto provato il dolo e la condotta estorsiva rispetto agli episodi contestati, respingendo la tesi della mera esercitazione putativa del diritto
art. 20-bis cod. pen.
disciplina l'applicabilità delle sanzioni sostitutive per pene non superiori a quattro anni; la Corte chiarisce che la pena pecuniaria congiunta non incide sul calcolo del limite di quattro anni per la sostituzione della pena detentiva
art. 393 cod. pen.
citato dalla difesa come possibile riqualificazione in esercizio putativo delle proprie ragioni; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per riconoscere la buona fede putativa del Preite
art. 4 L. 110/75
richiamata in relazione alla contravvenzione per armi: la Corte d'appello aveva dichiarato estinta o assolto per alcune ipotesi e la Cassazione ha preso atto delle statuizioni
art. 58 legge 24 novembre 1981 n. 689
norma richiamata circa la sostituzione di pene detentive brevi; la Corte ribadisce che il giudice deve valutare la sostituzione della sola pena detentiva se è congiunta a pena pecuniaria
art. 59 L. 689/81
citata in ordine ai limiti e alle preclusioni per l'applicabilità delle sanzioni sostitutive e alla necessita di motivazione sulla prognosi di recidiva
art. 133 cod. pen.
richiamato per la necessità di tener conto dei criteri di determinazione della pena e degli elementi rilevanti nella prognosi rieducativa in sede di sostituzione
d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150
richiamato per le modifiche che vincolano il giudice nella valutazione dei criteri per la sostituzione delle pene e nell'accertamento della capacita a delinquere
art. 616 cod. proc. pen.
citato per le statuizioni processuali conseguenti alla dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi
Massime di principio
- La mera presenza di una persona sul luogo del reato può integrare responsabilità concorsuale solo se dagli elementi probatori risulta il concreto apporto di incitamento o collaborazione: la partecipazione fattiva e le condotte attive devono essere motivate in sentenza
- La qualificazione di tentata estorsione richiede prova del dolo di costringere la vittima a dare o promettere cose: la buona fede putativa nell'esercizio di un presunto diritto deve essere dimostrata con elementi che rendano ragionevole la convinzione
- Le pene pecuniarie congiunte a pena detentiva non vanno computate ai fini del limite di quattro anni per l'applicabilità delle sanzioni sostitutive; il giudice deve comunque motivare compiutamente la scelta in ordine alla sostituzione
- Per negare una sanzione sostitutiva invocata dal condannato il giudice deve non solo indicare i precedenti ostativi ma correlare tali elementi alla specifica sanzione sostitutiva proposta, spiegando perché tali precedenti ne compromettono l'efficacia rieducativa
- In Cassazione non è consentito un nuovo esame del merito fondato su contestazioni generiche o sul mero dissenso rispetto alla valutazione probatoria dei giudici di merito; le censure devono evidenziare travisamenti documentati o vizi logici decisivi
- Se la Corte d'appello modifica l'entità della pena o depenalizza talune fattispecie, deve riconsiderare l'applicabilità delle misure alternative alla detenzione e motivare nuovamente la prognosi di recidiva
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