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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 3166/2023 del 02/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione della sentenza della Corte d'Appello di Brescia n.1368/2018 che aveva rigettato l'opposizione della società alle ordinanze ingiunzioni n. 2552, 2553 e 2554 del Comune di Mantova. Le censure principali riguardavano: (1) la decadenza ex art. 14 l. 689/1981 per notifica oltre 90 giorni dall'accertamento; (2) inammissibilità per novità di un motivo relativo all'ordinanza n.2553; (3) la non punibilità per errore incolpevole ex art. 3 l. 689/1981 in relazione a un presunto provvedimento autorizzatorio urgente della Provincia sul mappale 251; (4) la corretta qualificazione della violazione ai sensi dell'art. 29 della L.R. Lombardia n.14/1998 (se lo scavo oltre la profondità autorizzata costituisce esercizio abusivo ai sensi del comma 1 o eccedenza di quantità ai sensi del comma 2).

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Corte d'Appello. Ha ritenuto legittima la valutazione secondo cui il termine di 90 giorni dell'art. 14 l. 689/1981 decorre dal momento in cui l'amministrazione ha acquisito e valutato tutti i dati indispensabili (qui, le relazioni tecniche utili alla quantificazione del materiale estratto: trasmesse il 15/02/2012 e 17/02/2012 con notifiche rispettivamente il 27/04/2012 e il 09/05/2012). Ha dichiarato inammissibile per novità il motivo relativo all'ordinanza 2553 non specificamente prospettato in primo grado. Ha escluso la non punibilità per errore incolpevole atteso che l'autorizzazione provinciale era condizionata alla stipula di una convenzione con il Comune (art.15 L.R. 14/1998) mai intervenuta, quindi l'errore non era incolpevole. Ha inoltre affermato che l'escavazione oltre la profondità autorizzata integra l'esercizio abusivo di attività di cava (comma 1 art.29 LR 14/1998) e non la sola eccedenza quantitativa (comma 2). Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in euro 10.200,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 14 legge 24 novembre 1981 n. 689

    Il termine di 90 giorni per la notificazione del verbale di contestazione decorre dal momento in cui l'amministrazione ha acquisito e valutato tutti i dati indispensabili per verificare la violazione (es. quantificazione del materiale estratto), non già dalla semplice acquisizione materiale del rapporto o dal sopralluogo

  • art. 3 legge 24 novembre 1981 n. 689

    La causa di non punibilità per errore incolpevole richiede che l'errore sia effettivamente non imputabile all'agente; nel caso di autorizzazioni condizionate (es. alla stipula di convenzione comunale) l'errore sulla efficacia del provvedimento non è ritenuto incolpevole

  • art. 29 Legge Regione Lombardia n. 14/1998

    Distinzione tra le diverse fattispecie sanzionate: comma 1 per coltivazione senza autorizzazione o concessione (attività abusiva), comma 2 per estrazione in eccedenza rispetto ai quantitativi autorizzati, comma 3 per inosservanza di obblighi autorizzativi. Lo scavo oltre la profondità autorizzata integra l'esercizio abusivo (comma 1) e non la mera eccedenza quantitativa (comma 2)

  • art. 15 Legge Regione Lombardia n. 14/1998

    L'efficacia dell'autorizzazione provinciale può essere condizionata alla stipula di una convenzione con il comune; in assenza di tale convenzione l'autorizzazione non produce pieni effetti, con rilevanza ai fini della responsabilità dell'operatore

  • art. 6 e art. 13 Legge Regione Lombardia n. 14/1998

    Le autorizzazioni per coltivazione di cava devono specificare ambiti territoriali estrattivi (estensione) e profondità; l'autorizzazione è quindi riferita a dimensioni spaziali definite, per cui gli sconfinamenti orizzontali o verticali costituiscono attività diversa e non autorizzata

Massime di principio

  • Il termine di 90 giorni previsto dall'art. 14 l.689/1981 decorre dal momento in cui l'amministrazione dispone di tutti gli elementi necessari per valutare la violazione (in particolare la quantificazione del materiale nei casi di escavazione), non dal semplice sopralluogo o dalla prima conoscenza materiale del fatto
  • Nei procedimenti relativi a coltivazioni/estrazioni minerarie la quantificazione del materiale è elemento essenziale dell'accertamento e può prolungare legittimamente i tempi istruttori quando occorrono accertamenti tecnici
  • L'errore sulla legittimazione di un'attività non è 'incolpevole' se l'autorizzazione invocata è subordinata a condizioni formali (es. convenzione comunale) non adempiute: l'operatore professionale ha il dovere di verificare l'efficacia reale del titolo autorizzatorio
  • Superare la profondità autorizzata costituisce esercizio abusivo dell'attività di cava (fattispecie più grave) e non si considera mera estrazione in quantità superiore a quella assentita; pertanto gli sconfinamenti verticali/orizzontali integrano mancanza di autorizzazione
  • In sede di opposizione ad ordinanza ingiunzione la parte deve articolare motivi specifici in primo grado: censure non formulate nella fase introduttiva sono inammissibili per novità in appello e in Cassazione
  • La valutazione del giudice di merito sulla congruità dei tempi istruttori e sulla presenza di ritardi ingiustificati è rimessa al suo apprezzamento e difficilmente sindacabile in sede di legittimità salvo profili di illegittimità palese

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