Cassazione Penale, Sentenza n. 31599/2022 del 24/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato il riconoscimento del tentativo di omicidio e del porto abusivo di coltello, contestando in particolare: 1) la mancata derubricazione del fatto in lesioni personali (si sostiene l'assenza di dolo omicida); 2) la non esclusione delle aggravanti della premeditazione e dei motivi futili (si eccepisce che l'allontanamento non fu funzionale ad armarsi e che l'alterco avrebbe giustificato in parte la reazione). La difesa chiedeva accoglimento del ricorso e riforma.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto sussistente il tentativo di omicidio (per la pericolosità dell'arma, il numero e la rapidità dei fendenti e le zone vitali raggiunte), nonché le aggravanti della premeditazione (ritorno sul luogo dopo circa mezz'ora, procurarsi il coltello e un complice) e dei motivi futili (reattività sproporzionata rispetto a un banale incidente stradale). La Cassazione ha inoltre ritenuto che la mancata prosecuzione dell'azione non fosse dovuta a una desistenza volontaria ma a circostanze che hanno impedito l'ulteriore offensiva; ha confermato la motivazione sulla idoneità degli atti al fine dell'integrazione del tentativo e sull'insussistenza dei rilievi difensivi. Di fatto resta valida la riduzione della pena operata in appello con riconoscimento di circostanze attenuanti generiche in equivalenza alle aggravanti, ma il quadro fattuale e giuridico che aveva portato alla qualificazione come tentato omicidio è stato confermato.
Norme richiamate
Giurisprudenza - Sez. 1, n. 16889 del 21/12/2017, dep. 2018, Rv. 273119
Sez. 1, n. 16889 del 21/12/2017, dep. 2018, Rv. 273119
Principio utilizzato per definire la configurabilità dell'aggravante dei futili motivi: il reato deve essere espressione di un moto interiore del tutto ingiustificato e manifestare sproporzione tale da aumentare la riprovazione dell'azione.
Giurisprudenza - Sez. 1, n. 574 del 09/07/2019, dep. 2020, Rv. 278492
Sez. 1, n. 574 del 09/07/2019, dep. 2020, Rv. 278492
Principio che chiarisce come un ristretto arco temporale tra insorgenza del proposito e attuazione non escluda la premeditazione quando quel tempo sia comunque sufficiente per la riflessione e la sedimentazione del proposito criminoso.
Principi giurisprudenziali sul tentativo di omicidio e sull'idoneità degli atti
La configurazione del tentativo si fonda sulla valutazione ex ente dell'idoneità degli atti (arma idonea, numero di colpi, direzione verso zone vitali, rapidità esecutiva) e sul relativo elemento soggettivo; la mancanza dell'evento lesivo non esclude il tentativo se gli atti erano idonei a cagionarlo.
Massime di principio
- Per qualificare un fatto come tentato omicidio non è necessario che le lesioni siano letali: rileva l'idoneità intrinseca degli atti a causare la morte (arma utilizzata, numero e direzione dei colpi, zone colpite, modalità e rapidità della condotta).
- La premeditazione può essere desunta anche da un breve allontanamento seguito dal ritorno armato se in quel lasso temporale l'agente si è procurato l'arma o un complice o si è comunque rafforzato nel proposito criminoso; il tempo ridotto non esclude la premeditazione se è stato comunque utile alla sedimentazione della decisione criminale.
- I 'motivi futili' sussistono quando la reazione è evidentemente sproporzionata rispetto alla provocazione (es. un incidente stradale di modesta entità), configurando un impulso ingiustificato e pretestuoso che aumenta la riprovazione dell'azione.
- La mancata prosecuzione dell'azione non esclude il dolo omicida quando la sospensione non sia frutto di una desistenza volontaria e cosciente, ma di circostanze indipendenti dalla volontà dell'agente (es. perdita di equilibrio, intervento di terzi).
- In giudizi analoghi è cruciale documentare temporalmente e fattualmente la sequenza degli eventi (allontanamento, procure di arma/complice, ritorno e modalità dell'aggressione) e le caratteristiche delle lesioni per sostenere o confutare la sussistenza del tentativo, della premeditazione e dei motivi futili.
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