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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21783/2022 del 06/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza d'appello del 19/05/2021 che ha condannato il ricorrente per estorsione e aggravante di natura mafiosa in continuazione con reato associativo. Il difensore deduceva violazioni di legge e carenze motivazionali: in particolare la mancata valutazione dell'esistenza di rapporti economici leciti pregressi tra Zindato e Amaddeo (presunto credito di 50.000 euro), l'erronea qualificazione come estorsive delle somme richieste tramite Sonsogno, l'assenza di elementi che provassero la consapevolezza del ricorrente sulla natura estorsiva della richiesta e l'inesistenza della aggravante del metodo mafioso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e/o generico. Ha confermato la correttezza della motivazione della Corte d'appello che, anche in ottemperanza al rinvio, ha analizzato le intercettazioni e le risultanze processuali e ha ritenuto assente una causa lecita che giustificasse le pretese economiche del Zindato. La Corte ha ritenuto provata la natura estorsiva delle richieste (anche ricorrendo all'uso del termine "regalo" nelle intercettazioni come criptica indicazione di pizzo) e la sussistenza dell'aggravante mafiosa per il metodo intimidatorio e la finalizzazione al rafforzamento degli interessi della cosca. Condanna alle spese e rigetto del ricorso; conseguente conferma della condanna di merito.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riconosciuta la rilevanza del contesto mafioso come quadro fattuale; la condotta del ricorrente è stata valutata in relazione all'interesse e al metodo intimidatorio tipici dell'associazione mafiosa

  • art. 629 cod. pen.

    La fattispecie estorsiva è stata ritenuta integrata sulla base delle intercettazioni e del quadro probatorio che ha escluso una causa lecita delle somme richieste

  • art. 56 cod. pen.

    Applicato per la continuazione con il reato associativo già giudicato; utilizzato per calcolare l'aumento di pena

  • art. 81, comma 2 cod. pen.

    art. 81, comma 2 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla continuazione fra reati per determinare la pena risultante

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norma processuale sulla formulazione dei motivi di ricorso in Cassazione: la Corte ha ritenuto i motivi inadeguati per meramente sindacare valutazioni di merito o generici

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato come regola di giudizio per la valutazione cautelare delle prove e per la logica della motivazione di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese nel procedimento di Cassazione

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né fa una rivalutazione delle prove; il ricorso che si limita a criticare la valutazione probatoria del giudice di merito senza dimostrare una carenza assoluta di motivazione è destinato a essere rigettato.
  • Per impugnare con successo decisioni che motivano l'uso delle intercettazioni è necessario dimostrare vizi logico-formali della motivazione (carenza, manifesta contraddittorietà o illogicità) e non una diversa lettura dei fatti.
  • Quando le dazioni periodiche sono descritte nelle intercettazioni con termini criptici come "regalo" e inserite in un contesto di controllo mafioso, i giudici possono inferire la natura estorsiva e l'aggravante del metodo mafioso anche in assenza di esplicite minacce verbali, purché la motivazione colleghi coerentemente i fatti al contesto criminoso.
  • I motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici e ben argomentati: la genericità o la mancata correlazione tra le censure e le ragioni poste a fondamento della decisione impugnata comporta l'inammissibilità o il rigetto.
  • Per confutare la qualificazione estorsiva di somme percepite da un imprenditore occorre fornire elementi concreti che dimostrino un rapporto contrattuale o creditizio lecito e comparabile con le somme richieste; la sola allegazione di un preteso credito non è sufficiente se il giudice di merito offre una motivazione logica che spiega la sua incompatibilità.

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