Sentenza n. 8500/2026 - Roma, Sezione 3T
L'ESATTA OTTEMPERANZA alla Sentenza N. 3300/2025 DEL TRIBUNALE DI ROMA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: omessa o inesatta esecuzione della sentenza n. 3300/2025 del Tribunale di Roma
Esito
Favorevole al ricorrente (destinataria del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto azione di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., chiedendo l'attuazione della sentenza n. 3300/2025 del Tribunale di Roma. Ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Le amministrazioni resistenti non hanno fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione della sentenza civile. Il giudizio di ottemperanza è stato esaminato nei limiti propri dell'attuazione di un giudicato del giudice ordinario, senza estensione ad accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha affermato che, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e che, quando il titolo proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio ha carattere meramente esecutivo: deve limitarsi ad accertare l'omissione o l'elusione del giudicato, senza integrare il contenuto della pronuncia né compiere accertamenti di merito. Rilevato che l'Amministrazione non aveva dimostrato la corretta esecuzione del titolo, il Collegio ha condannato il Ministero a darvi esecuzione entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato, per l'eventuale ulteriore inadempimento, il Direttore generale competente quale commissario ad acta, con facoltà di delega e di sostituirsi o superare il dissenso di altre amministrazioni, entro i successivi 90 giorni. Non è stata applicata la penalità di mora, ritenuta non attualmente giustificata, salva una possibile successiva richiesta in caso di perdurante inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato
La disposizione consente di agire in ottemperanza per ottenere l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e fonda l'obbligo dell'amministrazione di conformarsi al relativo titolo.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento degli obblighi conformativi gravanti sulla pubblica amministrazione.
- Quando l'ottemperanza riguarda una sentenza del giudice civile pronunciata in funzione di giudice del lavoro, il giudizio amministrativo ha natura meramente esecutiva e deve limitarsi all'accertamento dell'omissione o dell'elusione del giudicato, senza integrare il contenuto della pronuncia o compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- A fronte dell'allegazione dell'inadempimento da parte del creditore del giudicato, l'amministrazione è tenuta a fornire chiarimenti e indicazioni sulla corretta esecuzione del titolo; la mancata dimostrazione dell'adempimento giustifica l'ordine giudiziale di provvedere.
- In caso di persistente inottemperanza, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di adottare gli atti necessari all'esecuzione del giudicato, anche sostituendosi all'amministrazione inadempiente e superando il dissenso di altre amministrazioni coinvolte.
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