Cassazione Penale, Sentenza n. 27041/2023 del 21/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro (5/4/2022) che aveva riformato in peius la sentenza di primo grado condannandoli per invasione/occupazione di immobile pubblico (artt. 633 e 639-bis c.p.). Contestano che: a) manchi l'elemento dell'arbitrarietà dell'occupazione perché erano entrati nell'alloggio con autorizzazione/rapporto con l'assegnatario (nonno di Buccino), avevano continuato a pagare i canoni e l'ATERP non aveva agito; b) quindi non sarebbero configurabili gli artt. 633 e 639-bis; c) doveva essere valutata e applicata la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.).
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha seguito l'orientamento secondo cui l'art. 633 c.p. tutela l'inviolabilità del patrimonio immobiliare pubblico e qualifica come "invasione" anche la permanenza arbitraria nell'immobile senza titolo: il subentro autorizzato dal precedente detentore, la mera ospitalità, il rapporto di parentela o il pagamento di canoni non trasformano il rapporto in possesso legittimo e non escludono il reato. Quanto all'art. 131-bis, la Corte territoriale aveva motivatamente escluso la causa di non punibilità valutando la gravità e la lunga durata dell'occupazione; il ricorso ha riprodotto le doglianze d'appello senza specificità, risultando inammissibile in parte per mancata specificazione e comunque infondato nel merito. Conseguentemente il rigetto comporta la conferma delle condanne e la condanna al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 633 cod. pen.
Tutela l'interesse pubblico alla inviolabilità del patrimonio immobiliare: "invasione" comprende l'introduzione arbitraria e la permanenza senza titolo anche se non violenta o clandestina; rileva l'assenza di titolo, non l'autorizzazione del precedente detentore.
art. 639-bis cod. pen.
Norma specifica relativa all'occupazione arbitraria di alloggi di edilizia residenziale pubblica; applicabile quando l'occupante non ha titolo e la destinazione pubblicistica dell'alloggio viene violata.
art. 131-bis cod. pen.
Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: richiede valutazione concreta di tutti i presupposti; nel caso la Corte ha ritenuto assenti i requisiti per la tenuità in considerazione della durata e della gravità dell'occupazione.
art. 606, comma 1, lett. B) e E), cod. proc. pen.
Norme sul contenuto dei motivi di ricorso in cassazione; i motivi devono indicare specificamente le ragioni di diritto e i fatti che li sorreggono; la mera riproduzione dell'appello è insufficiente e determina inammissibilità per aspecificità.
art. 23, comma 8, D.L. 137/2020
Richiamata come norma procedurale in relazione al contraddittorio scritto nel procedimento; citata nel processo di trattazione del ricorso.
art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Richiamata in relazione all'inammissibilità dei motivi mancanti di specificità che non confrontano le argomentazioni del giudice di merito.
art. 1168 cod. civ.
Menziomento a fini comparativi: la clandestinità è elemento dello spoglio civile, ma non necessario per la configurazione dell'invasione penale; la nozione penale è più ampia.
Massime di principio
- L'occupazione di un immobile di proprietà pubblica senza titolo formale costituisce generalmente reato anche se il subentro avviene con l'autorizzazione del precedente detentore, percheé l'assegnazione di alloggi pubblici segue procedure e presupposti che non possono essere elusi dalla mera volontà privata.
- La presenza di elementi formali apparentemente 'normalizzanti' (pagamento di canoni, utenze intestate, certificato di residenza) non esclude automaticamente la configurazione del reato di invasione; l'assenza del titolo rimane centrale.
- La durata e la gravosità dell'occupazione sono fattori determinanti nella valutazione dell'eventuale causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità: occupazioni prolungate rendono meno probabile il riconoscimento della tenuità.
- In sede di cassazione è essenziale formulare motivi specifici e di confronto diretto con le argomentazioni del giudice di merito; la mera riproposizione delle doglianze d'appello può causare l'inammissibilità del ricorso.
- Chi si trovi in situazione analoga dovrebbe cercare la regolarizzazione amministrativa (richiesta formale di assegnazione o regolarizzazione presso l'ente proprietario) o soluzioni civili prima di contare su argomentazioni penali; la difesa penale dovrebbe puntare su elementi fattuali idonei a dimostrare un titolo giuridico effettivo alla detenzione.
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