Cassazione Penale, Sentenza n. 17043/2022 del 02/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (rinuncia del ricorrente resa superflua dal successivo provvedimento di dissequestro e restituzione). Esonero dalle spese. Decisione resa il 17/03/2022, su richiesta del P.M. di dichiarare l'inammissibilità.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Palermo del 09/07/2021 che, in parziale accoglimento dell'appello del P.M., disponeva il sequestro del saldo attivo sul conto corrente intestato alla società EURIBIA s.r.l.s. nel procedimento a carico del Cillari. Successivamente il ricorrente ha presentato, in data 18/02/2022, una dichiarazione di rinuncia al ricorso alla luce del provvedimento di dissequestro e restituzione emesso dal Tribunale di Palermo il 04/02/2022.
Massime di principio
- Se il provvedimento impugnato viene reso inefficace da un successivo provvedimento che soddisfa la posizione del ricorrente (es. dissequestro e restituzione), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di rinuncia al ricorso da parte del ricorrente consolida la mancata persistente lesione: il giudice di legittimità può pertanto dichiarare l'inammissibilità e non entrare nel merito.
- La parte resistente (qui il P.M.) può chiedere la declaratoria di inammissibilità quando il motivo della impugnazione sia venuto meno per sopravvenienze fattuali o processuali.
- In caso di inammissibilità determinata da sopravvenuta mancanza d'interesse o da rinuncia, il giudice può disporre l'esonero dalle spese a favore del ricorrente; non si giunge a una pronuncia sul merito della questione sostanziale.
- Per evitare la declaratoria di inammissibilità, chi impugna deve valutare se procedere comunque (se sussistono profili residui di interesse) o ritirare l'impugnazione in modo formalmente corretto e tempestivo.
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