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Sentenza

Sentenza del 17/12/2018 n. 113 - Comm. Trib. Prov. Asti

Ires - Dichiarazione redditi -Dichiarazione integrativa - Compensazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La questione riguarda la possibilità di correggere, tramite dichiarazione integrativa, errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi IRES. In particolare, viene distinto il caso in cui l'errore abbia comportato un maggior reddito, un maggior debito d'imposta o un minor credito, arrecando quindi un pregiudizio al contribuente, dal caso in cui l'errore abbia determinato un danno per l'Amministrazione finanziaria.

La decisione

Non essendo riportato il testo integrale della sentenza, non è possibile ricostruire il dispositivo concreto, le parti processuali o l'esito formale del giudizio. Dal principio richiamato risulta tuttavia che la correzione favorevole al contribuente, con eventuale compensazione del credito, deve essere effettuata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo. Se invece la correzione determina un beneficio per il contribuente e un possibile danno per l'Amministrazione, essa può essere esercitata entro i termini di accertamento previsti dall'art. 43 del D.P.R. 600/1973.

Norme richiamate

  • Art. 43 del D.P.R. 600/1973

    Il termine previsto per l'accertamento costituisce il limite temporale entro il quale il contribuente può emendare la dichiarazione quando la correzione possa arrecare un danno all'Amministrazione finanziaria.

  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 13378/2016

    Riconosce, in generale, la possibilità di correggere la dichiarazione dei redditi, distinguendo i termini applicabili a seconda che l'errore favorisca il contribuente o l'Amministrazione.

  • Cassazione, sentenza n. 373/2016

    Conferma i principi sulla emendabilità della dichiarazione e sui limiti temporali per la presentazione della dichiarazione integrativa.

  • Cassazione, sentenza n. 27583/2018

    Richiama e ribadisce la distinzione tra errori dichiarativi favorevoli al contribuente, soggetti al termine più breve della dichiarazione successiva, ed errori che arrecano un danno all'Amministrazione, emendabili entro i termini dell'art. 43 del D.P.R. 600/1973.

Massime di principio

  • Un contribuente può correggere errori od omissioni della dichiarazione mediante dichiarazione integrativa, ma il termine dipende dagli effetti dell'errore.
  • Quando l'errore ha comportato un maggior debito d'imposta o un minor credito, la dichiarazione integrativa deve essere presentata entro il termine previsto per la dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo, anche ai fini della compensazione del credito.
  • Quando la correzione riduce il reddito imponibile o l'imposta dovuta e può quindi arrecare un danno all'Erario, l'emendabilità è riconosciuta entro i termini ordinari di accertamento previsti dall'art. 43 del D.P.R. 600/1973.
  • Prima di presentare una dichiarazione integrativa occorre qualificare l'errore, verificare la data di scadenza applicabile e distinguere tra credito utilizzabile in compensazione e semplice rettifica dichiarativa.
  • In assenza del testo integrale della sentenza, i principi indicati non consentono di determinare con certezza l'esito processuale concreto né di individuare le parti.

Testo integrale

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