Sentenza n. 6564/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania (Sezione Quinta) n. 1014/2026, resa tra le parti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania n. 1014/2026, che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, nel giudizio contro l'ordinanza sindacale di ripristino della funzionalità idraulica del canale emissario e della vasca F di via Crocillo
Esito
Favorevole al resistente (comune resistente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Regione Campania aveva impugnato l'ordinanza sindacale con cui il Comune di Quarto le aveva ingiunto, quale ente proprietario, di provvedere ad horas al ripristino della funzionalità idraulica del canale emissario e della vasca F di via Crocillo, nonché delle condizioni di sicurezza dell'area colpita da un'alluvione, e di trasmettere una certificazione sull'eliminazione del pericolo. La Regione sosteneva: l'insussistenza dei presupposti per l'esercizio del potere contingibile e urgente; la propria incompetenza alla gestione dei canali e delle vasche, ritenendo che le opere fossero ormai sottratte al demanio idrico e rientrassero nella competenza comunale; in subordine, la competenza del Consorzio di bonifica del Volturno; la violazione delle garanzie partecipative per omessa comunicazione di avvio del procedimento. In appello ha contestato la declaratoria di giurisdizione del TAR, deducendo violazione dell'art. 113 Cost., dell'art. 143 del r.d. 1775/1933 e degli artt. 7 e 133, comma 1, lett. q), c.p.a., nonché motivazione insufficiente e illogica ed error in iudicando e procedendo. Ha sostenuto che l'evento fosse riconducibile alle sole precipitazioni meteoriche, che i canali fossero tombati o inidonei e che la controversia riguardasse protezione civile, tutela ambientale e urbanistica, non già acque pubbliche o opere idrauliche.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha esaminato congiuntamente i due motivi d'appello e li ha respinti, confermando la sentenza del TAR. Ai fini del riparto di giurisdizione occorre considerare il petitum sostanziale, cioè l'intrinseca consistenza della posizione dedotta e la protezione accordatale dall'ordinamento, non la qualificazione formale della domanda. L'ordinanza impugnata riguardava il ripristino della funzionalità idraulica del sistema scolante della Conca di Quarto e delle condizioni di sicurezza dell'area, con interventi incidenti sul regime del demanio idrico. Dalle stesse allegazioni della Regione risultava che le acque meteoriche erano convogliate in una rete organizzata di canali artificiali e in un sistema di bonifica. Il fatto che i canali fossero alterati, tombati, privi di adeguata funzionalità o di dimensioni insufficienti attiene al merito della controversia e non modifica la natura del sistema idraulico né incide sul riparto di giurisdizione. Una volta convogliate in corsi d'acqua, canali organizzati o invasi, le acque meteoriche assumono natura pubblica; la controversia relativa a provvedimenti che incidono direttamente sul regime delle acque pubbliche e sulla funzionalità di opere idrauliche appartiene quindi alla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Le questioni sulla competenza dell'ente proprietario, sulla legittimità dell'ordinanza e sull'effettiva responsabilità degli interventi dovranno essere esaminate dal giudice munito di giurisdizione. Le spese del grado sono state integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 143 r.d. 1775/1933
Attribuisce al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la giurisdizione di legittimità sulle controversie relative a provvedimenti amministrativi incidenti direttamente sul regime delle acque pubbliche e sulla funzionalità delle opere idrauliche.
art. 197 r.d. 1775/1933
Se il ricorso presentato ai sensi dell'articolo 143 della presente legge proponga questioni della natura di quelle indicate nell'art. 140 e la cui risoluzione sia necessaria per la decisione del ricorso, il Tribunale superiore delle acque pubbliche è competente a decidere anche le suddette questioni.
Il TSAP può decidere anche le questioni sulla demanialità delle acque quando la loro soluzione sia necessaria per definire il ricorso rientrante nella sua giurisdizione.
art. 133, comma 1, lett. q), d.lgs. 104/2010
La disposizione è stata invocata dalla Regione per negare la giurisdizione del TSAP, ma il Consiglio di Stato ha ritenuto prevalente, in relazione al petitum sostanziale, la riconducibilità della controversia al regime delle acque pubbliche e delle opere idrauliche.
art. 144 d.lgs. 152/2006
Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato.
La norma amplia la nozione di acqua pubblica, ricomprendendo tutte le acque superficiali e sotterranee; le acque meteoriche restano escluse solo finché non siano convogliate in un corso d'acqua o raccolte in invasi o cisterne.
art. 1 d.P.R. 238/1999
le acque piovane non ancora convogliate in un corso d'acqua o non ancora raccolte in invasi o cisterne
Le acque piovane non ancora convogliate o raccolte costituiscono l'eccezione alla regola della demanialità; dopo il convogliamento in canali o la raccolta in invasi, assumono natura pubblica.
art. 1 l. 36/1994
La disciplina ha superato la concezione delle acque pubbliche fondata esclusivamente sull'attitudine a usi di pubblico interesse, orientando il sistema verso l'appartenenza pubblica generalizzata delle acque superficiali e sotterranee.
Massime di principio
- Ai fini del riparto di giurisdizione, il giudice deve qualificare la controversia sulla base del petitum sostanziale, considerando l'intrinseca consistenza della posizione soggettiva dedotta e la protezione accordata dall'ordinamento, senza attribuire rilievo decisivo alla qualificazione formale prospettata dalla parte.
- Rientrano nella giurisdizione di legittimità del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche le controversie relative a provvedimenti amministrativi che incidono direttamente e immediatamente sul regime delle acque pubbliche o sulla funzionalità di opere idrauliche.
- Le acque meteoriche, originariamente non demaniali finché non siano convogliate o raccolte, assumono natura pubblica quando confluiscono in corsi d'acqua, reti organizzate di canali o invasi; l'origine meteorica non esclude quindi la demanialità dopo il convogliamento.
- La tombatura, l'alterazione, l'insufficiente dimensionamento o la perdita di funzionalità di canali e invasi non modificano, ai fini del riparto di giurisdizione, la natura del sistema idraulico né sottraggono la controversia alla cognizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche; tali circostanze attengono al merito.
- Le questioni sulla demanialità delle acque possono essere decise dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche quando la loro soluzione sia necessaria per definire un ricorso rientrante nella sua giurisdizione ai sensi dell'art. 143 del r.d. 1775/1933.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 20 ago 2026Sentenza n. 1714/2026 - Venezia, Sezione 2
- Sentenza · 20 ago 2026Sentenza n. 14334/2026 - Roma, Sezione 4Q
- Sentenza · 20 ago 2026Sentenza n. 2504/2026 - Palermo, Sezione 4
- Sentenza · 20 ago 2026Sentenza n. 2505/2026 - Palermo, Sezione 4
- Sentenza · 20 ago 2026Sentenza n. 2506/2026 - Palermo, Sezione 4
- Sentenza · 20 ago 2026Sentenza n. 2507/2026 - Palermo, Sezione 4
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →