Sentenza del 29/11/2023 n. 33333 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Il Comune impugnava in cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva respinto il suo gravame contro la Commissione Tributaria Provinciale di Genova. La controversia riguardava la legittimità dell'avviso di accertamento TARSU relativo alle superfici acquee destinate all'ormeggio delle imbarcazioni nel porto demaniale concesso a Porto di Lavagna Spa. Il Comune deduceva, tra l'altro, vizio di motivazione/contraddittorietà della sentenza, violazione dello Statuto del contribuente (L. n. 212/2000, art. 10) in tema di legittimo affidamento e l'erronea individuazione delle superfici tassabili; la resistente contestava la carenza di legittimazione passiva e sosteneva di non essere soggetta passiva perché avrebbe trasferito l'utilizzo dei posti barca ai diportisti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale del Comune che quello incidentale della Porto di Lavagna Spa, compensando le spese. Ha confermato che: (i) la Commissione Tributaria Regionale ha correttamente limitato l'annullamento dell'avviso agli accessori (sanzioni e interessi) per effetto del legittimo affidamento riconosciuto; (ii) la debenza del tributo non è stata esclusa nella sentenza impugnata e le superfici tassabili vanno rideterminate secondo i criteri indicati (sono imponibili le superfici dei posti barca, escludendo strade di accesso, moli, banchine e, salvo diverso titolo, gli spazi coperti ove non tassabili); (iii) il concessionario portuale (Porto di Lavagna Spa) è soggetto passivo per la presunzione di detenzione dell'area concessa e non si libera automaticamente dalla detenzione (e dall'obbligo tributario) stipulando contratti con terzi; (iv) la motivazione della CTR non è insanabilmente contraddittoria e la motivazione per relationem è ammissibile ove correttamente richiamata e non censurata adeguatamente in cassazione.
Norme richiamate
L. n. 212 del 2000, art. 10
Lo Statuto del contribuente tutela il legittimo affidamento: la violazione di atti o comportamenti amministrativi che abbiano indotto il contribuente ad un affidamento non esclude di per sé la debenza del tributo, ma comporta la non applicazione di sanzioni e interessi se il contribuente si è conformato alle indicazioni dell'amministrazione.
D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 63
La tassa è dovuta da chi occupa o detiene le aree o i locali: il concessionario di un'area portuale si considera detentore per presunzione di legge e resta soggetto passivo TARSU anche se concede l'uso dei posti barca a terzi; la mera stipula di contratti con terzi non estingue automaticamente la detenzione del concessionario.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c.
art. 360, comma 1, nn. 3 e 4
I motivi di cassazione relativi a violazione di legge e carenza/contraddittorietà della motivazione sono soggetti a un controllo limitato: la Corte verifica la correttezza giuridica e l'esistenza di contraddizioni insanabili che rendano incomprensibile il percorso decisorio; motivazioni per relationem sono ammissibili se il richiamo è chiaro e le critiche sono specificate.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13
art. 13, commi 1 quater e 1 bis (come modificati dalla L. n. 228/2012)
Norme procedurali relative al contributo unificato e al suo maggior importo in caso di determinate condizioni processuali; qui applicate per il versamento a carico delle parti ricorrenti.
Massime di principio
- Il "legittimo affidamento" riconosciuto al contribuente non comporta automaticamente l'esenzione dal tributo: esso giustifica, invece, la cancellazione di sanzioni e interessi se il contribuente ha agito in conformità alle indicazioni dell'amministrazione.
- Il concessionario di un'area demaniale portuale è, per presunzione, detentore dell'area e quindi soggetto passivo della tassa sui rifiuti (TARSU/TARI), salvo che non emerga prova chiara di estinzione della detenzione; la semplice stipula di contratti di ormeggio non trasferisce automaticamente l'obbligo tributario ai diportisti.
- Nella determinazione delle superfici tassabili in ambito portuale devono essere considerate, per la TARSU/TARI, le superfici dei posti barca: vanno escluse le aree quali strade di accesso, moli, banchine e, salvo diverso inquadramento, gli spazi coperti non assimilabili a superfici scoperte produttive di rifiuti urbani.
- Gli accordi o atti amministrativi che inducono un affidamento del contribuente possono essere rilevanti per escludere sanzioni/interessi ma non possono introdurre, "in concreto", esenzioni personali rispetto a norme che per legge assoggettano al tributo determinate superfici.
- La Corte di Cassazione richiede nei motivi di impugnazione specificità e chiarezza: una motivazione per relationem è valida solo se il giudice d'appello dà conto dell'adesione critica alla decisione di primo grado e il ricorrente in cassazione indica con precisione le critiche poste in appello; la mancanza di adeguata specificazione rende il motivo inammissibile.
- In presenza di un errore nel calcolo delle superfici tassabili, la giurisprudenza ammette la rideterminazione del tributo dovuto, purché il principio che regge la tassazione (cioè quali superfici sono imponibili) sia rispettato.
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