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Sentenza

Sentenza del 25/09/2017 n. 787 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo

Tributi locali - Tarsu - Avviso accertamento notificato agli eredi - Presupposto d'imposta successivo al decesso - Illegittimità - Consegue

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’ingiunzione di pagamento è stata ritenuta illegittima. Gli eredi non possono essere chiamati a rispondere di un’obbligazione tributaria il cui presupposto impositivo si è verificato successivamente alla morte del loro dante causa, poiché non si tratta di un debito già sorto ed entrato nel patrimonio del defunto.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Gli eredi hanno contestato la legittimità dell’ingiunzione di pagamento notificata nei loro confronti, sostenendo che il presupposto dell’imposta si era verificato dopo il decesso del de cuius. Di conseguenza, l’obbligazione tributaria non era mai sorta nei confronti del defunto e non poteva essere trasmessa agli eredi.

Massime di principio

  • Gli eredi subentrano nei debiti tributari del defunto già esistenti al momento della morte, ma non possono essere chiamati a rispondere di obbligazioni il cui presupposto d’imposta si è verificato successivamente.
  • La notifica di un avviso di accertamento o di un’ingiunzione agli eredi non sana l’assenza originaria del presupposto impositivo nei confronti del de cuius.
  • Prima di contestare o pagare un tributo richiesto agli eredi, occorre verificare la data del presupposto impositivo rispetto alla data del decesso e accertare se l’obbligazione fosse già sorta.
  • Se il tributo riguarda un periodo successivo alla morte, l’ente impositore deve individuare i soggetti effettivamente obbligati in quel periodo, senza imputare automaticamente il debito al defunto o ai suoi eredi.

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