Sentenza n. 2915/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n.1179/2023 emessa dalla sez. Lav. del Tribunale di Milano in funzione di Giudice del Lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero all'erogazione della Carta Docente per complessivi euro 2.000,00
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza n. 1179/2023 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato e ritualmente notificata al Ministero il 25 maggio 2025. La sentenza aveva riconosciuto il beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta Docente, per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2021/2022, per complessivi euro 2.000,00. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, il Ministero non aveva eseguito alcun pagamento, neppure parziale. La ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, l'ordine di pagamento e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito con una memoria di stile, senza contestare l'esistenza o l'entità del credito e senza fornire indicazioni sull'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero rispetto alla sentenza passata in giudicato. Ha ritenuto comprovati il titolo esecutivo, la sua rituale notificazione, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni e l'assenza di pagamenti; inoltre, ha rilevato che il Ministero non aveva contestato il credito né l'inadempimento. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza, ha nominato sin d'ora commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, con facoltà di delega, incaricandolo di provvedere al pagamento entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza, a cura della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari della ricorrente.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza e adottare le misure necessarie per l'esecuzione del titolo, compresa la nomina del commissario ad acta.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni
Il pagamento delle somme dovute in forza di un titolo esecutivo nei confronti della pubblica amministrazione può essere richiesto giudizialmente dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la “carta elettronica”
È il fondamento normativo del beneficio economico riconosciuto dal titolo posto in esecuzione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro, l'inottemperanza può essere accertata quando il titolo sia passato in giudicato, sia stato ritualmente notificato, sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge e l'amministrazione non abbia eseguito il pagamento.
- La mancata contestazione da parte dell'amministrazione dell'esistenza e dell'entità del credito, unitamente all'assenza di pagamenti documentata in giudizio, consente di ritenere non controversi l'an e il quantum della pretesa azionata in ottemperanza.
- Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di inutile decorso del termine, specificandone tempi, compiti e facoltà di delega.
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