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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9631/2025 del 10/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne per estorsione tentata (Maritan per due capi, Bortoletto per un capo) contestando, in sintesi: 1) profili di insufficiente o illogica motivazione rispetto alla loro responsabilità e al concorso; 2) omissione di pronuncia sulla richiesta, formulata in udienza d'appello, di sostituzione della pena detentiva con la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità ai sensi dell'art. 20-bis c.p. (disciplinata in via transitoria dall'art. 95 d.lgs. 150/2022); 3) per Maritan, ulteriori censure sulla qualificazione giuridica dei fatti (esclusione della minaccia/descriminanti, applicabilità della lieve entità, computo della recidiva e determinazione della pena).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato solo il motivo processuale comune relativo all'omessa pronuncia sulla domanda di sostituzione della pena detentiva con le nuove sanzioni alternative. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione sulla sostituzione della pena e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Venezia per nuovo giudizio su quel solo punto. Tutti gli altri motivi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati e la dichiarazione di responsabilità penale degli imputati è stata dichiarata irrevocabile. La Corte ha inoltre chiarito che la richiesta di sostituzione può essere formulata anche in udienza di discussione d'appello (anche se non inserita originariamente nei motivi di gravame) e che, se proposta, il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b, c, e, cod. proc. pen.

    Articola le censure valutabili in Cassazione (violazione di legge e vizi di motivazione); la Corte ha applicato tali disposizioni per escludere l'ammissibilità o la fondatezza di gran parte dei motivi sostanziali.

  • art. 20-bis cod. pen.

    Norma sulle nuove sanzioni sostitutive (lavori di pubblica utilità) che può essere applicata in via transitoria ai processi d'appello in corso; la Corte ha riconosciuto la possibilità che il giudice d'appello valuti la richiesta purché sia formulata dall'imputato, anche in udienza.

  • art. 95 D.Lgs. 150/2022 (disciplina transitoria)

    Stabilisce la disciplina transitoria che consente l'applicazione retroattiva della lex mitior delle pene sostitutive nei giudizi di appello in corso; la Corte interpreta questa norma nel senso che la richiesta può essere presentata al più tardi in udienza di discussione e impone al giudice d'appello l'obbligo di pronunciarsi.

  • art. 595 e 597 cod. proc. pen. (rif. art. 597, comma 5)

    Rinvio alle regole sul principio devolutivo dell'appello e sui poteri del giudice d'appello: la Corte distingue tra la disciplina generale e la particolare previsione transitoria, ritenendo che quest'ultima ammetta la richiesta anche tardiva in udienza.

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (aggravante metodo mafioso) e sentenza Corte cost. n. 120/2023

    La Corte conferma che, quando è applicata l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1, non è ammessa l'attenuante della lieve entità introdotta dalla sentenza costituzionale n. 120/2023.

  • Giurisprudenza Sezioni Unite (es. Filardo, Sez. U n. 29541/2020)

    Principio interpretativo sulla distinzione tra estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni: la differenza fondamentale risiede nell'elemento psicologico (consapevolezza dell'ingiustizia della pretesa). La Corte ha richiamato tali principi per motivare la conferma delle condanne.

Massime di principio

  • Se l'imputato intende avvalersi delle nuove pene sostitutive previste dalla riforma (art. 20-bis c.p. in combinato con l'art. 95 d.lgs. 150/2022), la richiesta può essere formulata al più tardi in udienza di discussione d'appello; il giudice d'appello è obbligato a pronunciarsi sulla richiesta.
  • La richiesta formulata dal difensore senza procura speciale è valida se l'imputato è presente in udienza e non eccepisce: il difensore agisce come nuncius della volontà dell'imputato.
  • L'omessa pronuncia del giudice d'appello sulla richiesta di pena sostitutiva è motivo meritevole di annullamento parziale con rinvio limitato a quel punto, senza inficiare automaticamente la definizione degli altri profili di colpevolezza che restano irrevocabili se confermati.
  • Nelle contestazioni tra estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, il discrimine decisivo è l'elemento psicologico: per l'estorsione serve la piena consapevolezza dell'ingiustizia della pretesa; per l'esercizio arbitrario è necessaria una pretesa che almeno appaia ragionevole e azionabile giudizialmente.
  • Quando è contestata e provata l'aggravante del metodo mafioso (art. 416-bis.1), non è applicabile l'attenuante della lieve entità prevista dalla Corte costituzionale (n. 120/2023) per il reato di estorsione.
  • Per ottenere un esame favorevole della sostituzione della pena, è consigliabile che la difesa produca in udienza tutta la documentazione amministrativa e gli elementi probatori sulle condizioni personali e sui requisiti di legge, e richieda espressamente la valutazione motivata da parte del giudice d'appello.

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