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Sentenza

Sentenza del 29/05/2020 n. 71 - Comm. Trib. Prov. Novara

Onere della prova - Presunzione semplice - Legittimità - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Ufficio ha contestato la validità di fatture ritenute attestare operazioni oggettivamente inesistenti (meri documenti cartolari emessi da società 'cartiere' o 'fantasma'), negando detrazioni/deduzioni o imputando ricavi non dichiarati. Si discuteva se la presunzione semplice, fondata su elementi indiziari forniti dall'Amministrazione, sia legittima e sufficiente a invertire l'onere della prova.

La decisione

La decisione riconosce la legittimità della presunzione semplice: quando l'Ufficio produce elementi idonei a far ritenere che l'operazione fatturata non sia stata effettuata (ad es. dimostrazione che la società emittente è una 'cartiera' o 'fantasma', incongruenze amministrative, mancanza di struttura operativa), l'onere probatorio passa al contribuente, che deve dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate mediante documenti e prove concrete. Se il contribuente non contrasta efficacemente la presunzione, l'accertamento è confermato.

Norme richiamate

  • D.P.R. 29.9.1973, n. 600 art. 39, comma 1, lett. d)

    art. 39, co. 1, lett. d) DPR 600/1973

    Consente all'Amministrazione di fondare accertamenti su elementi documentali e indiziari; se l'Ufficio dimostra, con elementi validi, l'inesistenza delle operazioni fatturate, la presunzione semplice è ammissibile e comporta il trasferimento dell'onere probatorio sul contribuente.

  • D.P.R. 26.10.1972, n. 633 art. 54, comma 2

    art. 54, co. 2 DPR 633/1972

    Attribuisce rilievo ai documenti fiscali e alle risultanze contabili ai fini dell'accertamento IVA; interpretata nel senso che, ove risultino indici oggettivi di inesistenza delle operazioni, l'Amministrazione può dedurre la non sussistenza degli eventi imponibili e innescare l'onere probatorio a carico del contribuente.

Massime di principio

  • La presunzione semplice dell'Amministrazione è legittima se supportata da elementi specifici e concreti (es. indizi che la società emittente è 'cartiera' o 'fantasma').
  • Una volta forniti dall'Ufficio elementi validi sull'inesistenza delle operazioni, l'onere di provare l'effettiva prestazione grava sul contribuente; il contribuente deve esibire prove positive (contratti, ordini, dd.t.t., pagamenti tracciati, corrispondenza commerciale, prestazioni effettive).
  • La presunzione resta 'semplice' e quindi sempre suscettibile di confutazione con qualunque prova idonea a dimostrare la realtà dell'operazione; non è una presunzione assoluta.
  • Gli indici utili per l'Amministrazione possono includere: mancata presenza di struttura operativa del fornitore, discrepanze nei bilanci o nella contabilità, indirizzi fittizi, operazioni anomale o sproporzionate rispetto al settore.
  • Per il contribuente la migliore difesa è la conservazione e produzione di documentazione integrativa e probatoria (contratti, documenti di trasporto, ricevute di consegna, prove di effettivi pagamenti bancari) e l'istruttoria su controparti prima di dedurre costi/IVA.
  • In sede contenziosa il giudice valuta la concretezza e la correlazione degli indizi prodotti dall'Amministrazione: elementi vaghi o generici non bastano a ribaltare automaticamente l'onere della prova.

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