Provvedimento AGCM I832 n. 28353 del 15/09/2020
SERVIZI DI PRENOTAZIONE DEL TRASPORTO TAXI - NAPOLI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento accerta che le quattro principali centrali radiotaxi di Napoli, rappresentative di circa il 70% delle licenze taxi locali, sottoscrissero il 15 novembre 2018 un accordo orizzontale per vietare ai tassisti aderenti l’uso di applicazioni diverse da quelle adottate dai rispettivi radiotaxi. L’accordo fu attuato mediante comunicazioni dissuasive, espulsioni, disdette e minacce di disdetta nei confronti dei tassisti che utilizzavano Mytaxi, oltre che tramite scambi di informazioni tra le imprese. L’intesa, qualificata come restrizione per oggetto e idonea a pregiudicare il commercio intracomunitario, è durata dal 15 novembre 2018 al 25 marzo 2019. L’AGCM ha imposto l’astensione da condotte analoghe e sanzioni complessive pari a 17.257,32 euro, ridotte dell’80% per la crisi Covid-19.
Consortaxi, Taxi Napoli, Radio Taxi Partenope e Desa Radiotaxi hanno attuato un accordo per impedire ai tassisti di usare piattaforme concorrenti aperte come Mytaxi; l’AGCM ha accertato la violazione dell’art. 101 TFUE e irrogato sanzioni ridotte per l’emergenza Covid-19.
Intesa tra centrali radiotaxi napoletane e piattaforme aperte
Il provvedimento n. 28353 riguarda Consortaxi, Taxi Napoli S.r.l., Radio Taxi Partenope S.c. a r.l. e Desa Radiotaxi S.r.l.s., centrali radiotaxi operanti nel Comune di Napoli. L’AGCM ha concluso un procedimento avviato a seguito delle denunce di DigiTaxi e Mytaxi, accertando un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 TFUE.
Parti e origine del procedimento
Mytaxi aveva avviato nell’ottobre 2018 il reclutamento di tassisti napoletani per il lancio del servizio locale. DigiTaxi aveva segnalato precedenti clausole o prassi di esclusiva adottate da alcune centrali radiotaxi. Il 13 febbraio 2019 l’AGCM ha avviato l’istruttoria e, contestualmente, un procedimento cautelare ai sensi dell’articolo 14-bis della legge n. 287/1990. Il 17 aprile 2019 l’Autorità ha deciso di non adottare misure cautelari, ritenendo venuto meno il periculum in mora dopo il ritiro dell’adesione all’accordo da parte di tre imprese e il conseguente aumento dei tassisti contendibili dalle piattaforme concorrenti.
L’istruttoria ha incluso ispezioni presso le sedi delle quattro imprese, richieste di informazioni, accessi agli atti, memorie difensive e audizioni finali. L’AGCM ha respinto le eccezioni relative alla proroga del procedimento e all’utilizzo dell’indagine SWG, ritenendo il termine di conclusione ordinatorio e il diritto di difesa pienamente garantito.
Mercato rilevante
Il mercato rilevante è stato individuato nei servizi di raccolta e smistamento della domanda di trasporto taxi destinati al Comune di Napoli. Il mercato comprende sia i tradizionali servizi radiotaxi sia le piattaforme digitali basate su applicazioni, incluse Mytaxi, itTaxi, GOXGO e Wetaxi.
L’Autorità ha considerato tali servizi sostituibili, pur trattandosi di un mercato a due versanti, con tassisti e utenti finali. Le piattaforme competono dal lato degli utenti per qualità, tempi di attesa e promozioni, e dal lato dei tassisti per condizioni economiche e servizi offerti. Mytaxi operava come piattaforma aperta, consentendo ai tassisti di utilizzare contemporaneamente più canali e di destinare a ciascuno una quota variabile della propria capacità produttiva.
La definizione geografica è stata limitata al Comune di Napoli, in ragione della natura locale della domanda e dell’offerta taxi, della territorialità delle licenze e della necessità di far incontrare fisicamente utenti e tassisti in un’area determinata. Le quattro imprese coinvolte riunivano complessivamente circa il 70% delle licenze taxi presenti in città: Consortaxi circa il 17%, Taxi Napoli circa il 19%, Radio Taxi Partenope circa il 18% e Desa Radiotaxi circa il 16%.
Accordo del 15 novembre 2018
Il 15 novembre 2018 i rappresentanti delle quattro centrali radiotaxi sottoscrissero un documento nel quale convenivano che i tassisti aderenti non avrebbero potuto utilizzare applicazioni diverse da quelle adottate dalle rispettive compagnie. L’accordo dichiarava di voler garantire la fidelizzazione delle compagnie e la condivisione del lavoro tra tassisti aderenti, ma secondo l’AGCM aveva l’obiettivo sostanziale di impedire o ostacolare l’ingresso di piattaforme aperte concorrenti, in particolare Mytaxi.
L’accordo costituiva un coordinamento orizzontale tra concorrenti finalizzato a eliminare il rischio che i tassisti potessero utilizzare simultaneamente più piattaforme. In tal modo, le imprese intendevano preservare l’assetto esistente e reagire collettivamente alla nuova concorrenza digitale.
Condotte attuative
L’accordo fu concretamente applicato attraverso diverse condotte:
- Consortaxi inviò ai tassisti un messaggio sui terminali, affermando che non era consentito utilizzare applicazioni non inerenti al radiotaxi e non riconosciute dal regolamento comunale;
- Taxi Napoli e Desa Radiotaxi comunicarono a vari tassisti l’impossibilità di utilizzare contemporaneamente il radiotaxi e Mytaxi;
- furono disdetti o risolti contratti di servizi radiotaxi, anche mediante disattivazione immediata dei terminali o fatti concludenti;
- alcuni tassisti furono espulsi o minacciati di espulsione e furono indotti a scegliere tra il radiotaxi e Mytaxi;
- le quattro imprese si scambiarono numerose e-mail, tra novembre 2018 e gennaio 2019, indicando nominativi e codici identificativi dei tassisti espulsi o nei cui confronti era stato risolto il contratto.
La documentazione ispettiva ha evidenziato oltre 20 risoluzioni o espulsioni e ha confermato le dichiarazioni rese da diversi tassisti, alcuni dei quali rinunciarono a Mytaxi dopo essere stati posti di fronte all’alternativa tra la piattaforma aperta e il servizio radiotaxi.
Qualificazione come restrizione per oggetto
L’AGCM ha qualificato l’intesa come restrizione della concorrenza per oggetto ai sensi dell’articolo 101 TFUE. L’accordo coinvolgeva le principali imprese operanti nel mercato locale e mirava a coordinare i loro comportamenti per impedire l’accesso dei concorrenti e mantenere l’attuale ripartizione della clientela.
Per una restrizione per oggetto, l’accertamento dell’infrazione non richiede la prova di effetti restrittivi concreti sul mercato. Le condotte attuative, comunque, hanno fornito conferma dell’effettiva applicazione dell’accordo e della sua capacità di condizionare il comportamento dei tassisti.
L’AGCM ha respinto le giustificazioni fondate sulla necessità di controllare la disponibilità della flotta, garantire il rispetto dei turni o assicurare l’efficienza del servizio. Il rispetto dei turni compete all’amministrazione comunale e i radiotaxi non dispongono comunque di un controllo assoluto sulla disponibilità dei tassisti, soggetti anche agli obblighi di servizio pubblico e alla possibilità di acquisire corse direttamente su strada o nei posteggi.
È stata inoltre respinta la tesi di Radio Taxi Partenope secondo cui l’accordo sarebbe stato giustificato dal principio di fedeltà del socio previsto dall’articolo 2527 del codice civile e dallo statuto cooperativo. Secondo l’Autorità, una limitazione dell’attività dei soci può essere ammessa solo se necessaria e proporzionata al perseguimento dello scopo mutualistico; non può invece tradursi in un obbligo assoluto di destinare al radiotaxi l’intera capacità produttiva del tassista né giustificare un accordo orizzontale tra concorrenti.
Effetti sul commercio intracomunitario
L’AGCM ha ritenuto applicabile l’articolo 101 TFUE, oltre alla disciplina nazionale richiamata nel provvedimento di avvio, perché la condotta era idonea a pregiudicare gli scambi tra Stati membri. Mytaxi apparteneva infatti a un gruppo tedesco attivo in diversi Paesi europei e l’accordo poteva ostacolarne l’ingresso e lo sviluppo nel mercato italiano.
Cessazione dell’infrazione
Il 21 e il 25 marzo 2019 Consortaxi, Taxi Napoli e Desa Radiotaxi comunicarono di aver ritirato la propria adesione all’accordo, dichiarandolo superato e consentendo ai propri tassisti di utilizzare anche piattaforme aperte come Mytaxi. Le società affermarono inoltre che avrebbero valutato senza discriminazioni le domande di adesione presentate da tassisti già iscritti a piattaforme aperte.
L’AGCM ha ritenuto effettivo il ritiro, ma ha osservato che esso era intervenuto soltanto dopo l’avvio del procedimento e dopo l’audizione cautelare, quando alle imprese era stata rappresentata la documentazione raccolta durante le ispezioni. Il ritiro non è stato quindi considerato una circostanza attenuante, ma ha determinato la cessazione dell’infrazione. La durata complessiva è stata fissata dal 15 novembre 2018 al 25 marzo 2019, pari a quattro mesi e dieci giorni.
Gravità della violazione
La condotta è stata qualificata come violazione molto grave, tenuto conto della natura orizzontale e per oggetto dell’intesa, della rappresentatività delle imprese coinvolte e della loro quota congiunta, pari a circa il 70% del mercato locale. Ha inoltre rilevato la pronta attuazione dell’accordo mediante disdette, espulsioni e minacce nei confronti dei tassisti che utilizzavano Mytaxi.
Determinazione delle sanzioni
Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, della legge n. 287/1990, l’AGCM ha applicato i criteri dell’articolo 11 della legge n. 689/1981, richiamato dall’articolo 31 della legge n. 287/1990, e le Linee Guida sulla quantificazione delle sanzioni del 22 ottobre 2014.
Il valore delle vendite rilevante era costituito dal fatturato dei servizi radiotaxi nell’ultimo anno intero di partecipazione all’infrazione. La percentuale applicata è stata del 15%, in ragione della gravità della condotta. Gli importi base, prima dell’applicazione del fattore temporale, erano pari a 79.871,40 euro per Consortaxi, 49.678,57 euro per Taxi Napoli, 72.733,95 euro per Radio Taxi Partenope e 36.663,45 euro per Desa Radiotaxi.
Applicando il fattore temporale di 0,361111, corrispondente a quattro mesi e dieci giorni, gli importi base risultavano pari a:
- Consortaxi: 28.842,45 euro;
- Taxi Napoli: 17.939,48 euro;
- Radio Taxi Partenope: 26.265,03 euro;
- Desa Radiotaxi: 13.239,58 euro.
L’Autorità ha respinto la richiesta di una sanzione simbolica fondata sulla cessazione dell’accordo, sull’assenza di effetti dimostrati e sulla crisi economica del settore. Tuttavia, ai sensi del punto 34 delle Linee Guida, ha ritenuto l’emergenza Covid-19 una circostanza specifica ed eccezionale idonea a giustificare una deroga ai criteri ordinari. Considerando il crollo della domanda taxi, indicato in circa l’80% a livello locale, ha applicato una riduzione dell’80%.
Le sanzioni finali sono state pertanto fissate in:
- Consortaxi: 5.768,49 euro;
- Taxi Napoli S.r.l.: 3.587,90 euro;
- Radio Taxi Partenope S.c. a r.l.: 5.253,01 euro;
- Desa Radiotaxi S.r.l.s.: 2.647,92 euro.
Decisione e obblighi successivi
L’AGCM ha accertato l’infrazione dell’articolo 101 TFUE, ha ordinato alle quattro imprese di astenersi in futuro da comportamenti analoghi e ha imposto il pagamento delle sanzioni entro 90 giorni dalla notificazione. Il provvedimento prevede inoltre gli interessi e le maggiorazioni applicabili in caso di ritardo, nonché la possibilità di richiedere il pagamento rateale in presenza di condizioni economiche disagiate. È ammesso ricorso al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla notificazione oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Punti principali
Parti e mercato
Le imprese coinvolte sono Consortaxi, Taxi Napoli S.r.l., Radio Taxi Partenope S.c. a r.l. e Desa Radiotaxi S.r.l.s. Il mercato rilevante è quello locale dei servizi di raccolta e smistamento della domanda di taxi nel Comune di Napoli, comprendente centrali radiotaxi e piattaforme basate su app, tra cui Mytaxi, itTaxi, GOXGO e Wetaxi.
Accordo anticoncorrenziale
Il 15 novembre 2018 le quattro imprese sottoscrissero un accordo con cui si impegnavano reciprocamente a impedire ai tassisti aderenti di utilizzare applicazioni diverse da quelle in uso presso il rispettivo radiotaxi. L’obiettivo era ostacolare l’ingresso e lo sviluppo delle piattaforme aperte concorrenti.
Attuazione e scambio di informazioni
L’accordo fu attuato attraverso messaggi ai tassisti, disdette o disattivazioni dei terminali, espulsioni e richieste di scegliere tra il radiotaxi e Mytaxi. Oltre 20 tassisti furono coinvolti nelle risoluzioni o espulsioni documentate. Le imprese si informarono reciprocamente, tramite numerose e-mail, sui tassisti sanzionati o espulsi.
Qualificazione giuridica
L’AGCM ha qualificato la condotta come intesa orizzontale restrittiva per oggetto ai sensi dell’art. 101 TFUE. Non era quindi necessario dimostrare effetti restrittivi concreti. L’intesa era inoltre idonea a incidere sugli scambi tra Stati membri, considerata l’appartenenza di Mytaxi a un gruppo tedesco attivo in più Paesi europei.
Durata e sanzioni
L’infrazione è durata dal 15 novembre 2018 al 25 marzo 2019, per quattro mesi e dieci giorni. Le sanzioni finali sono: Consortaxi 5.768,49 euro; Taxi Napoli 3.587,90 euro; Radio Taxi Partenope 5.253,01 euro; Desa Radiotaxi 2.647,92 euro. La riduzione dell’80% è stata applicata per l’eccezionale crisi Covid-19, mentre il ritiro dell’adesione all’accordo da parte di tre imprese ha inciso soltanto sulla durata e non è stato considerato attenuante.
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