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Sentenza

Sentenza del 06/02/2025 n. 32 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Molise

Imposte dirette - Avviso di accertamento Ires - Principio di sorte comune - Riferimento ai beni unitariamente organizzati - Validità anche per il ramo d'azienda - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento IRES fondato sul rilievo che, a seguito di cessione, alcuni rapporti contrattuali e beni riferibili a un ramo d'azienda dovevano o non dovevano trasferirsi al cessionario. Questione centrale: se il principio della sorte comune dei beni unitariamente organizzati per l'esercizio dell'impresa si applichi anche al trasferimento di un ramo d'azienda e, conseguentemente, se i rapporti contrattuali non personali seguono automaticamente il trasferimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha affermato che, in conformità all'art. 2558 c.c., la cessione del complesso di beni funzionalmente organizzati determina l'automatico subentro del cessionario nei rapporti contrattuali non personali connessi all'azienda ceduta. Il principio della sorte comune si applica anche al trasferimento di un ramo d'azienda: i rapporti oggettivamente determinabili e funzionalmente destinati all'esercizio del ramo trasferito seguono inevitabilmente le sorti del complesso acquisito, salvo che si tratti di beni personali o le parti abbiano espressamente escluso singoli beni/rapporti (anche mediante elencazione). Conseguentemente la tesi dell'Amministrazione che attribuisce effetti trasferitori a tali rapporti è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 2558 c.c.

    La norma è interpretata nel senso che la cessione del complesso aziendale comporta il trasferimento automatico dei rapporti contrattuali non personali strumentali all'azienda, principio che vale anche quando l'oggetto del trasferimento è un ramo d'azienda; esclusioni sono possibili per beni personali o per specifica determinazione contrattuale delle parti.

  • Cass. Sez. III civile, sent. n. 20417/2016

    Cass., Sez. III civile, sent. n. 20417/2016

    Giurisprudenza richiamata a supporto del principio secondo cui il cessionario subentra automaticamente nei rapporti non personali connessi all'azienda ceduta; viene confermato il principio anche per i rami d'azienda.

Massime di principio

  • La cessione di un complesso aziendale comporta di norma il trasferimento automatico dei rapporti contrattuali non personali strumentali all'azienda al cessionario.
  • Lo stesso principio si applica al trasferimento di un ramo d'azienda: vanno trasferiti i rapporti oggettivamente determinabili e funzionalmente destinati al ramo trasferito.
  • Sono escluse dal trasferimento le posizioni relative a beni personali del cedente e i rapporti che le parti abbiano espressamente escluso o individuato come non destinati a seguire la sorte comune.
  • Per evitare incertezze è opportuno che le parti, nell'atto di cessione, elenchino espressamente i beni e i rapporti esclusi dal trasferimento o, al contrario, specifichino compiutamente l'insieme dei rapporti destinati a trasferirsi.
  • In sede fiscale, l'amministrazione può considerare il cessionario quale successore dei rapporti trasferiti; per i contribuenti è quindi essenziale effettuare adeguata due diligence e prevedere clausole contrattuali e informative ai terzi interessati.

Testo integrale

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