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Parere

Parere n. 466/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor Leonardo Chiogna contro il Comune di Trento per l’annullamento el parere preventivo rilasciato dal Comune di Trento - Servizio edilizia privata - con nota del 1° settembre 2023, pratica n. 215743/2023, a mente del quale l'attività di toelettatura di animali di affezione non è esercitabile negli edifici esistenti nelle zone agricole di cui articolo 57 bis delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale del Comune di Trento, successivamente conosciuto; nonché di ogni altro atto presupposto connesso ovvero conseguente, ovvero previa disapplicazione, se del caso, del P.R.G. del Comune di Trento, in parte qua.

Giustizia amministrativa202500655

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del parere preventivo negativo del Comune di Trento sull'esercizio dell'attività di toelettatura di animali di affezione negli edifici esistenti in zona agricola.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

Il ricorrente ha impugnato il parere preventivo rilasciato dal Servizio edilizia privata del Comune di Trento il 1° settembre 2023, relativo alla pratica n. 215743/2023, con il quale è stata ritenuta non esercitabile l'attività di toelettatura di animali di affezione negli edifici esistenti nelle zone agricole disciplinate dall'articolo 57-bis delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale comunale. Sono stati dedotti la violazione degli articoli 57, 57-bis e 58 delle norme tecniche di attuazione del PRG, la violazione dell'articolo 3 della legge n. 241/1990, la violazione della legge n. 349/1993, l'eccesso di potere per motivazione errata, irragionevolezza, arbitrarietà e illogicità, nonché la violazione dell'articolo 42 della Costituzione. Il Comune e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che il parere preventivo non fosse immediatamente lesivo. Prima della decisione, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione della controversia e di rinunciare all'ulteriore trattazione.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla controversia imponesse la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione è stata adottata in applicazione del principio dispositivo, ritenuto applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il Collegio non ha quindi esaminato l'eccezione di inammissibilità relativa alla natura non immediatamente lesiva del parere preventivo né i motivi di merito dedotti dal ricorrente.

Osservazioni

Sopravvenuta carenza di interesse

La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla trattazione della controversia determina l'improcedibilità del ricorso straordinario per sopravvenuta carenza di interesse.

Norme richiamate

  • art. 57 delle norme tecniche di attuazione del PRG del Comune di Trento

    Norma richiamata dal ricorrente quale parametro urbanistico asseritamente violato.

  • art. 57-bis delle norme tecniche di attuazione del PRG del Comune di Trento

    Disciplina delle zone agricole posta a fondamento del parere comunale impugnato e indicata dal ricorrente quale parametro di legittimità.

  • art. 58 delle norme tecniche di attuazione del PRG del Comune di Trento

    Norma richiamata dal ricorrente quale ulteriore parametro urbanistico asseritamente violato.

  • art. 3 l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente per contestare la motivazione del parere impugnato; la questione non è stata esaminata nel merito.

  • l. 349/1993

    Richiamata dal ricorrente quale parametro di legittimità; la relativa censura non è stata esaminata nel merito.

  • art. 42 Cost.

    Richiamato dal ricorrente per contestare l'incidenza dell'atto sulla proprietà; la censura non è stata esaminata nel merito.

  • principio dispositivo applicabile al ricorso straordinario

    La rinuncia all'ulteriore trattazione e la sopravvenuta mancanza di interesse del ricorrente impediscono la prosecuzione dell'esame e comportano l'improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dal ricorrente comporta l'improcedibilità del ricorso, in applicazione del principio dispositivo.
  • Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il Consiglio di Stato può definire il ricorso senza esaminare le eccezioni preliminari e i motivi di merito ancora controversi.

Parere sull'impugnazione del parere urbanistico relativo alla toelettatura di animali in zona agricola

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un privato contro il Comune di Trento. Il ricorso riguardava il parere preventivo con cui il Servizio edilizia privata comunale aveva escluso la possibilità di esercitare l'attività di toelettatura di animali di affezione negli edifici esistenti nelle zone agricole disciplinate dall'articolo 57-bis delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale.

Atto impugnato e motivi di ricorso

Il ricorrente aveva chiesto l'annullamento del parere comunale del 1° settembre 2023, relativo alla pratica n. 215743/2023, nonché degli atti presupposti, connessi e conseguenti, prospettando, se necessario, la disapplicazione del PRG nella parte rilevante.

Le censure dedotte riguardavano:

  • la violazione degli articoli 57, 57-bis e 58 delle norme tecniche di attuazione del PRG del Comune di Trento;
  • la violazione dell'articolo 3 della legge n. 241/1990;
  • la violazione della legge n. 349/1993;
  • l'eccesso di potere per motivazione errata, irragionevolezza, arbitrarietà e illogicità;
  • la violazione dell'articolo 42 della Costituzione.

Posizioni del Comune e del Ministero

Il Comune di Trento ha sostenuto che il parere preventivo non fosse idoneo a determinare una lesione immediata, concreta e attuale dell'interesse sostanziale del ricorrente, chiedendo comunque il rigetto del ricorso nel merito.

Anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella relazione istruttoria, ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, ritenendo che il parere preventivo negativo di conformità urbanistica non fosse suscettibile di arrecare un pregiudizio immediato alla sfera personale del ricorrente.

Sopravvenuta carenza di interesse

Nel corso del procedimento, con memoria del 25 settembre 2025, il difensore ha comunicato che il ricorrente non aveva più interesse alla prosecuzione della controversia e intendeva rinunciare all'ulteriore trattazione.

Decisione del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha ritenuto decisiva la dichiarazione del ricorrente. In applicazione del principio dispositivo, applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la Sezione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

La Sezione non ha esaminato né l'eccezione di inammissibilità relativa alla non immediata lesività del parere preventivo né i motivi di legittimità dedotti contro l'atto comunale. Il procedimento si è quindi concluso senza una pronuncia sulla conformità urbanistica dell'attività di toelettatura nelle zone agricole.

Come è indicizzato

MaterieDestinazioni d'uso e zone omogeneeTitoli abilitativi ediliziRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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