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Sentenza

Sentenza del 11/08/2016 n. 303 - Comm. Trib. Prov. Potenza

Non Disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione, ai fini IRPEF 2008, somme indicate nel CUD del dante causa come "Trasferta Italia", ma non sottoposte a ritenuta fiscale o contributiva e non dichiarate dal lavoratore. In appello l'Ufficio contestava la decisione di primo grado, sostenendo che R.M. fosse solidalmente responsabile quale erede, anche in assenza di una rinuncia all'eredità, e ribadendo la legittimità della ripresa fiscale. R.M. eccepiva, tra l'altro, la nullità della notifica dell'avviso e il difetto di prova della propria accettazione dell'eredità.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato, nel risultato, la decisione favorevole al contribuente. Ha ritenuto nulla la notifica dell'avviso di accertamento perché, essendo l'Ufficio a conoscenza del decesso del contribuente, l'atto avrebbe dovuto essere intestato e notificato agli eredi collettivamente e impersonalmente presso l'ultimo domicilio del defunto, secondo l'articolo 65, comma 4, del DPR 600/1973. Inoltre, ha stabilito che la mera chiamata all'eredità non è sufficiente a fondare la legittimazione passiva: l'Amministrazione deve provare l'accettazione espressa o tacita dell'eredità. L'appello è stato quindi rigettato; le spese del giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Articolo 65 del DPR 29 settembre 1973, n. 600

    Gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa; gli atti intestati al dante causa possono essere notificati agli eredi impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio dello stesso.

    La responsabilità tributaria degli eredi presuppone la loro effettiva qualità di eredi. Se l'Ufficio conosce il decesso e gli eredi non hanno comunicato il proprio domicilio fiscale, gli atti devono essere notificati collettivamente e impersonalmente presso l'ultimo domicilio del defunto. Il mancato rispetto di tale modalità rende nulla la notifica e l'avviso di accertamento.

  • Articolo 51, comma 5, del DPR 917/1986 (TUIR)

    Disciplina fiscale delle indennità e dei rimborsi per trasferte.

    È stato invocato dal contribuente per sostenere l'esenzione, totale o parziale, delle somme indicate come indennità di trasferta. La decisione, tuttavia, è stata definita sulla base dei vizi relativi alla notifica e alla legittimazione passiva, senza una decisione decisiva sul merito fiscale delle somme.

  • Articolo 3 del D.Lgs. 314/1997

    Disciplina, ai fini fiscali e contributivi, delle somme corrisposte per trasferte o missioni.

    È stato richiamato per sostenere la riconducibilità delle somme alla diaria di missione e il conseguente trattamento agevolato, ma la Commissione non ha fondato l'esito della controversia su tale questione sostanziale.

  • Cassazione civile, sentenza n. 17295/2014

    La mera chiamata all'eredità non è sufficiente, poiché la legitimatio ad causam non si trasmette dal de cuius al chiamato per il solo effetto dell'apertura della successione.

    Chi agisce contro un chiamato all'eredità deve dimostrare che questi abbia effettivamente accettato l'eredità, espressamente o tacitamente.

  • Cassazione civile, sentenza n. 3611/2016

    In tema di obbligazioni tributarie grava sull'Amministrazione finanziaria, creditrice del de cuius, l'onere di provare l'accettazione dell'eredità da parte del chiamato.

    L'Amministrazione non può esigere il debito tributario dal semplice chiamato all'eredità senza provare l'acquisto della qualità di erede.

Massime di principio

  • La mera chiamata all'eredità non rende automaticamente il chiamato responsabile dei debiti tributari del defunto: l'Amministrazione deve provare l'accettazione espressa o tacita dell'eredità.
  • Quando il contribuente è deceduto e l'Ufficio ne è a conoscenza, gli atti tributari devono rispettare le modalità speciali previste dall'articolo 65 del DPR 600/1973; la notifica a un singolo soggetto senza corretta intestazione agli eredi può essere nulla.
  • La responsabilità solidale degli eredi opera solo dopo che sia stata dimostrata la loro qualità di eredi e non può essere desunta automaticamente dalla sola apertura della successione.
  • Nei contenziosi tributari riguardanti un contribuente deceduto, è necessario verificare preliminarmente sia la validità della notifica sia la legittimazione passiva dei destinatari, prima di esaminare il merito della pretesa fiscale.
  • Le questioni sostanziali, come la tassabilità di indennità di trasferta o missione, possono non essere esaminate se l'atto è già invalido per vizi di notifica o se manca la prova della qualità di erede.

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