Cassazione Penale, Sentenza n. 29514/2025 del 14/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la riqualificazione del fatto operata dal Tribunale da lesioni aggravate a tentato omicidio (violazione artt. 56, 575 c.p.). La difesa sosteneva che gli elementi indiziari non dimostravano un "animus necandi": i fotogrammi avrebbero mostrato colpi diretti verso il basso e non verso organi vitali, la frase "non ti uccido solo perché mi dispiace per i tuoi figli" andava valorizzata come indice di mancata volontà di uccidere e andava considerata la consulenza tecnica di parte che escludeva l'intenzione omicida. Inoltre, si rilevava che la presunta desistenza dall'esplodere ulteriori colpi avrebbe dovuto incidere sulla qualificazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione completa e congrua circa la sussistenza di gravi indizi di tentato omicidio, richiamando elementi quali il numero e la reiterazione dei colpi, la direzione degli spari ad altezza uomo verso un bersaglio in movimento, la vicinanza tra autore e vittima, l'arma impiegata (pistola Beretta cal. 9), la zona colpita (parte superiore della coscia, area nevralgica), e le parole pronunciate dall'indagato prima dello sparo. La Cassazione ha inoltre ricordato che il giudice non è obbligato a rispondere punto per punto alla consulenza tecnica di parte se la motivazione complessiva è esauriente, e che la frase successiva all'esplosione del colpo non integra desistenza volontaria perché l'evento lesivo era già stato avviato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Disciplina dell'atto di esecuzione e del tentativo: la Corte conferma che la desistenza volontaria è rilevante solo se l'interruzione avviene prima che siano stati compiuti atti idonei a produrre l'evento; qui l'atto causale era già compiuto.
art. 575 cod. pen.
Delitto di omicidio e sua valutazione in caso di tentativo: la Corte e il Tribunale hanno ritenuto che, alla luce degli elementi indiziari (reiterazione colpi, sede colpita, distanza, direzione e manifestazioni verbali), fosse ravvisabile l'animus necandi e quindi la configurazione del tentato omicidio.
Principio giurisprudenziale sulla valutazione della consulenza tecnica di parte
Il giudice non è obbligato a rispondere in motivazione a ogni rilievo del consulente tecnico di parte; la consulenza costituisce contributo tecnico della parte e non una prova che il giudice debba necessariamente assumere in modo autonomo, purché la motivazione sia completa e articolata.
Principio giurisprudenziale sulla tutela cautelare "de libertate" e interesse all'impugnazione
Nel giudizio cautelare l'interesse all'impugnazione è riconosciuto quando la diversa qualificazione del fatto incide concretamente sulla durata della misura; tuttavia la Corte limita il sindacato di legittimità all'adeguatezza della motivazione e non a una rivalutazione libera di elementi di fatto.
Massime di principio
- In fase cautelare la riqualificazione del reato è legittima se il giudice del riesame fornisce motivazione logica e congrua sugli elementi fattuali che giustificano la nuova qualificazione.
- La Corte di Cassazione, nel ricorso per motivi di libertà, controlla l'adeguatezza e la logicità della motivazione del giudice di merito ma non sostituisce la propria valutazione a quella del giudice di merito sui concreti elementi di fatto già esaminati.
- La consulenza tecnica di parte non vincola il giudice; quest'ultimo non è obbligato a rispondere punto per punto alle argomentazioni tecniche, purché fornisca motivazione complessiva e adeguata che giustifichi l'esito decisorio.
- La desistenza volontaria è rilevante solo se l'autore interrompe l'azione prima che siano compiuti atti idonei a causare l'evento; dichiarazioni successive a un atto già idoneo non integrano desistenza.
- Quando la riqualificazione incide sulla durata della misura cautelare sussiste interesse attuale all'impugnazione della parte pubblica, ma il sindacato di legittimità resta limitato ai profili motivazionali.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 14 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29504/2025 del 14/08/2025
- Sentenza penale · 14 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29505/2025 del 14/08/2025
- Sentenza penale · 14 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29506/2025 del 14/08/2025
- Sentenza penale · 14 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29507/2025 del 14/08/2025
- Sentenza penale · 14 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29508/2025 del 14/08/2025
- Sentenza penale · 14 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29509/2025 del 14/08/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →