Cassazione Penale, Sentenza n. 29508/2025 del 14/08/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione articolata in cinque motivi: (1) censura sulla qualificazione e prova del reato di usura (art. 644 c.p.), lamentando contraddizioni e carenza di riscontri documentali sia per il prestito a Roberto Rocco che per quello a Renato Rocco; (2) e (3) contestazione della qualificazione e del giudizio probatorio sull'estorsione (art. 629 c.p.), sostenendo che le minacce non avrebbero avuto efficacia coartativa e che i comportamenti non avrebbero influito sui pagamenti; (4) doglianza sull'applicabilità dell'aggravante per aver commesso il fatto in luogo di privata dimora (art. 628, comma 3, n. 3-bis c.p.), alla luce dei rapporti di confidenza tra le parti; (5) censura sull'omessa o insufficiente motivazione circa il giudizio di equivalenza tra circostanze attenuanti e aggravanti (art. 62-bis c.p.), invocando l'età dell'imputato, l'assenza di precedenti e la distanza temporale dei fatti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e, in parte, perché richiedeva una rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimità (art. 606 c.p.p.). Ha confermato le valutazioni di merito sulla attendibilità delle dichiarazioni delle persone offese e sui riscontri probatori, ritenendo legittima la qualificazione dei reati di usura e di estorsione e l'applicazione dell'aggravante per il luogo di privata dimora. Per effetto dell'inammissibilità ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.) e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, come liquidato nel dispositivo.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Parametro di ammissibilità del ricorso per cassazione: la Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati o comunque attinenti al merito, dunque inammissibili
art. 644 cod. pen.
La Corte ha confermato che il reato di usura può essere provato anche attraverso la dazione ripetuta di somme e che l'assenza di documentazione non esclude la configurabilità dell'usura quando le modalità e gli importi corrisposti dimostrino un'evidente sproporzione rispetto al capitale
art. 629 cod. pen.
Le condotte minatorie ritenute dalla Corte territoriale (minacce di morte, riferimenti alla malavita, intimidazioni sulla figlia della vittima) sono state considerate idonee a costituire estorsione; la Cassazione ha ritenuto non ammissibili censure che chiedono una diversa valutazione di fatto
artt. 56 e 629 cod. pen.
Richiamati in relazione alla partecipazione e alla valutazione dell'elemento soggettivo dell'estorsione; la Corte ha ritenuto congrua la ricostruzione sulla consumazione del reato anche durante il rapporto debitorio
art. 628 comma 3 n. 3-bis cod. pen.
L'aggravante per il luogo di privata dimora è applicabile indipendentemente dal consenso all'accesso: rileva l'oggettiva commissione del fatto 'nei luoghi' tutelati (privata dimora) e non la modalità dell'introduzione
art. 62-bis cod. pen.
La Corte ha valutato che la equivalenza tra aggravanti e attenuanti è stata motivata dal giudice di merito in modo non arbitrario, tenendo conto anche dell'incensuratezza e dell'età dell'imputato
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna al versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato; la Corte ha quantificato in euro 3.000,00 la somma da versare
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato indirettamente: la Corte ha ribadito che, sebbene per la prova dell'usura sia preferibile il riscontro documentale, la deposizione della persona offesa, adeguatamente valutata e corroborata da indizi, può essere sufficiente
art. 624-bis cod. pen.
Richiamato per distinguere la fattispecie dell'aggravante: la formulazione normativa evidenzia che l'aggravante per i luoghi di privata dimora tutela la particolare offensività del reato commesso 'nei luoghi' indicati
Massime di principio
- La deposizione della persona offesa può, se ritenuta attendibile e corroborata da riscontri anche parziali, costituire prova sufficiente per la condanna; l'assenza di documenti non esclude automaticamente la fattispecie di usura
- In tema di usura, rileva non solo la pattuizione formale degli interessi ma anche la reiterata dazione di somme che, per importo e contenuto, manifestano carattere usurario rispetto al capitale prestato
- Le minacce che inducono la vittima a pagare o a continuare a pagare somme possono integrare estorsione anche se le pressioni avvengono nel corso del rapporto debitorio e non solo dopo la sua interruzione
- L'aggravante per il luogo di privata dimora si applica indipendentemente dal consenso del titolare dell'abitazione: rileva la commissione del fatto 'nei luoghi' specificamente tutelati
- Le doglianze che si limitano a richiedere una diversa valutazione dei fatti e delle prove sono inammissibili in Cassazione; il sindacato di legittimità è circoscritto ai vizi di motivazione, di violazione di legge o di manifesta illogicità
- Il giudizio di equivalenza tra circostanze aggravanti e attenuanti resta un apprezzamento di merito: la Cassazione interviene solo se emerge arbitrio o illogicità manifesta
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