Cassazione Penale, Sentenza n. 92/2023 del 05/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso prospetta tre censure: 1) estinzione del reato per prescrizione, dedotta come già maturata prima della sentenza impugnata; 2) nullità/inutilizzabilità delle risultanze dell'accertamento tecnico svolto dal consulente del P.M., poi deceduto; 3) vizio di motivazione e carenza del nesso causale e dell'elemento soggettivo a carico del Magliano, con rilievo che la responsabilità per difetti di fabbricazione non dovrebbe ricadere sul venditore e richiamando la Direttiva 2001/95/CE e le richieste di controlli a campione effettuate dall'imputato.
La decisione
La Corte annulla la sentenza impugnata: agli effetti penali la condanna di Magliano viene annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione; non viene pronunciata sentenza liberatoria ex art.129 c.p.p. perché non emergono dagli atti circostanze di assoluta evidenza tali da escludere la rilevanza penale o la commissione del fatto. Quanto agli effetti civili la Corte annulla la decisione e rinvia il giudizio alla competente autorità civile in grado d'appello per valutare la responsabilità aquiliana e il nesso causale secondo il criterio della "probabilità prevalente"; il giudice civile dovrà anche regolare le spese relative al giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 113 cod. pen.
Norma richiamata nel capo di imputazione relativa alla cooperazione nel reato; evincibile come riferimento alla partecipazione colposa all'evento
art. 590 cod. pen.
Articolo relativo alle lesioni personali; la condanna contestata era fondata su questa norma
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Consente il motivo di cassazione che deduca l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione anche se non dichiarata dal giudice di merito; usato per ammettere il motivo di nullità per prescrizione
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
Stabilisce i casi eccezionali in cui il giudice può pronunciare sentenza liberatoria nonostante la presenza di una causa di estinzione; la Corte ricorda che occorre un'evidenza assoluta dagli atti per applicarlo
art. 512 cod. proc. pen.
Autorizza l'acquisizione al fascicolo del dibattimento della relazione del consulente tecnico deceduto quando la morte è imprevedibile; la Corte ha ritenuto legittima l'acquisizione della consulenza del P.M.
Direttiva 2001/95/CE
Richiamata dal ricorrente a sostegno dell'idea che responsabilità e obblighi di sicurezza dei prodotti siano disciplinati da norme eurounitarie; la Corte richiama le direttive per indicare i criteri che il giudice civile dovrà esaminare
Direttiva 85/374/CEE e 1999/34/CE
Direttive europee in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi, citate come contesto normativo utile per la valutazione della responsabilità civile del venditore
Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del Consumo), artt. 129-130
Norme del codice del consumo richiamate per i profili di responsabilità e sicurezza dei prodotti, rilevanti per la valutazione civilistica a cui va demandato il giudice di merito
Sentenza Corte Costituzionale n. 182/2021
Chiarisce che, dopo la prescrizione del reato, il giudice penale che decide sulla domanda risarcitoria deve valutare l'illecito aquiliano con il criterio della "probabilità prevalente" e non secondo la maggiore probabilità logica del giudizio penale
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione può essere ammesso per far valere la prescrizione intervenuta prima della sentenza impugnata anche se il giudice di merito non l'ha dichiarata
- Quando il reato è estinto per prescrizione la corte penale annulla la condanna ma non pronuncia automaticamente un'assoluzione liberatoria: l'assoluzione ex art.129 c.p.p. è possibile solo se dagli atti emerge in modo assolutamente non contestabile l'inesistenza del fatto o la non imputabilità
- Dopo l'estinzione del reato per prescrizione, la responsabilità civile (illecito aquiliano) deve essere valutata dal giudice con il criterio della probabilità prevalente (più probabile che non), non con il più alto grado di probabilità logica del processo penale
- Il venditore può essere civilmente responsabile per danni da prodotti difettosi e ha doveri di controllo e sicurezza; la presenza del marchio CE non esonera automaticamente da tale responsabilità
- La morte del consulente tecnico nel corso del processo non impedisce l'utilizzo della sua relazione se la sua acquisizione è compatibile con l'art.512 c.p.p. e la circostanza è imprevedibile
- La valutazione del nesso causale e della responsabilità civilistica richiede un accurato esame probatorio di merito e deve essere rimessa al giudice civile competente quando non emergono elementi di evidente esclusione della responsabilità
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