DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2026, n. 138
Revisione del sistema degli incentivi, in attuazione dell'articolo 3, commi 1 e 2, lettera a), della legge 27 ottobre 2023, n. 160.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto razionalizza gli incentivi alle imprese di competenza delle amministrazioni centrali, concentrandoli in pochi strumenti, soprattutto presso il MIMIT e il Fondo per la crescita sostenibile. Esclude i settori agricolo, forestale, pesca e acquacoltura. Sono previste abrogazioni, modifiche e una disciplina transitoria per i procedimenti già avviati; molte misure restano operative solo fino ai relativi adeguamenti o alla loro soppressione.
Riordino degli incentivi alle imprese
Riordino degli incentivi alle imprese
Il provvedimento attua la delega sulla revisione del sistema degli incentivi alle imprese, con l’obiettivo di rendere l’offerta più organica, selettiva ed efficace. La logica di fondo è quella di concentrare l’intervento pubblico su un numero più limitato di strumenti, riordinando la disciplina esistente e coordinando le misure già operative.
Ambito di applicazione
Il decreto riguarda gli incentivi alle imprese adottati dalle amministrazioni responsabili centrali. La razionalizzazione può avvenire anche tramite modifiche o abrogazioni delle discipline di riferimento, così da attrarre misure esistenti negli strumenti selezionati e, se necessario, ridefinirne le linee di azione.
Non rientrano nel campo di applicazione gli incentivi in favore dei settori:
- agricolo e forestale
- pesca e acquacoltura
Definizioni rilevanti
Ai fini del decreto assumono rilievo alcune nozioni chiave:
- agevolazione: vantaggio economico previsto dal bando e finanziato con risorse pubbliche, con o senza natura di aiuto di Stato;
- amministrazione responsabile: soggetto pubblico titolare dell’incentivo;
- bandi: bandi, avvisi o altri provvedimenti che attivano gli incentivi;
- ciclo di vita dell’incentivo: programmazione, progettazione, attuazione, informazione, pubblicità e valutazione, anche ex post;
- disciplina quadro: insieme delle regole di riferimento per attuare un incentivo attraverso bandi successivi;
- impresa: qualunque soggetto, incluso il lavoratore autonomo, che svolga attività economica;
- PMI: micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea applicabile;
- grandi imprese: imprese diverse dalle PMI.
Incentivi concentrati presso il Ministero delle imprese e del made in Italy
L’offerta degli incentivi di competenza del MIMIT viene razionalizzata concentrandola su cinque strumenti:
- Fondo per la crescita sostenibile
- Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese
- Fondo di sostegno al venture capital / Fondo nazionale per l’innovazione
- Beni strumentali – Nuova Sabatini
- Incentivi nel settore dell’aerospazio
Fondo per la crescita sostenibile: funzione generale
Il Fondo per la crescita sostenibile è il principale contenitore degli interventi di razionalizzazione. È destinato a programmi e interventi con impatto significativo sulla competitività dell’apparato produttivo nazionale, nel rispetto del diritto dell’Unione europea.
Le aree prioritarie sono:
- ricerca, sviluppo e innovazione
- start up d’impresa
- investimenti produttivi per la transizione verde e digitale
- accesso al credito e al mercato dei capitali
Il Fondo valorizza inoltre le sinergie con iniziative e programmi europei.
Aggiornamento della disciplina quadro del Fondo
Gli obiettivi e le priorità del Fondo possono essere aggiornati periodicamente sulla base del monitoraggio degli incentivi, mediante revisione della disciplina quadro con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy.
Per alcuni interventi specifici non coperti dalla disciplina quadro richiamata dal decreto, gli aggiornamenti avvengono con provvedimento di rango corrispondente alla disciplina originaria.
Ricerca, sviluppo e innovazione
Gli incentivi della sezione ricerca, sviluppo e innovazione mirano a sostenere iniziative di rilevanza strategica per la competitività, compresi:
- consolidamento dei centri e delle strutture di R&S delle imprese
- trasformazione tecnologica e digitale
- valorizzazione dei titoli di proprietà industriale
Gli strumenti previsti sono:
- IPCEI per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di comune interesse europeo;
- bandi tematici nel quadro di una disciplina quadro conforme alla normativa sugli aiuti di Stato e al codice degli incentivi.
I bandi possono riguardare:
- progetti di maggiore dimensione o rilevanza strategica, con elementi di confronto e negoziazione;
- sportelli tematici basati su priorità o parametri definiti dal bando;
- partecipazione delle imprese a progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico, anche con università e iniziative europee;
- valorizzazione e tutela della proprietà industriale e intellettuale.
Quando compatibile, i bandi favoriscono la collaborazione tra imprese tramite contratto di rete o altri strumenti contrattuali aggregativi.
Start up d’impresa
Questa sezione è finalizzata a sostenere, su tutto il territorio nazionale:
- creazione e sviluppo di nuove imprese e start up innovative, comprese le cooperative
- imprenditorialità giovanile o femminile, in via prevalente o totale
- sinergie con il mercato del venture capital
L’attuazione avviene tramite bandi tematici, sulla base di una disciplina quadro specifica conforme alla normativa sugli aiuti di Stato e ai principi del codice degli incentivi.
Investimenti produttivi per la transizione verde e digitale
Gli interventi di questa sezione mirano a:
- rafforzare la struttura produttiva del Paese
- favorire il riutilizzo di impianti produttivi
- rilanciare territori in situazione di crisi
Gli strumenti previsti sono:
- contratti di sviluppo per programmi di investimento produttivi strategici e innovativi di grandi dimensioni;
- bandi tematici per programmi qualificati di investimento, con particolare attenzione a transizione digitale, transizione ecologica e sostenibilità ambientale.
Nei bandi è riconosciuta particolare attenzione ai programmi presentati da PMI, comprese le cooperative. Possono essere previste anche focalizzazioni territoriali o settoriali strategiche.
Accesso al credito e mercato dei capitali
Questa sezione sostiene:
- continuità e sviluppo dell’attività d’impresa
- riduzione degli impatti occupazionali legati a temporanee difficoltà economico-finanziarie
- attivazione di capitali privati e pubblici per piani di ristrutturazione di imprese in difficoltà temporanea
Gli strumenti previsti sono:
- misure per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa richiamate dalla normativa del 2020;
- bandi tematici complementari, rivolti a dare continuità alle imprese in temporanea difficoltà e a salvaguardare l’occupazione.
Particolare attenzione è prevista per:
- imprese sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata
- PMI
Disposizioni contabili e finanziarie
Le modalità operative del Fondo per la crescita sostenibile, nella nuova articolazione per sezioni, sono definite con la legge di bilancio successiva all’entrata in vigore del decreto.
Con il medesimo provvedimento di bilancio, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, sono determinati gli stanziamenti annuali delle singole sezioni, utilizzando le risorse delle autorizzazioni di spesa in materia di incentivi che vengono abrogate e confluiscono nel Fondo.
Modifiche e abrogazioni di altre discipline
Il decreto interviene su varie norme previgenti per riallinearle al nuovo assetto degli incentivi. Tra le principali modifiche:
- il Fondo per la crescita sostenibile viene ridisegnato con abrogazione di alcuni commi della disciplina originaria e con istituzione di sezioni dedicate;
- il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale viene coordinato con l’utilizzo di INVITALIA tramite convenzione disciplinata dal codice degli incentivi;
- le norme su alcune finalizzazioni del Fondo del 2020 vengono modificate o soppresse;
- è sostituita una previsione della disciplina sui marchi e brevetti, per orientare le risorse verso bandi del Fondo per la crescita sostenibile.
Incentivi soppressi
Sono soppressi, con abrogazione delle relative disposizioni di riferimento, alcuni incentivi ormai non più coerenti con il nuovo assetto, tra cui:
- voucher per l’internazionalizzazione - TEM con competenze digitali
- credito d’imposta in materiali di recupero
- credito d’imposta sui prodotti da riciclo e da riuso
- misure del Fondo rotativo nazionale self-employment
Regime transitorio
Per i procedimenti già avviati alla data di entrata in vigore del decreto relativi agli incentivi soppressi o alle disposizioni abrogate, continuano ad applicarsi le vecchie norme e le relative disposizioni attuative fino alla conclusione dei procedimenti, comprese le eventuali fasi di recupero di agevolazioni indebitamente percepite.
Tempistiche di attuazione
I decreti ministeriali che definiscono la disciplina quadro dei bandi tematici previsti per ricerca e innovazione, start up, investimenti produttivi e accesso al credito devono essere adottati entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio richiamata dal decreto.
Tecnica di aggiornamento normativa
Ogni successivo intervento normativo che incida sulle disposizioni del decreto deve essere effettuato con esplicita modifica, integrazione, deroga o sospensione delle sue specifiche disposizioni, a garanzia di chiarezza e coordinamento del nuovo sistema degli incentivi.
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