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Sentenza

Sentenza del 27/09/2022 n. 28063 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avvisi di rettifica per recupero di diritti doganali e IVA (importazioni di formaggi) per gli anni 1987-1995: la società contestava la metodologia di determinazione del valore in dogana e la correttezza degli accertamenti (prezzi di importazione fittizi e crediti post-importazione che avrebbero ridotto il prezzo imponibile). Inoltre ricorsi incidentali e richieste di revocazione connesse a questioni processuali sulla decadenza del potere impositivo e sulla tempestiva trasmissione della notitia criminis.

La decisione

Decisione mista della Corte di Cassazione. Sul procedimento di revocazione (R.g. 20328/2018) il ricorso della società è stato rigettato: la Corte ha ritenuto che non sussistesse l'errore di fatto idoneo a giustificare la revocazione e ha condannato la ricorrente alle spese. Sul procedimento principale di cassazione con rinvio (R.g. 14410/2016) la Corte ha invece accolto i primi due motivi della società e il motivo incidentale dell'Agenzia: ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione per nuovo esame (in particolare, il giudice del rinvio dovrà esaminare anche le questioni di merito per le annualità non dichiarate decadute e verificare la corretta individuazione della data da cui decorre la decadenza in relazione alle notizie di reato).

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546 del 1992

    art. 21; art. 36; art. 63; art. 64; art. 15

    Norme processuali tributarie richiamate per temi di decadenza, competenza e motivi di cassazione/riassunzione e per la disciplina delle spese: la Corte ricorda che il giudice del rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e decidere ex novo sulle questioni rimaste impregiudicate; l'art. 64 è richiamato nella trattazione della revocazione e delle condizioni di ammissibilità.

  • Codice di procedura civile (c.p.c.)

    art. 360 comma 1; art. 395 comma 1 n. 4; artt. 99, 112, 383, 384, 394, 132 c.p.c.; art. 118 disp. att.

    Principi relativi ai motivi di cassazione (art. 360), all'errore di fatto come causa di revocazione (art. 395 n.4) e ai limiti di sindacabilità in sede di revocazione: la Corte precisa che l'errore revocatorio è strettamente limitato a falsi dati di fatto immediatamente rilevabili e non comprende l'errata interpretazione giuridica o l'errato apprezzamento delle risultanze.

  • D.P.R. n. 43 del 1973

    Disciplina del termine di decadenza per i tributi doganali: la giurisprudenza richiamata dalla Corte stabilisce che il termine di decadenza può essere prorogato sino a tre anni successivi all'irrevocabilità della decisione penale se, nel triennio dalla nascita dell'obbligazione, è pervenuta una notitia criminis idonea a individuare un fatto penalmente rilevante.

  • Codice Doganale (CDC)

    artt. 201-203; art. 221 par. 4

    Regole sulle obbligazioni doganali e sugli effetti della notitia criminis: la Corte richiama che, quando il mancato pagamento dei diritti doganali derivi da un reato, termini come prescrizione e decadenza sono prorogati se nel periodo utile è stata formulata una notitia criminis idonea.

  • Codice di procedura penale (c.p.p.)

    Nozione di notitia criminis e destinatari (autorità giudiziaria o polizia giudiziaria): la Corte afferma che non è richiesta una formale denuncia, è sufficiente un atto contenente notitia criminis per il raddoppio/proroga dei termini di decadenza/prescrizione.

  • Costituzione

    Richiamati i principi del diritto di difesa e del giusto processo: la società aveva invocato violazioni costituzionali in relazione alla mancata pronuncia sulle questioni di merito e ai garanzie processuali; la Corte ha trattato principalmente i profili di regolarità del procedimento di revocazione e di rinvio.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)

    Richiamati i diritti a un processo equo e a rimedi effettivi: sollevati dalla difesa in relazione alla correttezza del procedimento e all'esame del merito, ma la Corte ha motivato la decisione in termini di corretta applicazione dei presupposti di revocazione e dei limiti del giudice del rinvio.

Massime di principio

  • In caso di cassazione con rinvio il giudice del rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Corte, ma deve altresì esaminare ex novo le questioni di fatto e le eccezioni che non siano state decise nei precedenti gradi: non può limitare il giudizio alle sole questioni procedurali quando la Corte di cassazione ha rimesso altri profili al suo esame.
  • L'errore revocatorio ai sensi dell'art. 395 c.p.c. è un rimedio molto limitato: rileva solo l'errore di percezione di fatti decisivi immediatamente e documentalmente desumibili; non copre interpretazioni giuridiche o valutazioni di merito.
  • Ai fini della proroga dei termini di decadenza o prescrizione nei tributi doganali non è richiesta una formale denuncia di reato: è sufficiente che, nel triennio dalla nascita dell'obbligazione doganale, sia pervenuta all'autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria una notitia criminis idonea a individuare un fatto penalmente rilevante.
  • Nel fissare il termine a partire dal quale decorre la decadenza prorogata occorre individuare l'atto che costituisce efficacemente la notitia criminis (iscrizione nel registro delle notizie di reato, processo verbale di constatazione, o altro atto idoneo), non limitandosi alla mera formalità di una successiva comunicazione se precedente atto già conteneva la notitia.
  • Quando si propone la revocazione della sentenza per errore di fatto, bisogna dimostrare che il fatto erroneamente percepito sia immediatamente e incontestabilmente desumibile dagli atti e che abbia inciso decisivamente sulla decisione; altrimenti la censura sarà trattata come normale impugnazione di merito e dichiarata inammissibile.

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