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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27940/2023 del 27/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi di ricorso: (1) nullità dell'avviso ex art. 415-bis cod. proc. pen. perché la notifica era stata inviata tramite PEC al difensore di fiducia, avv. Enrico De Pascale, mentre l'imputato aveva eletto domicilio presso altro difensore, avv. De Marco; (2) vizio di motivazione sulla ritenuta imputabilità per mancata valutazione della perizia depositata in altro procedimento che attesterebbe l'incapacità di intendere e volere.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte rileva che la notifica dell'avviso 415-bis era stata effettuata al difensore di fiducia e non al difensore presso cui era stato eletto domicilio, ma considera la nullità come ricadente nel regime intermedio ex art. 178 lett. c) cod. proc. pen. e sanata per effetto della successiva e tempestiva rielezione di domicilio presso lo stesso difensore (avv. De Pascale) in data 25 maggio 2018, che ha ratificato la notifica. Sul secondo motivo il ricorso è ritenuto generico: la perizia indicata non è stata specificata né collegata temporalmente al periodo del fatto in giudizio e, anzi, attesta il vizio di mente per una data successiva al reato; quindi la censura è inammissibile. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Norma che prevede l'obbligo di comunicazione all'imputato dell'avviso di conclusione delle indagini; la mancata notifica è causa di nullità del decreto di citazione a giudizio se non sanata.

  • art. 552, comma 2, cod. proc. pen.

    Collega la mancata notifica dell'avviso 415-bis alla nullità del decreto di citazione a giudizio.

  • art. 178, lett. c) cod. proc. pen.

    La Corte inquadra la nullità dell'avviso 415-bis tra le nullità 'a regime intermedio', rilevabili in determinate condizioni e suscettibili di sanatoria.

  • art. 183, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Prevede la sanatoria per fatti comunque intervenuti che eliminano l'invalidità; nella fattispecie è stata ritenuta applicabile per la rielezione di domicilio presso il medesimo difensore, che ha ratificato la notifica.

  • art. 23, comma 8 legge n. 176/2020

    Richiamata la modalità di trattazione del ricorso senza intervento delle parti, secondo le disposizioni che disciplinano forme semplificate e trattazione a distanza dei procedimenti.

Massime di principio

  • La mancata notifica dell'avviso ex art. 415-bis può comportare la nullità del decreto di citazione a giudizio, ma tale nullità può essere inquadrata come 'a regime intermedio' e quindi essere sanata se l'imputato successivamente ratifica la notifica (ad es. rielezione di domicilio presso il difensore destinatario).
  • L'eccezione di nullità relativa alla notifica deve essere tempestivamente sollevata; tuttavia, anche se rilevata, la nullità può non avere effetti se il comportamento successivo dell'imputato o del suo difensore dimostra comunque accettazione/ratifica della notifica.
  • Le censure sulla valutazione della capacità di intendere e di volere richiedono precisione: la perizia invocata deve essere specificata e dimostrare che il vizio mentale riguardi il medesimo periodo di commissione del reato; perizie relative a epoche successive non sono idonee a infirmare la responsabilità per fatti anteriori.
  • I motivi generici, privi di specificità circa i fatti, i contenuti probatori e il nesso temporale con il reato impugnato, sono normalmente rigettati per genericità.
  • Quando difensori diversi dello stesso studio sono destinatari di notifiche, la prova della effettiva conoscenza e della successiva rielezione di domicilio può essere determinante per valutare la sanatoria della nullità.

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