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Sentenza

Sentenza n. 1478/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’esecuzione della Sentenza del Tribunale di Roma n. 6434/2023 pubbl. il 24/07/2023 RG n. 25145/2022 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202504667

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia dell'Amministrazione nell'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 6434/2023, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore giudiziale)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 6434/2023, pubblicata il 24 luglio 2023 e passata in giudicato. Ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione rispetto all'obbligo derivante dal titolo giudiziale. Le amministrazioni resistenti non hanno fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione della sentenza. Il giudizio riguarda quindi l'accertamento dell'inadempimento e l'adozione delle misure necessarie per l'attuazione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, a fronte dell'allegato inadempimento, l'Amministrazione non avesse dimostrato o chiarito l'avvenuta esecuzione del giudicato. Richiamando i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, il giudice ha riconosciuto il diritto del ricorrente a conseguire la prestazione stabilita dalla sentenza civile, precisando che i presupposti della pretesa riconosciuta dal giudicato non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha ordinato all'Amministrazione di dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, attivabile previa richiesta del ricorrente e con termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione. Le spese del giudizio, pari a euro 600 oltre accessori se dovuti, sono state poste a carico dell'Amministrazione, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza è finalizzato a ottenere l'attuazione concreta del giudicato; la disposizione non è espressamente citata nel testo, ma il rimedio è qualificato come giudizio di ottemperanza.

  • Cass. civ., n. 13533/2001

    Il giudice richiama i principi in tema di onere della prova tra creditore e debitore, valorizzando l'allegazione dell'inadempimento da parte del creditore e l'assenza di chiarimenti o prova dell'adempimento da parte dell'Amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il creditore allega l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un giudicato e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni sulla sua esecuzione, la pretesa può essere accolta sulla base dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
  • Il giudizio di ottemperanza è diretto a dare attuazione alla pretesa riconosciuta dal giudicato e non consente di rimettere in discussione i presupposti sostanziali già accertati nel titolo giudiziale.
  • In caso di mancata esecuzione entro il termine assegnato, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento alla richiesta del ricorrente e fissando un ulteriore termine per l'adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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