Cassazione Penale, Sentenza n. 33432/2024 del 03/09/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il DAP ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila che aveva confermato la decisione del Magistrato di sorveglianza favorevole al detenuto Larosa, autorizzandone l'acquisto e la detenzione (anche in via permanente/o in fasce orarie serali/notturne) di un lettore di compact disk e di compact disk musicali. Il DAP sosteneva che il diniego di tali autorizzazioni rientra nei poteri organizzativi dell'Amministrazione e risponde a esigenze di tutela del regime 41-bis (impossibilità di contatti illeciti con l'esterno); ha richiamato norme e circolari (tra cui d.P.R. 230/2000 art. 40 e circolari DAP 2/10/2017) e giurisprudenza che ammettono il divieto quando non sia possibile garantire la messa in sicurezza dei dispositivi senza adempimenti inesigibili. Ha altresì censurato la motivazione del Tribunale come contraddittoria e come eccesso di potere quando ha fissato modalità/limiti temporali non previsti dall'Amministrazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del DAP e ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila sia il provvedimento del Magistrato di sorveglianza. La Corte ha ritenuto prevalente l'orientamento secondo cui, nel regime 41-bis, l'unica misura realmente idonea ad escludere rischi di comunicazioni illecite è l'apertura, l'esame e l'ascolto integrale del materiale; tali operazioni possono risultare così onerose da rendere legittimo il diniego dell'ingresso o della detenzione dei supporti quando la loro attuazione comporti inesigibili oneri per l'Amministrazione. Ha inoltre rilevato che i giudici di merito hanno ecceduto i limiti della loro giurisdizione nel disciplinare modalità operative (ad es. fasce orarie) attinenti all'organizzazione carceraria e non sindacabili quando non manifestamente irragionevoli.
Norme richiamate
art. 41-bis Ord. pen.
Fondamentale per il regime differenziato: autorizza misure volte a impedire contatti illeciti; consente all'Amministrazione di disciplinare limiti alla ricezione/conservazione di beni dall'esterno quando necessari alla sicurezza
art. 35-bis e art. 69 Ord. pen.
Prevedono il reclamo giurisdizionale al magistrato di sorveglianza; la Cassazione ricorda i presupposti del reclamo (esistenza di un diritto soggettivo leso e pregiudizio attuale e grave)
art. 40 d.P.R. n. 230/2000
Regolamenta l'introduzione di beni in carcere e le modalità di controllo; viene richiamato per sostenere la possibilità di acquisti tramite impresa di mantenimento ma senza escludere la necessità di controlli più approfonditi per il regime 41-bis
Circolare DAP 2/10/2017 n. 3676 (e n. 3676/6126)
Richiama l'organizzazione del circuito speciale 41-bis; utile alla valutazione delle modalità organizzative e delle misure di sicurezza previste dall'Amministrazione
Sentenza Corte Costituzionale n. 112/2017
Ha ritenuto non fondata la questione di legittimità costituzionale di alcune norme del 41-bis in relazione ai limiti sulle modalità di ricezione di pubblicazioni, distinguendo la possibilità di ricevere pubblicazioni dalla regolazione delle modalità di acquisto
Giurisprudenza di legittimità citata (es. Cass. Sez. 1 n. 49280/2022, n. 29819/2021, n. 49722/2022 ecc.)
Orientamento consolidato secondo cui l'unico controllo pienamente idoneo a escludere rischi è l'apertura, l'esame e l'ascolto del materiale; tali adempimenti possono essere onerosi e, se inesigibili, legittimano il diniego dell'ingresso o della detenzione dei supporti nei reparti 41-bis
art. 173 disp. att. cod. proc. pen. e art. 606 cod. proc. pen.
Regole procedurali sul contenuto del ricorso/censure alla Corte di Cassazione: la Corte ha richiamato i limiti di esposizione dei motivi e le deduzioni richieste per un ricorso efficace
Massime di principio
- Nel regime 41-bis l'Amministrazione può vietare l'ingresso o la detenzione di dispositivi e supporti multimediali quando non sia possibile garantire la loro 'messa in sicurezza' senza adempimenti onerosi (apertura, esame e ascolto integrale del materiale).
- L'acquisto tramite imprese di mantenimento e la sigillatura dei beni non escludono in assoluto il rischio di comunicazioni illecite; il controllo completo del contenuto può essere necessario e, se inesigibile, giustifica il diniego.
- Il magistrato di sorveglianza e il Tribunale non devono sostituirsi indebitamente alle scelte organizzative dell'Amministrazione penitenziaria: le modalità di esercizio di diritti detentivi (orari, limiti operativi) rientrano nella discrezionalità amministrativa salvo casi di manifesta irragionevolezza o ingiustificata compressione del diritto stesso.
- Il diritto del detenuto ad accedere a svaghi come la musica non è escluso in assoluto, ma può essere regolato in funzione della proporzionalità e delle concrete possibilità dell'Amministrazione di attuare controlli efficaci senza oneri inesigibili.
- In contenziosi simili il ricorso dell'Amministrazione sarà più solido se dimostra concretamente l'impossibilità tecnica o l'onerosità (in termini di risorse umane/materiali) delle operazioni di controllo necessarie a garantire la sicurezza del regime differenziato.
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