Cassazione Penale, Sentenza n. 1301/2024 del 11/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Carbone ha impugnato l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la sua istanza di revoca della confisca disposta con la sentenza del GIP del Tribunale di Napoli del 16/02/2015 (confermata in appello e in cassazione e divenuta irrevocabile il 27/01/2017). L'istanza di revoca si fondava su accertamenti del dott. Arturo Casella volti a dimostrare la lecita provenienza delle somme usate per costituire la società Jolly Pesca (prestito bancario garantito dal padre) e sull'esistenza di utili poi non dichiarati al fisco. Il ricorrente ha censurato il rigetto per mancata acquisizione della consulenza, carenza di motivazione e omissione sulla rilevanza degli utili frutto di evasione fiscale per periodi anteriori al 2017.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la confisca fosse stata disposta con la sentenza di condanna e quindi, una volta divenuta irrevocabile, le questioni relative alla confisca dovevano essere affrontate con i rimedi ordinari/straordinari previsti per la sentenza (appello, ricorso per cassazione, revisione). Il giudice dell'esecuzione non poteva rimettere in discussione la confisca chiesta da un soggetto che aveva partecipato al processo. Inoltre, gli elementi prodotti non erano realmente "sopravvenuti": erano conosciuti nel merito e non adeguatamente documentati. Per questi motivi la richiesta è stata ritenuta inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 12 quinques D.L. 306/1992 (ora art. 512 quinques c.p.)
Norma sanzionatoria utilizzata per la condanna relativa all'intestazione fittizia di quote societarie e alla gestione della Jolly Pesca; richiamata per descrivere il reato oggetto della sentenza di condanna.
art. 12 sexies D.L. 306/1992
Disposizione che autorizza la confisca dei beni ritenuti di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati; invocata quale base normativa della misura patrimoniale applicata nella sentenza di condanna.
artt. 667 e 676 cod. proc. pen.
Regolano il procedimento davanti al giudice dell'esecuzione per le misure patrimoniali; la Corte ha precisato che a tali norme si applica il rito dell'esecuzione (opposizione/incidente di esecuzione) quando la confisca è disposta in sede esecutiva.
artt. 121, 125 cod. proc. pen. e art. 240 cod. pen.
Norme richiamate dal ricorrente per lamentare violazioni di legge e vizio di motivazione; la Corte le ha prese in considerazione ma le ha ritenute infondate nel contesto della preclusione procedurale stabilita per le misure originate da sentenza di condanna.
art. 28 D.L. 159/2001
Norma citata nella motivazione di massima sulla revocazione nel procedimento di prevenzione: la revocazione è possibile solo per prova nuova sopravvenuta o preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la definitività.
artt. 6 e 7 Convenzione europea dei diritti dell'uomo e art. 1 Protocollo addizionale
Richiamati dal ricorrente per profili di diritto alla difesa e alla proprietà; la Corte ha ritenuto che non fosse violato il giusto processo o il diritto di difesa alla stregua del quadro procedurale applicabile.
art. 616 c.p.p.
Norma che consente la condanna alle spese e ad una somma a titolo di ammenda in caso di ricorso manifestamente infondato o dolosamente pretestuoso; applicata dalla Corte per irrogare il pagamento di euro 3.000.
Massime di principio
- Se la confisca è stata disposta nella sentenza di condanna e la sentenza è divenuta irrevocabile, le questioni relative alla confisca devono essere dedotte con i mezzi previsti per la sentenza (appello, ricorso per cassazione, revisione); il giudice dell'esecuzione non può riesaminare tali questioni se proposte da chi era parte del giudizio.
- Per ottenere la revoca di una misura per "prove nuove" è necessario che le prove siano effettivamente sopravvenute o, se preesistenti, siano state incolpevolmente scoperte dopo la definitività; elementi conoscibili nel corso del giudizio non valgono come novità.
- Le dichiarazioni di consulenti tecnici devono essere supportate da documentazione probatoria concreta; mere affermazioni generiche non soddisfano il requisito della prova nuova e non sono sufficienti a rimettere in discussione una confisca irrevocabile.
- Se si intende chiedere l'audizione di un consulente o di un testimone, bisogna richiederla tempestivamente nel processo in cui la materia può essere decisiva; l'omessa richiesta o la tardiva deduzione può precludere l'efficacia del mezzo successivo dinanzi al giudice dell'esecuzione.
- Nel valutare l'attendibilità di elementi fondati su redditi non dichiarati (evasione), occorre considerare la tempestività e la natura retroattiva di eventuali modifiche normative: cambiamenti legislativi intervenuti dopo i fatti non sempre incidono sul giudizio già definitivo.
- In generale, chi vuole riaprire questioni decisive già deliberate con sentenza irrevocabile dovrebbe valutare l'azione di revisione (in ordine alla responsabilità) quale strumento idoneo, piuttosto che l'incidente esecutivo.
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