Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28286/2023 del 30/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza che ha disposto l'esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dal Tribunale Distrettuale di Koblenz (20/04/2023) per associazione per delinquere finalizzata a truffe e 27 reati previsti dall'art. 263 del codice penale tedesco, per fatti commessi a Koblenz e Bonn tra marzo 2021 e febbraio 2022. Il ricorrente ha sostenuto che i medesimi reati associativi sarebbero stati commessi in parte in Italia, richiamando un provvedimento di perquisizione italiano che ipotizzava il suo coinvolgimento in una associazione di tipo mafioso con sede in Italia e con proventi reinvestiti in attività in Germania; perciò ha dedotto l'esistenza delle cause ostative alla consegna previste dall'art. 18-bis, comma 1, lett. a) della l. 22 aprile 2005, n. 69 (avendo procedimenti italiani pendenti sulle stesse o collegate condotte).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifestata infondatezza. Ha ritenuto che non emerga alcun concreto rapporto o interferenza tra i fatti contestati dall'autorità tedesca e le indagini richiamate dalla difesa in Italia; ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui la mera esistenza di un 'frammento' di condotta sul territorio nazionale non determina automaticamente il rifiuto della consegna: occorre una verifica concreta dell'interesse dello Stato italiano a esercitare la propria giurisdizione, attestata da indagini specifiche sullo stesso fatto oggetto del mandato. Poiché il mandato tedesco indica chiaramente la competenza funzionale e riguarda reati associativi e truffe ai danni dell'Erario tedesco, la Corte ha escluso il coinvolgimento di condotte penalmente rilevanti in Italia. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; la Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • Legge 22 aprile 2005, n. 69

    art. 18-bis, comma 1, lett. a)

    Prevede la causa facoltativa di rifiuto della consegna per fatti commessi in tutto o in parte nello Stato quando ricorrono condizioni che consentono all'Italia di esercitare la propria giurisdizione; la Corte ha interpretato la norma nel senso che è necessaria la dimostrazione di un concreto interesse nazionale, accertabile caso per caso, e non si applica automaticamente per la sola presenza di 'frammenti' di condotta in Italia.

  • Legge 22 aprile 2005, n. 69

    Richiamata nella motivazione come parte del quadro normativo sulle condizioni di esecuzione del mandato di arresto europeo; la Corte ha ritenuto che i presupposti evocati dal ricorrente ai sensi dell'art. 17 non sussistano nel caso concreto.

  • Legge 22 aprile 2005, n. 69

    Citata nel ricorso ma, secondo la Corte, non idonea a configurare un ostacolo alla consegna dato l'assenza di sovrapposizione concreta tra i fatti oggetto del mandato e le indagini italiane richiamate.

  • Legge 117 del 2019 (modifiche alla disciplina estradizionale)

    Richiamata perché ha introdotto e modificato le cause facoltative di rifiuto (art. 18-bis, lett. b e contesti affini); la Corte ha ricordato che la giurisprudenza successiva a queste modifiche conferma la necessità di una valutazione concreta dell'interesse dello Stato richiedente a perseguire i fatti.

  • Codice penale tedesco

    Articolo citato nel mandato di arresto europeo come norma che disciplina i reati di truffa contestati in Germania; la Corte ha osservato che la natura e l'oggetto delle imputazioni tedesche (truffe ai danni dell'Erario tedesco connesse a un'associazione) escludono logicamente che vi siano condotte penalmente rilevanti commesse in Italia in relazione a quei fatti.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. 6, n. 5929 del 11/02/2020 (Pennisi); Sez. 6, n. 27992 del 13/06/2018 (H.)

    Richiamate per il principio consolidato secondo cui la presenza di un 'frammento' di condotta sul territorio nazionale non comporta automaticamente il rifiuto della consegna: occorre l'esistenza di indagini italiane sullo stesso fatto a dimostrazione della volontà di esercitare la giurisdizione nazionale.

Massime di principio

  • La semplice esistenza di atti d'indagine in Italia che menzionano il ricorrente non è di per sé sufficiente a bloccare l'esecuzione di un mandato di arresto europeo; è necessaria la prova di indagini italiane specifiche sullo stesso fatto oggetto del mandato.
  • Per ottenere il rifiuto della consegna ai sensi dell'art. 18-bis l'interesse dello Stato italiano deve essere dimostrato concretamente, verificando la sovrapposizione fattuale e probatoria tra i procedimenti.
  • La natura delle imputazioni e la competenza funzionale indicata nell'EAW sono elementi chiave: se il mandato riguarda reati e vittime collegati a un sistema estero (es. truffa all'Erario tedesco), ciò può escludere rilevanza penale di condotte in Italia rispetto a quegli stessi fatti.
  • La difesa ha l'onere di dimostrare la connessione operativa tra le indagini italiane e il contenuto del mandato europeo; allegazioni generiche o indizi non concreti rendono il ricorso inammissibile.
  • In caso di rigetto del ricorso di cassazione è possibile la condanna alle spese processuali e al pagamento alla Cassa delle ammende; occorre quindi valutare il merito e la concretezza delle prove prima di proporre impugnazioni su questioni di consegna.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.