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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25785/2025 del 14/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro il rigetto, da parte del Tribunale collegiale, della richiesta di dissequestro. La ricorrente deduceva tre motivi: (1) violazione dell'art. 321 c.p.p. per irragionevole e immotivata durata del sequestro preventivo (quasi 13 anni) e mancata motivazione sulla durata rispetto alla fase dibattimentale ancora in corso; (2) violazione dell'art. 507 c.p.p. quanto al presupposto della prova assolutamente necessaria e della novità della stessa (si contestava che non vi fossero elementi nuovi rispetto all'unico teste decisivo); (3) incostituzionalità dell'art. 321 c.p.p. in relazione agli artt. 42 e 27 Cost., per l'assenza di limiti temporali alla durata della misura cautelare e la lesione della presunzione di non colpevolezza.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che nel frattempo il Tribunale collegiale di Roma, con sentenza del 9/06/2025, ha assolto Parisi Giuseppe con la formula "perché il fatto non sussiste" rispetto ai reati fiscali che fondavano il sequestro e ha dichiarato la perdita di efficacia del vincolo sui beni. Tale sopravvenienza ha rimosso l'interesse della ricorrente alla decisione sulla impugnata ordinanza incidentale, impedendo alla Corte di pronunciarsi nel merito sulle questioni dedotte; la richiesta della difesa di annullamento senza rinvio non è stata accolta perché la Corte ha ritenuto l'inammissibilità per mancanza di interesse.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla ricorrente per criticare la durata del sequestro; la Corte non si è pronunciata sul merito dell'interpretazione o sulla costituzionalità della norma perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse in seguito all'assoluzione.

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Invocato per contestare i presupposti della prova assolutamente necessaria e la novità della stessa; la Corte non ha esaminato il merito di tale doglianza a causa dell'inammissibilità per perdita di interesse.

  • art. 611, comma 1-bis, lett. a) c.p.p.

    Richiamato in punto di rito: il ricorso è stato trattato con rito cartolare in assenza di richiesta ex art. 611, comma 1-bis, lett. a). La Corte ha proceduto senza Camera di consiglio integrativa.

  • artt. 42 e 27 Cost.

    Citate nella censura di incostituzionalità dell'art. 321 c.p.p. (presunzione di non colpevolezza e responsabilità penale). Non è stata resa una pronuncia di costituzionalità per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse è strumento decisivo: se nell'intervallo tra il ricorso e la decisione sopravvengono fatti che eliminano l'utilità pratica della pronuncia (es. assoluzione e perdita di efficacia del provvedimento cautelare), il ricorso può essere dichiarato inammissibile senza esame del merito.
  • L'assoluzione con formula "perché il fatto non sussiste" che determina la perdita di efficacia del sequestro rimuove la base giuridica dell'istanza di dissequestro e rende priva di oggetto la contestazione incidentale sui provvedimenti cautelari precedenti.
  • Le doglianze su durata irragionevole di misure cautelari o su vizi procedurali richiedono, per essere esaminate in Cassazione, che permanga un interesse concreto alla pronuncia: è utile documentare tempestivamente fatti nuovi o danni attuali derivanti dal mantenimento della misura.
  • Le questioni di costituzionalità o di interpretazione di norme processuali, se sollevate incidentalmente, possono non essere esaminate quando sopravvenga un evento che estingue o annulla l'effetto pratico della decisione richiesta.
  • In casi analoghi, quando l'interesse viene meno per sopravvenienze favorevoli al ricorrente, la strategia difensiva può consistere nel richiedere la declaratoria di inefficacia del vincolo e il conseguente dissequestro immediato a livello di primo giudice o nel segnalare con urgenza la sopravvenuta pronuncia a questa Corte per evitare spese eccessive e decidere per inammissibilità.

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