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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41307/2022 del 02/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Latina che aveva annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio di venti cartucce (decreto del 4/11/2021) per carenza di motivazione in ordine alle finalità probatorie; il Tribunale aveva però rigettato la richiesta di restituzione perché le cose erano ritenute sottoponibili a confisca obbligatoria. Il ricorrente censurava violazione degli artt. 125 e 324, comma 7, c.p.p. e vizi di motivazione, sostenendo l'obbligo di esposizione delle finalità del sequestro anche quando le cose costituiscono il corpo del reato (art. 697 c.p.), deduceva altresì impedimento per motivi di salute a presentare tempestiva denuncia dell'acquisto e contestava la condanna alle spese del procedimento di impugnazione.

La decisione

Il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per rinuncia valida ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. d) c.p.p. (dichiarazione di rinuncia pervenuta il 1/2/2022 con firma autenticata). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, perché le ragioni addotte a giustificazione della rinuncia sono risultate solo asserite e non pienamente giustificative rispetto ai tempi e alle doglianze originarie, il ricorrente è stato condannato a versare euro 500 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma rilevante dalla difesa in relazione ai vizi di motivazione del provvedimento di convalida del sequestro; tuttavia la Corte non si è pronunciata nel merito perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile per rinuncia.

  • art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Censurato dal ricorrente con riferimento all'obbligo di indicare le finalità del sequestro; anche su questo punto la Corte non è intervenuta nel merito a causa della rinuncia.

  • art. 697 cod. pen.

    Invocato dalla difesa per sostenere che le cartucce costituivano il "corpo del reato" e che, quindi, la motivazione sulle finalità del sequestro doveva essere esplicita; la questione non è stata decisa dalla Corte di Cassazione per effetto della rinuncia.

  • art. 591, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Applicato dalla Corte per dichiarare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione in presenza di rinuncia valida del ricorrente.

Massime di principio

  • La rinuncia valida al ricorso comporta, ai sensi dell'art. 591 c.p.p., l'inammissibilità della impugnazione e impedisce alla Corte di pronunciarsi sul merito delle doglianze.
  • Chi rinuncia al ricorso può essere condannato alle spese processuali e, se le giustificazioni della rinuncia risultano non del tutto convincenti o tardive, può esser prevista anche una sanzione pecuniaria (es. somma alla Cassa delle ammende). Pertanto è opportuno documentare chiaramente e tempestivamente le ragioni della rinuncia.
  • Se il provvedimento di convalida del sequestro è viziato per carenza di motivazione circa le finalità probatorie, va esperita la censura nei termini e con le modalità idonee; tuttavia, quando gli oggetti sequestrati sono sottoponibili a confisca obbligatoria, la loro restituzione può essere comunque negata indipendentemente dall'annullamento della convalida.
  • Le doglianze concernenti vizio di motivazione (art.125 c.p.p., art.324 c.p.p.) richiedono una valutazione nel merito con riferimento al contenuto motivazionale del decreto di convalida; se si intende far valere un impedimento personale (es. motivi di salute), è necessario produrre documentazione probante e sollevare tempestivamente l'eccezione.
  • In situazioni analoghe, prima di rinunciare a un rimedio utile, valutare il rapporto costi/benefici: la rinuncia impedisce la pronuncia di merito ma può comportare oneri economici e sanzioni se le motivazioni della rinuncia non sono adeguatamente giustificate.

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