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Ordinanza

Ordinanza n. 1317/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministero dell'Interno, in data 11 maggio 2021, notificato in data 5 luglio, di rigetto della richiesta di concessione della cittadinanza Italiana K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202310018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno dell'11 maggio 2021, notificato il 5 luglio, con cui è stata respinta la richiesta di concessione della cittadinanza italiana. Nell'ambito della calendarizzazione del ricorso nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, il Collegio ha rilevato la necessità di verificare la persistente attualità dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione della causa e la conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico. È inoltre emerso che non era stato depositato il fascicolo del procedimento amministrativo conclusosi con il diniego impugnato.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio nel merito né ha pronunciato sull'interesse sostanziale alla concessione della cittadinanza. Ha disposto incombenti istruttori a carico di entrambe le parti, assegnando trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza per fornire chiarimenti sull'effettiva persistenza dell'interesse a ricorrere e per segnalare eventuali circostanze idonee a determinare una definizione in rito. Ha inoltre ordinato al Ministero dell'Interno di depositare il fascicolo del procedimento amministrativo, ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a. La trattazione è stata collegata alle esigenze di smaltimento dell'arretrato e agli impegni connessi al PNRR. È stato disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata per esigenze di tutela dei diritti o della dignità.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato nel contesto degli adempimenti processuali richiesti alle parti.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Utilizzato come base per ordinare alla pubblica amministrazione il deposito del fascicolo del procedimento amministrativo.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato in relazione al divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 72-bis c.p.a. in relazione al divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte per la tutela dei diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il giudizio è calendarizzato nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può richiedere alle parti chiarimenti sulla persistente attualità dell'interesse a ricorrere e sull'eventuale sopravvenienza di situazioni idonee a determinare una definizione in rito.
  • Se il fascicolo del procedimento amministrativo non è presente agli atti, il giudice può ordinare all'amministrazione di depositarlo ai sensi dell'art. 65, comma 3, c.p.a., quale adempimento istruttorio necessario per la trattazione della controversia.
  • La verifica della completezza dell'istruzione e della conformità degli atti alle regole del processo amministrativo telematico costituisce condizione per la calendarizzazione della causa nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, secondo quanto indicato dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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