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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6061/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso: ha dichiarato la nullità dell'ordinanza per omesso/erroneo avviso della data di udienza al difensore e alla parte, alla stregua dell'applicazione dell'art. 666 e del richiamo operato dall'art. 678 c.p.p., e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Roma per il prosieguo del procedimento.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Buzdugan impugnava l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza di Roma aveva rigettato la sua richiesta di affidamento in prova al servizio sociale o di detenzione domiciliare (motivando il rigetto con l'assenza dell'istante sul territorio italiano), deducendo un unico vizio: la mancata notifica corretta della data dell'udienza camerale sia alla parte sia al difensore di fiducia. In particolare la nomina dell'avv. Valentina Troiani era stata depositata telematicamente prima della fissazione dell'udienza, ma l'avviso di fissazione della camera di consiglio era stato notificato al diverso avv. Pedron e anche la notifica alla parte ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p. indicava erroneamente l'avv. Pedron come difensore.

Norme richiamate

  • codice di procedura penale, art. 678, comma 1

    Il procedimento di sorveglianza è disciplinato per rinvio dall'art. 666 c.p.p.; pertanto le regole previste per l'udienza di discussione si applicano anche in sede di sorveglianza.

  • codice di procedura penale, art. 666, commi 3 e 4

    art. 666, terzo e quarto comma

    L'avviso al soggetto interessato e la presenza/avviso al difensore per l'udienza hanno natura di decreto di citazione; l'inosservanza di tali obblighi determina una nullità di ordine generale e assoluta, rilevabile d'ufficio.

  • codice di procedura penale, art. 161, comma 4

    Prevede la notifica agli interessati; nel caso concreto la notifica recò un'indicazione errata del difensore, contribuendo al vizio formale.

  • codice di procedura penale, art. 179

    La nullità derivante dall'omesso avviso è di ordine generale (assoluta) e rilevabile in ogni stato e grado del processo, in quanto concerne la costituzione del rapporto processuale.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U, n. 42792 del 31/10/2020; Sez. 1, n. 21375 del 02/03/2023; Sez. 1, n. 26791 del 18/06/2009; Sez. 1, n. 41139 del 17/10/2002

    La Corte ha consolidato il principio secondo cui, nel procedimento di sorveglianza, l'omesso avviso della data di udienza alla parte o al difensore integra nullità assoluta e rilevabile d'ufficio, per effetto dell'estensivo richiamo delle norme sulla citazione e partecipazione obbligatoria.

Massime di principio

  • Nel procedimento di sorveglianza (richiamato art. 666 c.p.p. tramite art. 678 c.p.p.) l'avviso di udienza alla parte e al difensore è essenziale: la sua omissione o l'errata indicazione del difensore determina nullità di ordine generale, rilevabile d'ufficio in qualsiasi stato e grado.
  • Se la nomina del difensore di fiducia è stata depositata tempestivamente, la notificazione indirizzata a un diverso difensore configura un vizio formale grave che può far annullare il provvedimento impugnato.
  • In presenza di un vizio di notifica del decreto che fissa la camera di consiglio, la parte può chiedere annullamento dell'atto; la Corte di legittimità tende ad annullare gli atti viziati e a rimandare gli atti al giudice di merito per il prosieguo procedurale.
  • Per evitare il rischio di nullità, difensori e parti devono verificare tempestivamente le notifiche telematiche e segnalare al giudice eventuali incongruenze prima dell'udienza; in caso contrario il vizio resta comunque rilevabile d'ufficio.
  • La nullità così determinata non è limitata agli effetti interni al processo: incide sulla legittimità del provvedimento sostanziale adottato in camera di consiglio (es. rigetto della richiesta di misure alternative) e pertanto può portare all'annullamento dell'ordinanza impugnata.

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