Cassazione Penale, Sentenza n. 3322/2023 del 25/01/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la confisca di una somma di denaro indicata in sentenza come posta in sequestro, deducendo la totale carenza di motivazione in ordine a quella misura. Ha inoltre sostenuto che la somma ha legittima provenienza (reddito percepito dalla moglie), e che la confisca del denaro era estranea al patto concordato con il Pubblico Ministero nel patteggiamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla confisca del denaro. Ha annullato la sentenza impugnata nella parte che disponeva la confisca del denaro e ha rinviato al Tribunale di Crotone per nuovo giudizio sul punto. La Corte ha ritenuto che la confisca, pur potendo essere disposta anche in sede di patteggiamento, richiede una specifica motivazione che chiarisca se si tratta di confisca facoltativa (art. 240 c.p.) o di confisca per sproporzione ai sensi delle norme combinate (art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990 e art. 240-bis c.p.), motivazione che nella fattispecie mancava. Per il resto la decisione di condanna rimane valida.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 4
Norma sostanziale delittuosa relativa alla detenzione e cessione di stupefacenti; contestata per i fatti relativi a marijuana e hashish e funzionale alla qualificazione del reato per cui è intervenuta la pena concordata.
codice penale, art. 697
Norma relativa alla detenzione illegale di munizioni, contestata quale capo di imputazione distinto nella sentenza di patteggiamento.
codice penale, art. 240, primo comma
Prevede la confisca diretta del profitto del reato; la Cassazione osserva che, anche in sede di patteggiamento, la confisca ex art. 240 richiede motivazione specifica.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 85-bis
Norma che consente misure in materia di responsabilità amministrativa e confisca per sproporzione nell'ambito di stupefacenti; la Corte la collega alla possibilità di disporre confisca per sproporzione insieme all'art. 240-bis c.p.
codice penale, art. 240-bis
Disciplina della confisca per sproporzione; va considerata come possibile titolo per disporre la confisca anche quando la provenienza del denaro è contestata e necessita adeguata motivazione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. n. 21368 del 26/09/2019 e Sez. 2 n. 13915 del 05/04/2022)
Principio consolidato che, anche nel patteggiamento, la confisca disposta dal giudice deve essere adeguatamente motivata; la statuizione sulla confisca, se estranea al patto, è impugnabile e il giudice non può limitarsi a una formula generica come 'disporre la confisca di quanto sequestrato'.
Massime di principio
- La confisca di somme sequestrate, anche se pronunciata in sentenza di patteggiamento, richiede una motivazione specifica che indichi il titolo giuridico della confisca (profitto del reato ai sensi dell'art. 240 c.p. oppure confisca per sproporzione ai sensi degli strumenti normativi applicabili).
- Se la confisca non è parte del patto concordato con il Pubblico Ministero, essa è suscettibile di impugnazione in cassazione e necessita di adeguata giustificazione da parte del giudice.
- Quando l'imputato allega la legittima provenienza del denaro (es. redditi di familiari), il giudice deve valutare e motivare specificamente la non riconducibilità della somma a fonte lecita prima di disporne la confisca.
- La funzione motivazionale del giudice nel patteggiamento non si riduce a mera ratifica dell'accordo: il giudice deve integrare la decisione con argomentazioni coerenti con il contenuto del patto, soprattutto quando incidano patrimonialmente i terzi o beni non chiaramente profitto del reato.
- In caso di carenza motivazionale sulla confisca, la Corte di Cassazione può annullare la parte relativa alla confisca e rinviare al giudice di merito per una nuova decisione sui presupposti e sulla proporzione della misura.
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