Cassazione Penale, Sentenza n. 2809/2025 del 23/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano le ordinanze del Tribunale di Salerno che avevano rigettato le loro richieste di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo riguardante una terrazza (presunto sconfinamento di suolo demaniale marittimo a Laurito, Positano) e una scala in ferro, contestando la sussistenza del fumus commissi delicti (quantificazione e reale estensione dello sconfinamento incerta: 41-60 mq vs terrazza sequestrata di circa 80 mq) e la sproporzione/irragionevolezza del sequestro, anche in ragione di presunte autorizzazioni; deducevano inoltre che il provvedimento non era stato limitato alla parte effettivamente pertinente al reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le fotografie depositate in replica e ha valutato che il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sussistenza del fumus e del periculum in mora in relazione al reato permanente di occupazione abusiva di spazio demaniale (art.1161 cod. nav.), richiamando anche la giurisprudenza che ammette il sequestro anche dopo l'ultimazione dei manufatti. Ha rilevato che la difesa ha fornito deduzioni generiche senza comprovare in modo adeguato la propria valutazione circa la misura dello sconfinamento o la sproporzione della misura. Ha quindi condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 322 cod. proc. pen.
Norma richiamata come fondamento procedurale per la richiesta di riesame del sequestro; la Corte non entra nel merito dell'applicazione pratica oltre a confermare che il riesame era stato correttamente valutato dal Tribunale.
art. 1161 cod. nav.
Riferimento all'ipotesi di reato contestata: occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo. La Corte ha ritenuto configurabile il fumus per la realizzazione della terrazza e ha richiamato la natura di reato permanente, che giustifica il sequestro anche dopo l'ultimazione dei manufatti.
art. 32 cod. nav.
Norma richiamata in relazione al procedimento di delimitazione del demanio marittimo; la Corte ha ritenuto che il fatto che la perimetrazione fosse in corso non escludesse la possibilità di ritenere configurato il fumus sulla base degli accertamenti disponibili.
Giurisprudenza richiamata: Sez. 3, n. 53347 del 28/09/2018 (Sciortino)
Principio interpretativo secondo cui, in tema di tutela del demanio, l'ultimazione dei manufatti non impedisce il sequestro preventivo per il reato permanente di occupazione di area demaniale; la consumazione continua finché perdura l'occupazione illegittima.
Giurisprudenza richiamata: Sez. 2, n. 49739 del 10/10/2023 (Mannolo)
Richiamato il principio secondo cui il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; la motivazione del provvedimento deve avere requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
Massime di principio
- Il sindacato di legittimità in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali è limitato: si censura solo la violazione di legge o vizi motivazionali radicali; non è possibile un riesame di merito.
- Nei reati di occupazione di demanio marittimo (art.1161 cod. nav.) la natura permanente del reato consente il sequestro anche dopo l'ultimazione dei manufatti, purché sussistano fumus e periculum.
- La mera presenza di un procedimento di delimitazione del demanio in corso non esclude automaticamente la sussistenza del fumus quando vi siano accertamenti topografici e risultanze investigative attendibili.
- Le doglianze di sproporzione della misura cautelare richiedono deduzioni specifiche e prove concrete (es. misurazioni, documentazione amministrativa, provvedimenti autorizzativi) per essere efficaci in sede di impugnazione.
- Documentazione prodotta tardivamente o solo in sede di replica può essere disattesa in sede di legittimità per carenza di contraddittorio; è preferibile depositare elementi decisivi già in sede istruttoria o di primo grado.
- Se il sequestro è ritenuto eccessivo o infondato alla luce di nuovi accertamenti (es. perimetrazione ufficiale), la via opportuna è chiedere la modifica o la revoca del provvedimento nel corso del procedimento, con istanze motivate e documentate.
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