Cassazione Civile, Ordinanza n. 29732/2022 del 11/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da ordinanze-ingiunzione emesse per violazioni in materia di regolarizzazione di un rapporto di lavoro subordinato instaurato da una società in nome collettivo con una lavoratrice. Le sanzioni riguardavano, tra l'altro, l'omessa comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto, l'omessa consegna della dichiarazione di assunzione, le omesse registrazioni sul libro unico del lavoro e la mancata consegna dei prospetti paga nel periodo di riferimento. La Corte d'appello aveva ridotto la sanzione, ritenendo provata un'irregolarità limitata a 137 giornate di lavoro e affermando la responsabilità dei soci amministratori in quanto consapevoli dell'illecito. Con il ricorso per cassazione i sanzionati hanno dedotto, con il primo motivo, violazione del diritto di difesa per il diniego di accesso agli atti nella fase amministrativa, richiamando l'art. 24 Cost. e la l. n. 241/1990; con il secondo motivo hanno lamentato violazione dell'art. 115 c.p.c. per travisamento della prova, sostenendo che la Corte d'appello avesse utilizzato un dato inesistente sul numero dei soci della società, incidendo sulla ricostruzione della responsabilità.
La decisione
La Corte ha rigettato entrambi i motivi. Sul primo ha ritenuto che la censura fosse infondata perché la violazione processuale dedotta non era stata correlata, in concreto, a un effettivo pregiudizio del diritto di difesa; inoltre la doglianza non era stata specificamente confutata nei termini richiesti dall'art. 366 c.p.c. Sul secondo ha escluso il travisamento della prova ex art. 115 c.p.c., osservando che la doglianza non riguardava un'informazione probatoria specificamente smentita da un atto processuale, ma piuttosto una valutazione complessiva di responsabilità fondata sulla presumibile consapevolezza dei soci amministratori circa l'irregolarità del rapporto lavorativo, in ragione della durata dell'illecito e delle dimensioni dell'impresa. Il ricorso è stato quindi integralmente respinto, con condanna alle spese e applicazione dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 24 Cost.
La garanzia del diritto di difesa non consente l'accoglimento di una censura meramente formale se non è allegato e dimostrato un concreto pregiudizio processuale subito dalla parte.
l. 7 agosto 1990, n. 241, art. 1, comma 1-bis
Richiamato dalla parte ricorrente a sostegno del preteso diritto di accesso agli atti; la Corte non ne ha tratto un autonomo principio decisivo, ritenendo la censura infondata per mancanza di allegazione del pregiudizio.
l. 7 agosto 1990, n. 241, art. 24, comma 7
Invocato per fondare il diritto di difesa nella fase procedimentale; la Corte ha ritenuto non decisivo il diniego di accesso agli atti in assenza di specifica dimostrazione del pregiudizio difensivo.
art. 366, comma 1, n. 4 c.p.c.
Il motivo di ricorso deve essere specifico e confutare puntualmente la ratio decidendi della sentenza impugnata, a pena di inammissibilità.
art. 115 c.p.c.
La violazione può essere dedotta in cassazione solo se la sentenza utilizza un'informazione probatoria inesistente o contraddetta da uno specifico atto processuale, non per contestare la valutazione complessiva delle prove.
art. 5 l. 24 novembre 1981, n. 689
In caso di concorso di più persone nella violazione amministrativa, ciascuna risponde della sanzione, salvo diversa previsione di legge; per i soci amministratori di società di persone non opera una responsabilità automatica, ma occorre l'accertamento di una condotta positiva o omissiva causalmente rilevante, anche sotto il profilo del concorso morale.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
In caso di rigetto del ricorso, ricorrono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.
Massime di principio
- La censura di violazione di norme processuali è ammissibile solo se il ricorrente allega e dimostra quale concreto pregiudizio al diritto di difesa o alla decisione di merito sia derivato dall'asserita irregolarità.
- Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico e confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata; la mera riproposizione della doglianza senza confutazione puntuale comporta inammissibilità.
- Il vizio di violazione dell'art. 115 c.p.c. per travisamento della prova è configurabile solo quando la sentenza attribuisca rilievo a un'informazione probatoria che risulti smentita da uno specifico atto processuale, non quando si contesti la complessiva valutazione del materiale istruttorio.
- Nelle violazioni amministrative commesse nell'ambito di una società di persone, la responsabilità dei soci amministratori non è automatica per il solo titolo di carica, ma richiede l'accertamento di una condotta, anche omissiva, che abbia dato un contributo causale all'illecito, compreso il concorso morale.
- Per affermare il concorso di più persone nella violazione amministrativa è sufficiente che la condotta del singolo abbia concorso causalmente all'illecito, salvo che la legge disponga diversamente.
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