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Legge

L.R. Toscana 86/2009

Strumenti di prevenzione dell’usura ed educazione all’uso consapevole del denaro.

Normativa regionaleL.R. Toscana 86/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Toscana iniziative informative, educative e di sostegno contro l’usura e il sovraindebitamento: rete di sportelli, studi e monitoraggio, contributi a comuni, associazioni e fondazioni, e un coordinamento regionale. Prevede oneri a carico del bilancio 2010-2012 e abroga la precedente l.r. 89/1996. È ancora vigente, ma molte misure finanziarie sono legate a esercizi ormai conclusi.

Prevenzione dell’usura ed educazione all’uso consapevole del denaro in Toscana

Prevenzione dell’usura ed educazione all’uso consapevole del denaro in Toscana

La legge regionale della Toscana definisce un sistema di prevenzione e contrasto dell’usura, affiancato da attività di educazione finanziaria e da strumenti di assistenza alle vittime e ai soggetti a rischio. Il provvedimento opera esclusivamente nel territorio toscano e coordina Regione, enti locali, soggetti del credito, associazioni e terzo settore.

Finalità e impostazione generale

La Regione promuove l’uso consapevole del denaro e interviene contro usura e fenomeni criminali collegati, anche tramite formazione di figure specializzate. Viene valorizzato il coinvolgimento di servizi sociali, sistema bancario e finanziario, grande distribuzione, scuole, categorie economiche, sindacati, volontariato e associazioni di assistenza alle vittime dei reati richiamati dal codice penale.

L’obiettivo è mettere in rete risorse istituzionali, economiche, culturali e sociali per:

  • ampliare le iniziative informative ed educative;
  • sviluppare una rete integrata di sportelli e di soggetti di supporto;
  • predisporre strumenti di studio e monitoraggio del fenomeno sul territorio regionale.

Informazione, educazione e formazione

La Regione promuove, da sola o in coordinamento con enti locali e amministrazioni centrali competenti, iniziative informative sugli strumenti di contrasto e prevenzione dell’usura disponibili presso:

  • Regione e Stato;
  • fondazioni finanziate dalla Regione e presenti sul territorio con sportelli;
  • fondo per la prevenzione dell’usura ex art. 15 l. 108/1996 e fondi speciali dei Confidi finanziati da tale fondo;
  • associazioni di categoria e volontariato;
  • iniziative di microcredito e altre misure di facilitazione alle imprese.

Sono inoltre promosse informazioni su:

  • sostegno all’imprenditoria giovanile;
  • sostegno all’imprenditoria femminile;
  • avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

Sul piano educativo la Regione realizza attività di educazione al consumo e all’uso consapevole del denaro, anche nelle scuole e con l’Ufficio scolastico regionale, in raccordo con la normativa regionale sulla tutela dei consumatori. Sono previste anche attività formative presso associazioni di categoria, associazioni dei lavoratori e dei consumatori.

Rete degli sportelli e sistema informativo

Per sostenere i soggetti a rischio di usura, la Regione promuove una rete integrata di sportelli diffusi sul territorio. La rete è costruita mediante:

  • contributi agli sportelli di associazioni e fondazioni iscritte negli elenchi ministeriali ex art. 15 l. 108/1996, con sede in Toscana e operanti in regione;
  • raccordo con gli sportelli dei Confidi attivi sul territorio regionale;
  • creazione di un sistema di pronto ascolto diffuso e omogeneo, integrato tramite convenzioni operative con sportelli pubblici e privati, punti di accesso assistito e altre strutture territoriali;
  • realizzazione di un sistema informativo capace di integrare i soggetti della rete, nel rispetto della disciplina regionale sull’amministrazione elettronica e della normativa privacy.

Nel sistema di pronto ascolto possono essere coinvolti anche organismi di composizione della crisi, sportelli degli enti locali e di altre amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato e non lucrative, associazioni di categoria, rappresentanze dei lavoratori, oltre alle attività di Croce Rossa Italiana e Caritas Italiana per il rapporto annuale sull’usura.

La Regione cura inoltre:

  • la formazione degli operatori della rete;
  • l’infrastruttura tecnologica necessaria;
  • il monitoraggio delle attività rilevanti per il sistema degli sportelli.

Studi, raccolta dati e monitoraggio

La Regione realizza la raccolta dati attraverso il sistema informativo della rete degli sportelli, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Promuove studi per valutare l’incidenza dell’usura nelle varie province e monitora, indirizza e partecipa alle attività di analisi su:

  • accesso al credito di famiglie e imprese;
  • microcredito e prestito sociale;
  • orientamento al consumo e al credito, con particolare riferimento alle nuove attività imprenditoriali.

Per rafforzare l’integrazione dei soggetti coinvolti, la Regione promuove, previa intesa, il coinvolgimento di Ministero dell’interno, uffici territoriali del Governo, Banca d’Italia, forze dell’ordine, organismi regionali per la sicurezza, IRPET e altri soggetti interessati.

Interventi dei comuni

La Regione sostiene con trasferimenti finanziari i comuni, singoli o associati, che attuano interventi di assistenza e aiuto alle vittime dell’usura e alle loro famiglie, anche quando non svolgono attività imprenditoriale o libero-professionale.

I comuni possono presentare, nei bandi annuali regionali, progetti che riguardano almeno uno dei seguenti ambiti:

  • comunicazione e informazione sugli strumenti di tutela;
  • assistenza psicologica, cura e aiuto alle vittime e alle famiglie;
  • assistenza legale e amministrativa per l’accesso ai servizi socio-sanitari e collaborazione nelle attività connesse;
  • garanzia della continuità delle forniture essenziali di luce, acqua e gas, anche tramite protocolli con i gestori.

Contributi a soggetti esterni e ruolo della Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura

La Regione interviene annualmente con iniziative proprie o finanziando progetti presentati da soggetti esterni. Possono presentare domanda:

  • associazioni e fondazioni toscane operanti in regione e iscritte negli elenchi ministeriali ex art. 15 l. 108/1996;
  • soggetti del terzo settore con sede in Toscana oppure iscritti negli elenchi prefettizi ex l. 44/1999 e operanti in Toscana.

La Giunta regionale disciplina con deliberazione le modalità di erogazione dei contributi. Le somme possono essere revocate, anche parzialmente, se gli interventi non sono realizzati o se il contributo viene destinato a finalità diverse da quelle previste.

La legge riconosce espressamente il ruolo della “Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura”, sostenendone l’attività tramite convenzioni. Per il primo anno di applicazione, i contributi pari a 101.000 euro erano destinati alle attività della Fondazione.

Coordinamento regionale

È istituito presso la Giunta regionale il Coordinamento regionale per la prevenzione dell’usura, con durata quinquennale. Ne fanno parte il Presidente della Giunta o un assessore delegato, due consiglieri regionali, il dirigente competente, un rappresentante dei Confidi e delle associazioni/fondazioni di prevenzione dell’usura, un rappresentante degli organismi di composizione della crisi e un rappresentante degli enti locali.

Possono essere invitati senza voto rappresentanti di uffici territoriali del Governo, forze dell’ordine, associazioni di categoria, lavoratori, consumatori, volontariato, professioni interessate, associazioni antimafia e docenti universitari.

Il Coordinamento:

  • svolge funzioni consultive per Giunta e Consiglio regionale su usura e sovraindebitamento;
  • supporta la definizione degli indirizzi delle attività informative e formative;
  • coordina la rete degli sportelli;
  • indirizza le attività di studio e monitoraggio;
  • individua le linee di intervento per i comuni.

Le nomine e la sostituzione dei componenti seguono la disciplina regionale sulle nomine. Il Coordinamento è validamente costituito con la nomina della metà dei componenti, delibera a maggioranza dei presenti e opera a titolo gratuito.

Clausola valutativa

La Giunta regionale deve trasmettere annualmente al Consiglio una relazione documentata sull’attuazione della legge e sui risultati conseguiti, con riferimento a:

  • consistenza e attività della rete degli sportelli e relative criticità;
  • attività di informazione, sensibilizzazione, formazione e coordinamento;
  • finanziamenti erogati e loro utilizzo;
  • coinvolgimento dei soggetti esterni alla Regione;
  • esiti degli studi realizzati su accesso al credito, microcredito, prestito sociale e orientamento al consumo.

Aspetti finanziari

Gli oneri della legge erano stimati in 551.000 euro annui e coperti, per il triennio 2010-2012, mediante apposite risorse di bilancio regionale, con variazioni compensative tra fondi e interventi per la sicurezza della comunità toscana. Per il 2010 alcune misure legate al sistema informativo e agli studi erano finanziate senza oneri aggiuntivi, utilizzando risorse del programma regionale per l’amministrazione elettronica e la società dell’informazione. Per gli esercizi successivi la copertura era demandata alla legge di bilancio.

Abrogazione e vigenza

Dall’entrata in vigore della legge è stata abrogata la l.r. Toscana 21 novembre 1996, n. 89. La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale. Alcune previsioni finanziarie e il primo stanziamento iniziale sono riferiti a esercizi ormai conclusi, ma la disciplina di prevenzione, coordinamento e sostegno resta formalmente vigente.

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