Cassazione Civile, Ordinanza n. 18389/2023 del 27/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte dei conti che aveva respinto la loro domanda di riliquidazione del trattamento pensionistico, chiedendo di includere nell’assegno la indennità di funzione operativa percepita in costanza di rapporto ai sensi dell’art. 18, comma 1, D.P.C.M. 21 novembre 1980 n. 8. Con l’unico motivo di ricorso denunciavano violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e 14 d.lgs. 174/2016 e dell’art. 63 d.lgs. 165/2001, sostenendo che il giudice contabile avesse illegittimamente deciso sulla propria giurisdizione/competenza in via incidentale, pur vertendosi, a loro dire, su diritti soggettivi non riconducibili al trattamento pensionistico. Chiedevano, in sostanza, che la controversia fosse attratta nella giurisdizione del giudice competente per il rapporto di lavoro pubblico e che la sentenza fosse cassata per statuire sulla competenza per materia e sulla domanda sostanziale.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. Ha ritenuto che la questione prospettata non integrasse un regolamento di competenza ex art. 43 c.p.c., ma una censura in tema di giurisdizione. Tuttavia ha rilevato che la sentenza di primo grado della Corte dei conti aveva deciso nel merito, affermando implicitamente la propria giurisdizione, e che tale profilo non era stato specificamente impugnato in appello: si era quindi formato giudicato interno sulla giurisdizione, preclusivo della deduzione del difetto di giurisdizione per la prima volta in cassazione. I ricorrenti sono stati condannati in solido alle spese e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 43 c.p.c.
Richiamato per escludere che il ricorso potesse essere qualificato come regolamento di competenza; la Corte lo riconduce invece alla questione di giurisdizione.
art. 37 c.p.c.
È richiamato, nel solco delle Sezioni Unite, per il principio per cui il difetto di giurisdizione è rilevabile d’ufficio solo finché non si formi il giudicato esplicito o implicito.
art. 38 c.p.c.
È richiamato nel principio per cui l’eccezione di difetto di giurisdizione può essere sollevata fino alla prima udienza, salvo la preclusione derivante dalla decisione di merito in primo grado.
art. 63 d.lgs. 165/2001
Invocato dai ricorrenti per sostenere la devoluzione al giudice del lavoro delle controversie relative al rapporto di lavoro pubblico, incluse quelle sulle indennità di fine rapporto.
art. 1 d.lgs. 174/2016
Richiamato nei motivi come norma asseritamente violata, ma senza accoglimento della censura.
art. 14 d.lgs. 174/2016
Richiamato nei motivi come norma asseritamente violata, ma senza accoglimento della censura.
art. 15, All. 1, d.lgs. 174/2016
Richiamato dal Procuratore Generale e dalla Corte come norma che recepisce il principio del giudicato interno sulla giurisdizione: in appello il difetto di giurisdizione è rilevabile solo se dedotto con specifico motivo contro il capo della sentenza che abbia statuito, espressamente o implicitamente, sulla giurisdizione.
art. 362 c.p.c.
È menzionato come base del ricorso per cassazione in tema di giurisdizione.
art. 111, ottavo comma, Cost.
Richiamato quale parametro del ricorso per cassazione avverso le decisioni sulla giurisdizione.
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115/2002
Applicato per dare atto dell’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità.
Massime di principio
- In materia di giurisdizione, la sentenza di primo grado che decide nel merito implica, di regola, un’affermazione anche implicita della giurisdizione del giudice adito.
- Il difetto di giurisdizione non può essere dedotto per la prima volta in cassazione se sul punto si è formato giudicato interno per mancata impugnazione specifica della statuizione implicita o esplicita contenuta nella sentenza di primo grado.
- Le questioni di giurisdizione vanno distinte dalle questioni di competenza: non ogni censura sull’individuazione del giudice integra un regolamento di competenza ex art. 43 c.p.c., dovendo prevalere la sostanza della doglianza.
- Il giudicato implicito sulla giurisdizione si forma quando il giudice decide il merito, salvo che la decisione si limiti a questioni meramente processuali o a statuizioni che non presuppongano l’attribuzione del potere giurisdizionale sul bene della vita domandato.
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