Cassazione Penale, Sentenza n. 32580/2022 del 05/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità per concorso nella illecita detenzione aggravata di Kg 1,700 netti di cocaina. La difesa censurava: 1) travisamento del fatto e insufficienza della motivazione circa l'elemento soggettivo del concorso, sostenendo che la ricorrente si era limitata ad una connivenza incolpevole (mero assenso/ tolleranza) e non aveva fornito un contributo causale all'illecito; rilevava inoltre che l'abitazione era di uso comune e che la disponibilità non poteva essere ricondotta in via esclusiva alla ricorrente; 2) omissione di motivazione sul punto relativo alla prevalenza delle attenuanti generiche rispetto all'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, d.P.R. n.309/1990 e conseguente eccessività della pena.
La decisione
La Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha rigettato le censure che miravano ad ottenere l'annullamento della responsabilità penale, ritenendo corretta la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui la ricorrente, informata dalla compagna/o e avendo dato il suo consenso e messo a disposizione la comune abitazione per la custodia a pagamento di ingente quantitativo di droga (cd. "fare la retta"), aveva offerto un contributo idoneo a favorire la realizzazione del reato (concorrente e non mera connivenza). È invece fondata la censura relativa alla mancata risposta della Corte di appello sul punto specifico del bilanciamento fra attenuanti generiche e aggravante: per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio e rinviata ad altra Sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio sul solo punto della pena. Dichiarata irrevocabilità dell'accertamento della responsabilità penale.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
concorso di persone nel reato
Usata come base per qualificare la partecipazione come concorso: è sufficiente la volontà di adesione che agevoli l'esecuzione del reato
art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
detenzione illecita di sostanze stupefacenti
In applicazione alla detenzione di ingente quantità di droga; la qualificazione come detenzione aggravata è fondata sulla quantità e sull'occasione di custodia per conto di terzi
art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Rilevata e contestata in bilanciamento con le attenuanti generiche; la Corte d'appello aveva operato un bilanciamento che la Cassazione ha ritenuto non adeguatamente motivato in un punto specifico
art. 624, comma 2, cod. proc. pen.
irrevocabilità dell'accertamento della responsabilità penale
La Cassazione dichiara l'irrevocabilità dell'accertamento della responsabilità una volta confermato il fatto, pur rimettendo la determinazione della pena
Massime di principio
- La mera conoscenza o tolleranza della presenza di droga non sempre configura concorso: è necessario valutare se l'atteggiamento del soggetto abbia apportato un contributo causale, cioè abbia rafforzato o reso più agevole la detenzione illecita
- Il consenso informato e la messa a disposizione di un luogo comune per la custodia, unitamente a elementi probatori (es. dichiarazioni del custode, ingente quantità, accordo a ricevere un compenso), possono integrare la volontà di adesione tipica del concorso
- La disponibilità dell'abitazione di uso comune non esclude di per sé la responsabilità concorsuale se il convivente ha consapevolmente agevolato la custodia per conto di terzi
- In caso di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti generiche il giudice deve dare specifica e congrua motivazione: omissioni su questo punto possono determinare l'annullamento limitato alla determinazione della pena e il rinvio per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio
- La Cassazione tende a distinguere nettamente tra connivenza inerte (non punibile) e adesione attiva/consensuale che costituisce concorso: l'elemento decisivo è il contributo causale e la consapevolezza dell'attività illecita
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