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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41595/2022 del 04/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal GUP di Bergamo per i reati di cui all'art. 73, comma 1 (capo 1) e art. 73, comma 4, d.P.R. 309/90 (capo 2). Con la condanna erano disposti l'allontanamento dall'Italia a pena espiata e la confisca della somma di euro 10.000. Il ricorso proponeva quattro motivi: 1) contestazione della qualificazione dello stupefacente (esclusione che fosse per uso personale); 2) mancato riconoscimento di attenuanti/valutazione della resipiscenza e del comportamento verso gli operanti (artt. 62-bis, 81, 133 c.p.); 3) richiesta di restituzione della somma sequestrata sostenendo che proveniva da vincite al gioco (art. 240 c.p.); 4) censura dell'espulsione alla luce dei precedenti limitati e del ravvedimento (art. 86 d.P.R. 309/90).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità, ritenendo che le doglianze riproposte fossero valutazioni di merito insindacabili in sede di legittimità. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione della Corte territoriale: la quantità, la purezza e la pluralità delle sostanze, la loro occultazione nei veicoli e l'assenza di un lavoro hanno fatto ritenere lo stupefacente destinato allo spaccio e non ad uso personale; l'ammissione del prevenuto è stata giudicata tardiva e priva di valore attenuante; la difesa non ha dimostrato la provenienza lecita dei 10.000 euro (era stata giustificata solo una parte pari a 5.500 euro), giustificando così la confisca; l'espulsione a pena espiata è stata ritenuta proporzionata alla pericolosità, all'allarme sociale e all'uso del domicilio come base operativa. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/90

    La Corte ha ritenuto che, in presenza di quantitativi non irrilevanti, elevata purezza, pluralità e diverse tipologie di stupefacenti e occultamento, si possa escludere la destinazione ad uso personale e configurare l'ipotesi di traffico/produzione di sostanze stupefacenti.

  • art. 62-bis c.p.

    La norma sulle circostanze attenuanti generiche è stata valutata dal giudice di merito; la Corte di Cassazione ha confermato che l'assenza di elementi concreti idonei a riconoscere le attenuanti non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.

  • art. 81 c.p.

    Principio relativo alla determinazione della pena: la Corte territoriale ha applicato correttamente le regole di individuazione della pena, ritenendo non sussistenti attenuanti tali da modificare il trattamento sanzionatorio.

  • art. 133 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha valutato le circostanze concrete (quantità di droga, modalità, condotta) e motivato la scelta del trattamento sanzionatorio.

  • art. 240 c.p.

    Riguarda la confisca per sproporzione o per provenienza illecita: la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia fornito prova certa della lecita provenienza della somma di euro 10.000, giustificando la confisca come provento dell'attività di spaccio.

  • art. 86 d.P.R. 309/90

    Consente l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione per motivi di pericolosità sociale legata al compimento di reati in materia di stupefacenti; la Corte ha ritenuto proporzionata l'espulsione a pena espiata per l'allarme sociale e l'attività illecita organizzata e lucrativa dell'imputato.

  • Giurisprudenza di legittimità (principio di sindacato sulla motivazione)

    Sez. U., n. 930 del 13/12/1995 (Clarke); Sez. 6, n. 23528 del 06/06/2006 (Bonifazi)

    La Corte richiama il limite del giudizio di legittimità: non può rivedere le valutazioni di fatto dei giudici di merito se la motivazione è congrua ed esaustiva; il controllo è rivolto alla coerenza logico-argomentativa della decisione.

Massime di principio

  • La qualificazione della detenzione come destinata allo spaccio si basa su elementi concreti quali quantità, purezza, pluralità di sostanze e modalità di occultamento; tali elementi rendono difficile sostenere l'uso esclusivamente personale.
  • Le ammissioni o collaborazioni tardive, se non incidono sulle indagini o non aggiungono elementi concreti, difficilmente valgono come attenuanti significative ai fini del trattamento sanzionatorio.
  • Il soggetto che richiede la restituzione di somme sequestrate deve fornire prova chiara e completa della lecita provenienza; l'insufficienza probatoria legittima la confisca come provento di reato.
  • L'espulsione a pena espiata può essere giustificata dall'esistenza di un elevato allarme sociale e dalla dimostrata pericolosità dell'attività illecita (organizzazione, lucro, coinvolgimento di terzi, uso del domicilio come base operativa).
  • In Cassazione la critica alla motivazione è ammissibile solo se mostra vizi logico-giuridici o carenze nella congruenza; non è permessa la mera proposta di una diversa rilettura dei fatti decisa dal giudice di merito.
  • Ricorsi generici o riproposizioni di doglianze già esaminate possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni in favore della Cassa delle ammende.

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