Cassazione Penale, Sentenza n. 25795/2026 del 09/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il Tribunale di Cassino aveva assolto l'imputata dal delitto di invasione di terreni o edifici e danneggiamento aggravato, ritenendo non provato il dolo di illecita occupazione in relazione all'acquisto, per una modica cifra, di un appartamento Ater trovato privo di serratura e di arredi. La procura generale ha proposto ricorso per cassazione deducendo mancanza o manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il giudice di merito avrebbe formulato valutazioni perplesse sulla ricostruzione del fatto e avrebbe argomentato in modo logicamente incongruo circa la possibilità di ottenere legittimamente la disponibilità di un immobile con porta di accesso manomessa.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, sotto la veste del vizio di motivazione, il ricorrente sollecitasse in realtà una diversa valutazione del materiale istruttorio e delle risultanze probatorie, attività non consentita in sede di legittimità quando si contesti la mera persuasività o adeguatezza della motivazione e non una manifesta illogicità. Ha inoltre osservato che il materiale probatorio era comunque ritenuto insufficiente a fondare una pronuncia di responsabilità. Nessuna condanna alle spese processuali o alla Cassa delle ammende, in ragione della qualità di parte pubblica del ricorrente.
Norme richiamate
art. 633 c.p.
Norma incriminatrice contestata in relazione all'occupazione dell'appartamento Ater.
art. 639-bis c.p.
Norma richiamata nel capo di imputazione in relazione al fatto contestato.
art. 550, comma 1, c.p.p.
Indicata quale base normativa del ricorso della procura generale.
art. 593, comma 2, c.p.p.
Indicata quale base normativa del ricorso della procura generale.
art. 608, comma 1, c.p.p.
Indicata quale base normativa del ricorso della procura generale.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione non sono deducibili censure che mirino soltanto a ottenere una diversa lettura del compendio probatorio o una nuova valutazione del merito.
- Il vizio di motivazione è configurabile solo quando la motivazione sia realmente mancante, apparente o affetta da manifesta illogicità, non quando si contesti la sola maggiore o minore persuasività della decisione.
- Quando il giudice di merito ritenga non provato il dolo richiesto dalla fattispecie, il controllo di legittimità non può trasformarsi in un riesame del foro interno dell'imputato o delle risultanze istruttorie.
- L'inammissibilità del ricorso proposto dal pubblico ministero comporta la non applicazione delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, per la qualità soggettiva del ricorrente.
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