Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15710/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava, con sei motivi, il decreto di sequestro preventivo e l'ordinanza del riesame: 1) difetto di autonoma valutazione del GIP e motivazione solo apparente del Tribunale del riesame (violazione dell'obbligo motivazionale); 2) errata esclusione dell'assorbimento (principio di specialità) tra reati di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) e reati tributari (artt. 8 e 10-quater d.lgs. 74/2000), con conseguente duplicazione delle contestazioni e assenza di profitto ulteriore per la truffa; 3) carenza del fumus commissi delicti in relazione alle ipotesi di frode sul "superbonus" (vizi di motivazione ed errata valutazione probatoria concernente SAL e stato dei lavori); 4) errata qualificazione dei crediti d'imposta come "inesistenti" (comma 2 art. 10-quater) invece che "non spettanti" (comma 1), con effetti su dolo e misura cautelare; 5) errata applicazione della normativa sulle fatture per operazioni inesistenti (art. 9 d.lgs. 74/2000 e concorso tra emittente e utilizzatore) e sul profitto confiscabile; 6) assenza di specificità nella motivazione circa il periculum in mora e quindi illegittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato le censure. Motivazioni principali: - la materia dei sequestri preventivi è sindacabile in Cassazione solo per violazione di legge; le doglianze aventi natura di vizio di mera motivazione o di apprezzamento dei fatti sono generalmente non ammissibili salvo che la motivazione sia del tutto priva dei requisiti minimi; - sul primo motivo, la Corte ha ritenuto che il GIP avesse svolto autonoma valutazione e che la difesa non avesse allegato la richiesta del P.M. (onere necessario per comprovare la mera ripetizione della richiesta), né indicato dove la valutazione sarebbe mancante; - sul secondo motivo, la Corte ha accolto l'interpretazione del Tribunale secondo cui, se la condotta ha prodotto un profitto distinto e ulteriore rispetto alla mera evasione fiscale (ottenimento di erogazioni pubbliche o creazione di crediti d'imposta inesistenti convertiti in vantaggio), può sussistere il concorso tra reato tributario e truffa; - il terzo e il quarto motivo, riguardanti valutazioni probatorie sul "superbonus" e la qualificazione tra crediti "inesistenti" o "non spettanti", sono stati ritenuti questioni di merito o di motivazione non sindacabili in Cassazione nelle misure reali; - il quinto motivo è stato dichiarato tardivo perché non sollevato in sede di riesame; - il sesto motivo (periculum in mora) è stato ritenuto improponibile in Cassazione sul punto della valutazione motivazionale della misura reale e, comunque, la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale circa il rischio di dispersione e la massiva monetizzazione/compensazione dei crediti illeciti. Esito finale: ricorso inammissibile, rigetto delle censure e condanna del ricorrente alle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso in Cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge; la Corte ha applicato tale limite per escludere sindacato di merito e di logica non conforme ai canoni di valutazione richiesti

  • art. 125 cod. proc. pen.

    art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse la motivazione minima richiesta e non fosse del tutto priva dei requisiti di coerenza e completezza

  • art. 309 e art. 324 cod. proc. pen.

    art. 309, comma 9; art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Richiamati per il principio che il difetto di autonoma valutazione del giudice comporta la possibilità di annullamento in sede di riesame; la Corte ha precisato però che la "incorporazione" della richiesta del P.M. non implica automaticamente carenza di autonoma valutazione se dal provvedimento emerge rielaborazione critica

  • art. 640-bis cod. pen.

    Riguarda la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; la Corte ha confermato che, se la condotta volta all'evasione fiscale produce un profitto ulteriore (es. credito d'imposta inesistente utilizzato per ottenere erogazioni o compensazioni), può concorrere con i reati tributari

  • d.lgs. n. 74/2000 (artt. 8, 9, 10-quater, 12-bis)

    art. 8; art. 9; art. 10-quater (commi 1 e 2); art. 12-bis

    Norme sui reati tributari e sugli effetti della fattispecie di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti; la Corte ha ritenuto corretta la distinzione operata dal Tribunale tra profitto tributario e profitto da truffa aggravata, e ha chiarito che l'art. 9 non comporta automaticamente l'attribuzione del profitto al solo emittente se l'indagato ha utilizzato i crediti illeciti

  • d.l. n. 34/2020 (art. 121)

    art. 121 d.l. n. 34/2020 (Decreto Rilancio)

    Disciplina le modalità di fruizione del "superbonus" (sconto in fattura, cessione del credito); la Corte l'ha richiamata per spiegare il meccanismo economico attraverso cui la generazione di crediti d'imposta falsi può tradursi in profitto e in erogazioni pubbliche

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata nelle censure relative alla motivazione e alla valutazione dei fatti; la Corte ha ricordato i limiti di sindacabilità di tali censure in sede di Cassazione per misure reali

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nella discussione sul concorso di persone nel reato: la Corte ha osservato che l'art. 9 d.lgs. 74/2000 deroga all'art. 110 quando esclude il concorso tra emittente e utilizzatore in alcune ipotesi, ma nel caso concreto non si prospettava una identità di ruoli che impedisse l'addebito all'utilizzatore

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto; la Corte ha condannato Palazzolo al pagamento delle spese in base a questa norma

Massime di principio

  • I ricorsi in Cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo sono ammessi solo per violazione di legge; le doglianze di merito o di valutazione probatoria sono in gran parte improponibili salvo che la motivazione sia completamente assente o manifestamente priva dei requisiti minimi
  • Chi deduce la mancanza di autonoma valutazione del GIP deve allegare la richiesta integrale del pubblico ministero e indicare specificamente le omissioni per permettere il controllo di legittimità; la mera similitudine testuale non è sufficiente a provare l'assenza di valutazione autonoma
  • Nel conflitto tra fattispecie tributarie e di truffa, il principio di specialità può operare, ma non esclude il concorso quando dalla stessa condotta derivi un profitto ulteriore e distinto (p.es. generazione e utilizzo di crediti d'imposta inesistenti finalizzati a ottenere erogazioni o vantaggi ulteriori)
  • Questioni di qualificazione giuridica del fatto (es. "crediti inesistenti" vs "non spettanti") e valutazioni sull'intensità del dolo o sulla misura della pena attengono al merito e difficilmente scalfiscono misure reali in sede di legittimità; possono tuttavia rilevare nel giudizio di merito
  • Le censure non sollevate in sede di riesame sono precluse in Cassazione: chi impugna deve riproporre le stesse questioni già dedotte nel gravame cautelare, altrimenti quelle nuove sono inammissibili
  • Le obiezioni generiche sulla carenza di specificità della motivazione del periculum in mora non sono automaticamente ammissibili in Cassazione; occorre dimostrare che la motivazione sia del tutto priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.