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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18675/2023 del 03/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della delibera sanzionatoria CONSOB che aveva irrogato a Capitani sanzione pecuniaria (€135.000) e interdizione temporanea (30 mesi) per violazioni connesse alla gestione di Sofia Gestione Patrimonio SGR: dotazione decisionale inidonea (A), omissione di misure per individuare e gestire conflitti d'interesse (B), omissioni nelle procedure di trasmissione ordini (C), carenze nei servizi di investimento (D) e gestione dei reclami (E). Censure principali: tardività del procedimento e calcolo dei termini; applicazione ratione temporis e legittimità dell'art. 190bis TUF; assenza di presupposto soggettivo (non dipendente); mancata prova di danno concreto e di conflitto d'interesse; violazione del diritto di difesa e dell'obbligo di motivazione; eccessività della sanzione e illegittimità dell'interdizione (eccezioni di illegittimità costituzionale ed eccesso di delega).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate o inammissibili le censure: la notificazione non incide sul termine di efficacia dell'ordinanza-ingiunzione (non fa venire meno il provvedimento); i termini previsti dalla legge n. 241/1990 non si applicano ai procedimenti sanzionatori regolati dalla legge n. 689/1981; l'art. 190bis TUF è applicabile ratione temporis alle condotte permanenti protrattesi anche dopo l'entrata in vigore della norma; l'accertamento del coinvolgimento e delle condotte di Capitani è risultato adeguatamente motivato e non soggetto a riesame di merito in Cassazione; il conflitto d'interesse è stato adeguatamente individuato e non gestito, con onere della prova spostato sul ricorrente in virtù della presunzione di colpa prevista dalla legge n. 689/1981; per le violazioni poste a tutela del rischio astratto non è richiesta prova di danno concreto; il diritto di difesa è stato rispettato e la motivazione ritenuta sufficiente; la valutazione della congruità della sanzione pecuniaria è questione di merito inammissibile in Cassazione; l'interdizione accessoria è compatibile con la legge delega e con la direttiva UE di riferimento. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • T.U.F. (d.lgs. n. 58/1998)

    art. 190bis, art. 196bis, art. 21, art. 35decies, art. 194-bis, art. 195

    Art. 190bis applicabile alle persone di amministrazione, direzione o controllo e al personale, anche per condotte protrattesi dopo l'entrata in vigore; le sanzioni amministrative del TUF sono di natura non penale e il procedimento sanzionatorio è regolato insieme alla legge n. 689/1981.

  • Legge n. 689/1981

    art. 3 (presunzione di colpa), art. 11, art. 28

    Il procedimento sanzionatorio è disciplinato dalla legge n. 689/1981; tale disciplina esclude l'applicazione automatica dei termini della legge n. 241/1990; sussiste una presunzione di colpa che sposta l'onere probatorio sul trasgressore.

  • Regolamento CONSOB n. 18750/2013

    Previsioni regolamentari sulle modalità del procedimento sanzionatorio; la Corte ha ritenuto che i rimedi e i termini disciplinati non alterino il quadro dettato dalla legge n. 689/1981 e che il diritto di difesa sia stato rispettato.

  • Regolamento congiunto intermediari (Banca d'Italia e CONSOB) n. 16190/2007

    artt. 23, 24, 25, 26, 46-49

    Norme su individuazione e gestione dei conflitti d'interesse e funzioni interne degli intermediari; la Corte ha ritenuto provata la carenza di misure idonee a gestire i conflitti e le ingerenze decisionali contestate.

  • Direttiva 2013/36/UE (CRD IV)

    Richiama l'obbligo di armonizzazione in materia di sanzioni e, in particolare, l'ammissibilità di sanzioni interdittive che il legislatore nazionale ha recepito.

  • D.lgs. n. 72/2015

    Ha introdotto l'art. 190bis TUF nell'ordinamento nazionale per recepire la direttiva 2013/36/UE; la Corte ha ritenuto conforme la disciplina che prevede la sanzione interdittiva.

  • Legge delega n. 154/2014

    Strumento di delega cui il d.lgs. n. 72/2015 si è conformato; la Corte ha ritenuto che la previsione di sanzione interdittiva sia compatibile con la delega.

  • D.P.R. n. 115/2002

    Norma procedurale sull'applicazione del contributo unificato in sede di legittimità, qui richiamata per l'eventuale versamento da parte del ricorrente.

Massime di principio

  • La notificazione di un'ordinanza-ingiunzione è adempimento estrinseco volto a rendere il provvedimento efficace e impugnabile; la sua mancanza non determina automaticamente l'inesistenza dell'atto.
  • I procedimenti sanzionatori disciplinati dalla legge n. 689/1981 costituiscono un sistema autonomo: i termini e le regole della legge n. 241/1990 non si applicano automaticamente a tali procedimenti.
  • Le modifiche legislative che introducono nuove ipotesi di responsabilità (es. art. 190bis TUF) sono applicabili ratione temporis quando la condotta abbia carattere continuativo e si prolunghi fino a periodo successivo all'entrata in vigore della norma.
  • In materia di norme poste a tutela del rischio astratto (es. regole di indipendenza e gestione dei conflitti d'interesse), non è necessario dimostrare un danno concreto ai risparmiatori: è sufficiente la prova della condotta potenzialmente pericolosa.
  • La presunzione di colpa prevista dalla legge n. 689/1981 impone al soggetto sanzionato l'onere di provare l'assenza di colpevolezza una volta dimostrata la fattispecie illecita dall'autorità amministrativa.
  • La valutazione della congruità della sanzione pecuniaria e l'eventuale eccessività sono questioni di merito riservate al giudice di merito e non assoggettabili a riesame libero in sede di legittimità.
  • L'interdizione come sanzione accessoria prevista da norme di recepimento di direttive UE è ammissibile se conforme alla legge delega e debitamente motivata.
  • In sede di impugnazione in Cassazione il sindacato è limitato a questioni di diritto e motivazionali: non è possibile ottenere il riesame probatorio o una riconsiderazione integrale degli accertamenti di fatto del giudice di merito.

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