Sentenza n. 1682/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del provvedimento di diniego della domanda di visto per “lavoro subordinato” (cfr posizione n° 6200 pratica 310094016) firmato dalla Responsabile del Procedimento, notificato all’odierno ricorrente a mani in data 20.11.2024).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della domanda di visto per lavoro subordinato rilasciato dall'Ambasciata d'Italia a Casablanca
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato, deducendo, tra gli altri profili, la violazione delle garanzie partecipative per omessa comunicazione del preavviso di rigetto previsto dall'art. 10-bis l. 241/1990. L'amministrazione ha resistito. Il TAR aveva già accolto la domanda cautelare ai fini del riesame, ma l'ordinanza cautelare è rimasta ineseguita. Il giudice ha ritenuto applicabile, ratione temporis, l'art. 10-bis l. 241/1990, escludendo l'applicazione del nuovo comma 7-bis dell'art. 4 d.lgs. 286/1998, introdotto dal d.l. 145/2024, in ragione del regime transitorio. Il provvedimento di diniego era stato adottato l'11 dicembre 2024, prima della decorrenza per l'anno 2025 dei termini previsti dal d.P.C.M. 27 settembre 2023 per la presentazione delle richieste di nulla osta al lavoro.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondata la censura di violazione di legge per l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990. Secondo il giudice, il regime transitorio dell'art. 1, comma 2, d.l. 145/2024, convertito dalla l. 187/2024, impediva di applicare al procedimento il nuovo art. 4, comma 7-bis, d.lgs. 286/1998; tale innovazione non era quindi operativa per il procedimento conclusosi con il diniego dell'11 dicembre 2024. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti. L'atto impugnato è stato annullato ai fini della immediata riattivazione del procedimento. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 1.000 euro, oltre accessori e contributo unificato, in favore del difensore antistatario della parte ricorrente.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti, previa audizione delle parti.
art. 10-bis l. 241/1990
Il preavviso di rigetto costituiva una garanzia partecipativa applicabile al procedimento di rilascio del visto, poiché il nuovo regime derogatorio non era applicabile ratione temporis.
art. 4, comma 7-bis, d.lgs. 286/1998
La disposizione, introdotta dal d.l. 145/2024, non era applicabile al procedimento conclusosi l'11 dicembre 2024 in ragione del regime transitorio.
art. 1, comma 2, d.l. 145/2024, convertito dalla l. 187/2024
La disciplina transitoria ha differito l'applicazione della nuova disciplina sino alla decorrenza, per l'anno 2025, dei termini stabiliti dal decreto flussi.
art. 8 d.P.C.M. 27 settembre 2023
«i termini per la presentazione delle richieste di nulla osta al lavoro per gli ingressi nell’ambito delle quote decorrono, per ciascuno degli anni 2024 e 2025, dalle ore 9:00 del 5, del 7 e del 12 febbraio, (…)»
La decorrenza dei termini per l'anno 2025 individua il momento dal quale opera la nuova disciplina secondo il regime transitorio richiamato dal giudice.
Massime di principio
- Quando un procedimento amministrativo si conclude prima della decorrenza prevista dal regime transitorio di una nuova disciplina speciale, il procedimento resta soggetto alla normativa previgente, salvo diversa espressa previsione.
- Nel procedimento di diniego di un visto per lavoro subordinato, il preavviso di rigetto previsto dall'art. 10-bis l. 241/1990 è dovuto se, ratione temporis, non è ancora applicabile la disciplina speciale derogatoria introdotta dall'art. 4, comma 7-bis, d.lgs. 286/1998.
- L'omissione del preavviso di rigetto, quando la relativa garanzia partecipativa è applicabile, integra violazione di legge e comporta l'annullamento del diniego, con riattivazione del procedimento amministrativo.
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