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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41416/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per violazione di legge dovuta all'assenza di motivazione nel provvedimento del Magistrato di sorveglianza. Ha qualificato il reclamo come ricorso per cassazione (richiamando la riqualificazione ex art. 568, comma 5, c.p.p.), ha annullato il provvedimento impugnato e ha disposto il rinvio per nuovo esame al Magistrato di sorveglianza di Messina.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente, sottoposta alla detenzione domiciliare, aveva chiesto autorizzazione ad uscire tutte le sere dalle ore 19 alle ore 20 per il conferimento dei rifiuti. Il Magistrato di sorveglianza ha respinto la richiesta con un provvedimento limitato a un mero "V. rigetta" senza motivazione; il difensore ha proposto reclamo per la mancanza di motivazione. Il Tribunale di sorveglianza ha dichiarato il reclamo inammissibile e ha trasmesso gli atti alla Corte di Cassazione; il Pubblico Ministero aveva chiesto l'inammissibilità per genericità dell'istanza.

Norme richiamate

  • art. 568, comma 5, cod. proc. pen.

    Consentita la riqualificazione del reclamo in ricorso per cassazione e la trasmissione degli atti alla Corte quando il Tribunale di sorveglianza, pur indicando formalmente l'inammissibilità, provvede a trasmettere gli atti; la declaratoria formale di inammissibilità può essere intesa come lapsus se seguita dalla trasmissione.

  • art. 111, comma 7, Cost.

    Richiamato per giustificare l'accesso alla Corte di Cassazione per i provvedimenti che incidono sulla libertà personale; le decisioni del magistrato di sorveglianza sulle modifiche alla detenzione domiciliare sono impugnabili per violazione di legge in cassazione.

  • Sez. U, n. 25080 del 28/05/2003 (Pellegrino)

    Principio secondo cui, quando il ricorso per cassazione è dedotto per violazione di legge, è deducibile anche la mancanza o mera apparenza della motivazione; la mancanza di motivazione configura vizio rilevante di legittimità.

  • Giurisprudenza di legittimità su ricorribilità (Sez.1, varie pronunce)

    Consolidato indirizzo che ammette il ricorso in cassazione per i provvedimenti del magistrato di sorveglianza che incidono sulla libertà personale, incluse le modifiche delle modalità di detenzione domiciliare.

Massime di principio

  • Le decisioni del magistrato di sorveglianza che modificano o respingono richieste sulle modalità della detenzione domiciliare incidono sulla libertà personale e sono impugnabili in Cassazione per violazione di legge.
  • L'assenza di una motivazione adeguata nel provvedimento giurisdizionale costituisce un vizio di legittimità annullabile dalla Cassazione; un mero 'rigetta' senza argomentazioni non è sufficiente.
  • Il Tribunale di sorveglianza può (e talvolta deve) riqualificare un reclamo come ricorso per cassazione e trasmettere gli atti alla Corte quando la materia riguarda la libertà personale (ex art. 568 c.p.p.), anche se il dispositivo contiene formalmente una declaratoria di inammissibilità.
  • In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe formulare istanze concrete e circostanziate (specificare orari, necessità concrete, eventuali alternative e prove) per evitare eccezioni di genericità e per permettere al giudice di motivare adeguatamente il diniego.
  • Quando si impugna un provvedimento per modifiche alle prescrizioni della detenzione domiciliare, conviene sollevare espressamente la violazione dell'obbligo di motivazione qualora la decisione sia sommaria, e indicare la via di impugnazione corretta (ricorso per cassazione per violazione di legge).
  • Il P.M. può invocare la genericità dell'istanza, ma la Corte verifica effettivamente la presenza o meno della motivazione: una decisione priva di motivazione prevale sull'eccezione di genericità se il vizio è riscontrabile.

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