Sentenza n. 4046/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro del 22 gennaio 2025, n. 196.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 10.126,68 lordi, oltre interessi, per ferie non godute
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, del 22 gennaio 2025, n. 196, notificata all'Amministrazione e munita di formula esecutiva. La sentenza aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 10.126,68 lordi, oltre interessi dal dovuto al saldo, a titolo di indennità sostitutiva per ferie non godute. Nonostante il passaggio in giudicato e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, il Ministero non aveva eseguito la condanna e non aveva effettuato neppure pagamenti parziali. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma, senza contestare l'esistenza, l'an o il quantum del credito e senza fornire indicazioni sull'andamento della procedura di pagamento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero al giudicato formatosi sulla sentenza civile di condanna. Ha rilevato che il titolo era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, senza che l'Amministrazione avesse provveduto al pagamento. Il Ministero non ha contestato il credito né ha dimostrato l'avvenuto adempimento. È stato ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza, il TAR ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano/Monza/Brianza, con facoltà di delega, assegnandogli 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza per compiere gli atti necessari al pagamento. Il compenso del commissario è stato ritenuto compreso nella retribuzione dell'Amministrazione di appartenenza. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari del ricorrente.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza al giudicato; il giudice amministrativo può accertare l'inottemperanza e adottare le misure necessarie per assicurare l'esecuzione del titolo.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il decorso del termine dilatorio per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie delle pubbliche amministrazioni consente di procedere giudizialmente per l'esecuzione del titolo, quando l'Amministrazione non abbia provveduto.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è fondata quando il titolo giudiziale passato in giudicato e ritualmente notificato non sia stato eseguito dall'Amministrazione dopo il decorso del termine dilatorio previsto per il pagamento dei debiti pubblici.
- Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto una condanna pecuniaria, la mancata contestazione da parte dell'Amministrazione dell'an e del quantum del credito, unita all'assenza di prova di pagamenti anche parziali, consente di accertare l'inottemperanza.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice può assegnare all'Amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta destinato a intervenire in caso di ulteriore inerzia.
- Quando il commissario ad acta è individuato in un dipendente pubblico e l'attività commissariale è connessa ai compiti istituzionali dell'Amministrazione di appartenenza, il relativo compenso può ritenersi compreso nella retribuzione ordinaria, senza ulteriore onere per le parti.
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