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Sentenza

Sentenza n. 457/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 10 del 6 novembre 2025, comunicata a mezzo del nesso comunale in data 11 novembre 2025 a Dario Gizzi e a Maria Servillo, in uno con ogni altro atto presupposto, preparatorio, connesso e consequenziale, compresa, in particolare, la relazione tecnica istruttoria prot. 8366 del 4 novembre 2025, mai notificata.

Giustizia amministrativa202600263

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione di opere ritenute realizzate in difformità dal titolo edilizio, con relativa relazione tecnica istruttoria

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza di demolizione deducendo, in sintesi, che l’immobile fosse assistito da un valido titolo edilizio e che lo stato di fatto coincidesse con quello legittimo. Hanno contestato la qualificazione delle opere come realizzate in totale difformità, sostenendo che la sagoma del fabbricato fosse persino inferiore a quella progettata, che il calcolo dell’altezza e del volume fosse errato e che il piano ritenuto seminterrato dal Comune coincidesse con il cantinato risultante dal collaudo. Hanno inoltre dedotto che l’istruttoria fosse stata svolta su un immobile diverso da quello di uno dei ricorrenti, nonché il difetto di istruttoria, il difetto di motivazione in relazione al lungo tempo trascorso dalla realizzazione delle opere e la violazione del principio di proporzionalità. La proprietaria dell’immobile limitrofo, intervenuta ad opponendum, ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per omessa notificazione nei suoi confronti quale controinteressata, evidenziando il proprio coinvolgimento nei precedenti giudizi e la lesione diretta o potenziale del diritto di proprietà derivante dagli abusi contestati.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile senza esaminare i motivi relativi alla legittimità sostanziale dell’ordinanza di demolizione. La proprietaria dell’immobile limitrofo doveva essere qualificata come controinteressata, poiché sussistevano sia l’elemento formale sia quello sostanziale della relativa figura: la sua posizione risultava direttamente collegata al provvedimento impugnato, avendo denunciato gli abusi e sollecitato l’intervento comunale, partecipato ai precedenti giudizi e prospettato una lesione diretta o potenziale del proprio diritto di proprietà. Il ricorso avrebbe pertanto dovuto esserle notificato ai sensi dell’art. 41, comma 1, c.p.a. La mancata notificazione a un controinteressato è vizio rilevabile d’ufficio e non è sanata dall’intervento spontaneo ad opponendum quando questo avvenga dopo la scadenza del termine per impugnare e sia diretto proprio a eccepire l’inammissibilità del ricorso. Nel caso concreto, l’ordinanza era stata notificata l’11 novembre 2025, mentre l’intervento era stato depositato il 27 febbraio 2026, quando il termine di sessanta giorni era già scaduto. L’intervento avrebbe potuto rendere superflua la notificazione soltanto se fosse intervenuto nel periodo compreso tra la conoscenza del provvedimento e la scadenza del termine per ricorrere. Le spese sono state compensate per la natura formale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 41, comma 1, c.p.a.

    Impone la notificazione del ricorso introduttivo almeno a un controinteressato individuabile; la sua omissione determina l’inammissibilità del ricorso.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata all’esito della fase cautelare, previo avviso alle parti, quando il ricorso è manifestamente inammissibile.

Massime di principio

  • La mancata notificazione del ricorso ad almeno un controinteressato necessario è un vizio rilevabile d’ufficio che determina l’inammissibilità del ricorso e non può essere rimesso in termini per errore scusabile.
  • La qualifica di controinteressato richiede un elemento formale, consistente nella menzione nominativa del soggetto nel provvedimento impugnato o nella sua agevole identificabilità, e un elemento sostanziale, costituito da un interesse legittimo opposto a quello del ricorrente e da un vantaggio diretto e immediato derivante dalla conservazione dell’assetto provvedimentale.
  • Il soggetto che abbia denunciato gli abusi, sollecitato l’adozione del provvedimento sanzionatorio e sia titolare di una posizione proprietaria direttamente incisa o potenzialmente lesa dagli abusi può assumere la qualità di controinteressato nel giudizio contro l’ordinanza di demolizione.
  • L’intervento spontaneo del controinteressato pretermesso non sana la mancata notificazione originaria quando intervenga dopo la scadenza del termine per impugnare e sia finalizzato a eccepire l’inammissibilità del ricorso; la costituzione spontanea può rendere superflua la notificazione solo se avviene prima della scadenza del termine per proporre il ricorso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

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